Bibliografia
NOVITÀ – Tratti di personalità nella scrittura. Manuale di grafologia morettiana, di Lidia Fogarolo
Edizioni Messaggero Padova – 1a edizione 2012 – pagine 464 - prezzo € 60,00 (acquista online)
Il sistema segnico morettiano si presenta unico nel panorama psicologico e grafologico per capacità diagnostica e predittiva. Essendo un metodo di studio della personalità non solo descrittivo ma anche psicodinamico, consente di mettere a fuoco in che modo l’Io gestisce la pluralità delle tendenze presenti al suo interno, valutando se i tratti sono concordanti nella direzione del movimento, o se al contrario sono presenti elementi di contraddittorietà.
Il volume è completato dalla presentazione, a scopo didattico, di più di 250 scritture, molte delle quali appartengono a personaggi che, in modo assai diverso, hanno segnato la storia politica (Hitler, Churchill, Obama …), scientifica (Newton, Darwin, Tesla …), letteraria (Hemingway, Woolf, Buck …), artistica (Picasso, Canova, Mozart …) e religiosa (Papa Giovanni XXIII, Madre Teresa di Calcutta, Papa Woytila …).
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RISTAMPA – Il segno grafologico come sintesi psicologica, di Lidia Fogarolo, edito da EMP (acquista online)
Il volume propone un approfondito studio del sistema grafologico ideato da Girolamo Moretti, basato sulla presentazione in forma antologica dei segni grafologici da lui individuati, visti globalmente attraverso le precisazioni fornite da Moretti stesso in tutte le sue opere. Grazie ad un confronto visivo immediato, è possibile cogliere il nucleo interpretativo analogico che contraddistingue i segni morettiani e definisce il loro apporto a quel complesso sistema corpo-mente che è la personalità umana, in termini di specificità di attivazione del potenziale energetico individuale.
Con magistrale chiarezza concettuale e ricchezza lessicale, Moretti spiega come e perché ogni singolo segno grafologico sia indice di una certa tonalità psichica legata a uno specifico modo di essere, di vedere, di interpretare la realtà, in termini di pensiero e di sentimento, e conseguentemente di una specifica tendenza a rispondere in un certo modo. In questo senso la grafologia permette la previsione del comportamento, inteso come disposizione ad agire coerentemente con quanto percepito.
Alcune sezioni del libro contengono, inoltre, interessanti precisazioni psicologiche offerte da Giovanni Luisetto, che consentono una maggiore efficacia interpretativa dei segni stessi.
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Girolamo Moretti, Trattato di Grafologia, Edizioni Messaggero Padova (acquista online)
In quest’opera ponderosa Girolamo Moretti presenta il suo originale sistema segnico, unico per profondità psicologica e per precisione diagnostica, che consente di identificare le significative unità di cui è composta la personalità umana, viste come tendenze dinamiche in grado di interagire tra loro.
La parte più consistente del manuale è dedicata alla descrizione degli 81 segni grafologici da lui individuati, corrispondenti ad altrettanti tratti di personalità, che rappresentano le fondamenta del metodo morettiano. In particolare viene data una definizione esaustiva di ogni singolo segno, specificandone le caratteristiche sul piano grafico e psicologico, e le ragioni analogiche dell’associazione segno/significato. Ciò che rende del tutto insostituibile il manuale sono anche le indicazioni su come deve avvenire la quantificazione di ogni specifica tendenza, grazie all’enunciazione di precise regole di misurazione, e alla ricchezza del materiale illustrativo che consente di cogliere con immediatezza visiva ogni segno nelle varie graduazioni.
Vengono presentate, infine, le indicazioni di base che consentono una prima combinazione dei segni e delle qualità corrispondenti, al fine di individuare quell’insieme unico e strutturato che è la personalità umana.
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Girolamo Moretti, Facoltà intellettive attitudini professionali dalla Grafologia, Edizioni Messaggero Padova (acquista online)
Partendo dalla classica contrapposizione attitudinale arte/scienza, Moretti individua un’articolata e complessa serie di combinazioni specifiche sia per l’arte (poesia, prosa, musica, pittura, ecc.) che per le scienze speculative astratte, concrete e di ricerca. Distingue, inoltre, tra tendenza, che è la spinta che appartiene al sentimento e viene vissuta come passione, interesse, curiosità nei confronti di un dato aspetto del reale, e abilità, intesa come l’insieme dei requisiti mentali necessari per acquisire il patrimonio di conoscenze associate ad un determinato campo professionale.
È solo dalla congiunzione della componente legata al sentimento con quella legata alle disposizioni intellettuali che nasce la completezza attitudinale; mentre una tendenza senza le abilità necessarie per concretizzarla è frustrante, e l’abilità senza la tendenza è sterile, perché dove l’essere umano non è coinvolto anche a livello di sentimento manca dell’intensità e della concentrazione necessaria per creare qualcosa di veramente nuovo.
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Girolamo Moretti, Il Corpo Umano dalla Scrittura, Edizioni Messaggero Padova (acquista online)
L’assunto di partenza del metodo morettiano è che l’unicità che caratterizza ogni essere umano si riflette in modo analogo a livello psichico e somatico. Per questo tramite l’analisi grafologica dovrebbe essere possibile, in via teorica, risalire anche a quella struttura consolidata sul piano della materia che è il corpo.
Nel tentativo di codificare questo parallelismo, Moretti presenta un’articolata e complessa serie di caratterizzazioni somatiche, basate su una preliminare distinzione tra ciò che appartiene alla struttura fisica (impronta morfologica) e ciò che invece è gesto fuggitivo, vale a dire la particolare modalità espressiva che si rivela solo quando il corpo si muove. Ad esempio, per quanto riguarda l’occhio, che è il capitolo più dettagliato perché riguarda la parte del corpo umano che maggiormente esprime l’interiorità e per questo è ritenuta lo specchio dell’anima, Moretti distingue i segni che indicano la sua forma da quelli che riflettono, invece, sentimenti e stati d’animo, oltre che qualità più specifiche dell’intelligenza. E così via per molte altre particolarità somatiche.
Ciò che ne emerge è un quadro affascinante rispetto al modo in cui il piano fisico è in grado di partecipare della complessità del piano psichico, riflettendo e comunicando un’infinità di sfumature di cui siamo ben poco consapevoli.
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Girolamo Moretti, Grafologia Pedagogica, Edizioni Messaggero Padova (acquista online)
Per mettere in atto una vera azione pedagogica è necessario in primo luogo che l’educatore sia in grado di penetrare la natura di ciascun individuo, in modo da “prestarle quell’alimento che serve a nutrirla, a farla crescere, a renderla esuberante”. E tanto più raffinata sarà la penetrazione, tanto più efficace può essere l’intervento educativo, perché non si può dimenticare che “ciò che per una natura umana è nutrimento, per un’altra può essere denutrizione”, come precisa Moretti nell’introduzione.
L’opera si presenta come un manuale di diagnostica differenziale nel quale l’Autore espone la sua teoria dei quattro temperamenti (cessione, resistenza, assalto, attesa), presentando una descrizione molto dettagliata dei vari segni grafologici che li compongono. Inoltre viene precisato in che modo ogni temperamento interagisce con tutte le altre disposizioni della psiche presenti nella personalità, con lo scopo di arrivare – nella seconda parte del volume – ad offrire norme pedagogiche individualizzate rispetto alla varietà dei caratteri delineati.
La lettura dell’opera richiede una buona conoscenza grafologica di base, poiché è priva di illustrazioni; quindi le numerosissime combinazioni proposte devono essere immaginate.
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Girolamo Moretti, La passione predominante, Edizioni Messaggero Padova (acquista online)
In quest’opera di grafologia altamente differenziale Moretti affronta un tema che gli sta particolarmente a cuore: l’uomo non può essere visto come la semplice risultante, più o meno equilibrata, di una serie di qualità e difetti deducibili dai vari segni grafologici, ma è una struttura fortemente organizzata intorno ad un tema dominante. Ed è questo punto focale, che nel corso della vita spinge per essere riconosciuto, il motivo per cui ogni individuo contiene al suo interno il richiamo ad una particolare esagerazione, o ad una unilateralità di visione. Questa spinta passionale, che è collegata con il nucleo creativo individuale, convoglia tutte le facoltà intellettive e affettive in un’unica direzione, in modo da non poter mancare il suo bersaglio.
Tramite una serie di lezioni pratiche, più o meno accessibili a seconda della preparazione grafologica del lettore, Moretti insegna a riconoscere la spinta psicologica convergente data da alcuni segni sostanziali, modificanti e accidentali, che si sostengono vicendevolmente al fine di creare quell’unità motivazionale che spinge l’essere umano in una direzione ben precisa.
Grazie all’esistenza del delicato gioco di sostegno esistente tra i vari segni grafologici che ruotano intorno alla passione predominante, l’analisi di personalità risulta, in un certo senso, facilitata, in quanto è assodato che un’importante tendenza della psiche non può passare inosservata o fraintesa, perché è sostenuta da una serie di segni che convergono nella stessa direzione e offrono il loro specifico contributo in termini di potenzialità energetica.
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Girolamo Moretti, Scompensi Anomalie della Psiche e Grafologia, Edizioni Messaggero Padova (acquista online)
Il metodo morettiano si basa sul riconoscimento degli apporti che provengono da numerosi segni grafologici, che corrispondono a precise qualità della psiche, e sul gioco di interazione che avviene tra i segni stessi, al fine di riconoscere le tendenze che si rafforzano reciprocamente e le tendenze che si completano. In questo senso è possibile affermare che la bellezza di una personalità è data dal gioco armonico di svariate componenti che si strutturano intorno ad un nucleo centrale convergente, arricchito da presenze diverse da questo che rendono la personalità meno scontata, meno prevedibile.
Esistono scritture, tuttavia, in cui si nota che un singolo segno domina talmente la grafia, al punto da risultare una presenza così ingombrante da prevaricare all’interno della personalità e da attirare a sé altri segni di squilibrio, in assenza di qualsiasi spinta compensatrice ed equilibratrice.
La risultante grafica è che la scrittura appare immediatamente segnata da uno specifico segno grafologico, con una evidenza percettiva che trasmette immediatamente la sofferenza psichica dovuta allo squilibrio di quell’unico segno, che appare come una luce lampeggiante per attirare su di sé l’attenzione: la personalità ha perso la capacità del gioco dell’equilibrio, qualcosa nella vita psichica del soggetto è del tutto fuori controllo e lo sta segnalando vistosamente.
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Girolamo Moretti, Grafologia sui Vizi, Istituto Grafologico, S. Francesco delle Scale, Ancona 1974 (ordina una copia)
Quando uno psicologo come Moretti analizza i vizi, li trasforma in un affascinante viaggio nella comprensione dell’animo umano. Ad esempio per comprendere l’accidia bisogna partire dal fatto che ogni essere umano tende istintivamente ad una qualche forma di attività, sia essa intellettiva o pratica, e chiedersi come mai questa spinta naturale al movimento possa diventare squilibrata al punto tale da trasformarsi, per eccesso, in affaccendamento confusionario, e per difetto in abulia. Per quanto riguarda la menzogna, vengono individuati 15 tendenze dirette e 50 tendenze indirette alla falsificazione, distinguendo a quale bisogno della personalità ognuna di esse risponde. La lussuria viene analizzata nelle sue diverse componenti e spinte, come pure vengono presi in considerazioni quei segni in grado o meno di arginare una tendenza squilibrata. E così via per l’orgoglio, difficilissimo da trovare puro, mentre prende più che altro la forma dell’autostima (e non è la stessa cosa); l’invidia che non ha nulla a che fare con l’emulazione, in quanto quest’ultima è fonte di progresso materiale e intellettuale; l’ira e la gola, che oggi hanno perso l’etichetta di vizio per entrare a far parte dei disturbi compulsivi di personalità.
Il risultato è che i vizi, inquadrati in un contesto psicologico così articolato e rigoroso, diventano i testimoni delle difese reattive estreme messe in campo dalla personalità quando percepisce attorno a sé un mondo ostile da cui deve difendersi.
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Girolamo Moretti, Trattato scientifico di perizie grafiche su base grafologica, Edizioni Messaggero Padova (acquista online)
La grafologia peritale non ha come scopo diretto l’analisi di personalità, ma l’analisi identificatoria: definire e distinguere un individuo da qualsiasi altro individuo. Questo obiettivo nasconde al suo interno molte insidie dovute al fatto che il gesto grafico può essere imitato, camuffato, ricalcato, artificiosamente reso malato, ecc. Quindi affinché una perizia possa essere ritenuta attenibile, Moretti sottolinea la necessità di fare riferimento a precise norme metodologiche, che costituiscono l’aspetto dottrinale della grafologia forense, e ad una serie di abilità pratiche, vale a dire sensi esercitati per distinguere le differenti combinazioni che contraddistinguono le varie personalità sul piano grafico.
Solo un’approfondita preparazione grafologica, teorica e pratica, rende possibile distinguere le differenze qualitative che esistono tra i connotati grafici comuni che molte scritture condividono, e quindi non possono essere considerati significativi per il confronto, e quei dettagli unici, o quanto meno originali, costanti, caratterizzati da scarsa visibilità e difficile imitazione, che hanno il valore probatorio di certa identificazione.
Ed è ancora una profonda conoscenza dei segni grafologici e delle loro combinazioni che consente di definire i limiti e le possibilità di ogni individualità grafica, colta sempre nel suo movimento specifico, perché solo all’interno di una globalità dinamica è rilevabile la consequenzialità o l’illogicità di una specifica formazione letterale. Mentre sono ritenuti inidonei a motivare un giudizio conclusivo tutti gli approcci basati sulla verifica della riproduzione delle forme letterali che non tengono conto del ritmo grafico di appartenenza.
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Girolamo Moretti, I grandi dalla scrittura, Edizioni Messaggero Padova (acquista online)
L’analisi dei personaggi famosi procede mettendo in pratica i principi basilari del metodo morettiano: ricerca del potenziale intellettivo di base (quantità dell’intelligenza) e individuazione delle particolari attitudini (qualità dell’intelligenza), al fine di verificare se esiste una corrispondenza tra il quadro di personalità e il particolare motivo per cui ognuno di loro è entrato a far parte della storia. Si tratta di un vasto affresco che riguarda personaggi famosi vissuti soprattutto nel XVIII e XIX secolo (anche se non mancano interessanti eccezioni quali Galileo Galilei), in cui Moretti affianca alla ricerca dei segni dell’intelligenza quelli del sentimento, al fine di mettere in luce che l’aspetto motivazionale, dovuto all’ambizione e al desiderio di imporsi, in molti casi è un fattore altrettanto importante, se non addirittura più importante, delle attitudini intellettuali vere e proprie. Per questo il libro è ricchissimo di una particolare tipologia di personalità che prevede gli Angoli A per la spinta all’emulazione, Pendente per il bisogno del sentimento di uscire da se stesso cercando il contatto affettivo con i propri simili, e Intozzata I modo per la tendenza ad imporsi sugli altri. Tre segni del sentimento che a volte si combinano con particolari doti dell’intelligenza (Disuguale metodicamente, triplice larghezza equilibrata) dando vita a specifiche combinazioni attitudinali che sono state fonte di progresso per l’umanità in diversi campi (scienza, letteratura, politica, religione, ecc.), a volte sono invece fini a se stessi, creando quelle storture psichiche in cui prima viene l’ambizione di prevalere e poi la personalità cerca il territorio che meglio le consente di tiranneggiare i suoi simili.
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Giovanni Luisetto, P. Girolamo Moretti e la sua grafologia – Testimonianze e saggi, Istituto Grafologico G. Moretti, Urbino 1972
“… se p. Moretti non avesse avuto il pungolo continuo delle mie insistenze, alle quali però si sottoponeva di buon grado, non avrebbe forse realizzato alcuna delle opere che aveva in mente ed anche già annunciate nella copertina di una sua opera. Ed egli stesso lo riconobbe. Un giorno mi disse, mentre passeggiavamo verso l’ufficio postale di Mondolfo: “Se non ci fosse stato lei, non sarebbero apparsi I Santi dalla scrittura, I grandi dalla scrittura, La passione predominante, né Le anomalie della psiche.”
(p. 17)
- lidia
- 23 ottobre 2007










