4. Analogia e simbolismo nell’interpretazione grafologica morettiana

Quali sono i criteri interpretativi del gesto grafico alla base del metodo morettiano?

Mentre nell’applicazione pratica della grafologia come strumento psicodiagnostico Moretti attinse potentemente alla sua incredibile intuizione psicologica, dal punto di vista teorico arrivò ad elaborare il suo metodo scientifico basato sui segni grafologici servendosi ampiamente del procedimento analogico, cogliendo i rapporti di affinità esistenti tra le qualità grafiche e le rispettive qualità dello scrivente.

Mentre l’uso del pensiero causale rende evidenti rapporti orizzontali (prima/dopo), il pensiero analogico segue verticalmente dei principi originari attraverso tutti i piani della loro manifestazione. L’analogia, che in questo senso è una metateoria, cioè un principio scientificamente incontrollabile ma che ispira o genera teorie più specifiche e controllabili, si orienta in base all’identità del contenuto nelle diverse forme.

Lo studio analogico e simbolico della scrittura, vista come comportamento espressivo, si fonda su una legge di ordine psicologico per cui ogni contenuto psichico, conscio o inconscio, si manifesta all’esterno in una qualche forma di espressione: tutte le forme di comportamento espressivo sono significative dell’essere da cui originano o di una sua qualche qualità.

Sulla base del principio analogico secondo cui diverse forme corrispondono alle stesso contenuto espresso su piani diversi, Moretti elaborò la sua teoria psicologica basata sull’unità di psiche e soma, che ai suoi occhi non erano altro che due aspetti della stessa realtà: l’individualità umana.

Moretti riusciva senza alcuno sforzo, come è noto, a ricostruire l’individualità psichica partendo da quella fisica, e viceversa. Ma non solo, in base al principio che tutto è personale nell’uomo, che cioè, sempre secondo il pensiero analogico, ad ogni livello di manifestazione regnano le medesime leggi, riusciva a vedere l’individuo nel gesto, nella voce, nel passo: “tutto l’uomo viene manifestato anche da un suo semplice movimento spontaneo che venga dal suo interno”. (T, 19)