Il calibro grafico

Prima di procedere nell’interpretazione analogica del calibro grafico proposta da Moretti, è necessario accennare all’esistenza di due forze opposte presenti dentro la psiche. Da una parte esiste l’esigenza di accedere alla realtà esterna attraverso il riconoscimento di come si presenta il mondo, per poi elaborare i dati in un quadro coerente e utile alla protezione del Sé. In questa attività la personalità esercita una funzione di controllo dell’ambiente e ricorda il principio della realtà ipotizzato da Freud. Dall’altra esiste l’esigenza di piegare il mondo alle proprie esigenze, ai propri desideri, perché il mondo esiste anche per nutrire, per gratificare l’Io (il principio del piacere, che deve anche questo essere soddisfatto).Dall’incontro di queste due potenti spinte presenti all’interno della personalità, entrambe di estrema importanza per l’equilibrio della psiche, nasce il concetto di calibro grafico come indice grafologico di disposizione all’equilibrio tra la funzione mentale di riconoscimento delle esigenze del reale e la spinta alla soddisfazione del sentimento dell’io.

E’ molto difficile accedere al significato simbolico di questa disposizione della psiche partendo dal suo valore medio: spesso, a livello psicologico, riusciamo a comprendere l’equilibrio di una funzione solo grazie all’osservazione di situazioni in cui è presente uno squilibrio negli opposti.

  • FIG. 1 – calibro grande
    Scrittura: calibro grande

Il CALIBRO GRANDE, vale a dire una scrittura dai 5 mm in su nel corpo letterale medio, evidenzia che l’equilibrio tra i due opposti si è spezzato in favore della forza centrifuga di espansione dell’Io, che viene privilegiata a scapito dell’osservazione del reale. Il soggetto è dominato dal desiderio di libertà nella propria azione, non vuole confrontarsi troppo con il reale per avere la libertà di esagerare a proprio piacere secondo le esigenze del sentimento dell’Io. In questo senso è indice di megalomania, di costruzioni verbali poco solide nelle fondamenta.

  • FIG. 2 – calibro piccolo
    Scrittura: calibro piccolo

Il CALIBRO PICCOLO (sotto i 2 mm), all’opposto, ha spezzato l’equilibrio in favore di un’accentuazione della forza centripeta costituita dalla concentrazione mentale che tutto osserva, che di tutto tiene conto in funzione difensiva: è un gioco di controllo del reale condotto attraverso un’osservazione attenta di tutti i particolari. Diventa estremamente impegnativo per la psiche in quanto entra nell’automatismo della funzione, vale a dire viene applicata sempre e ovunque, anche in situazioni che non la richiederebbero, quali ad esempio quelle affettive, creando senso di distanza e isolamento sociale per sovraccarico dell’attività mentale.

  • Fig. 3 – calibro medio
    Scrittura: calibro medio

Il CALIBRO MEDIO (2-3 mm) rappresenta, infine, l’equilibrio delle due tendenze, ma di un equilibrio che per essere capito richiede l’attraversamento delle polarità estreme. Solo grazie a questo viaggio attraverso gli estremi opposti è possibile comprendere il significato di ‘calibro medio’, che altrimenti, per l’apparente genericità del significato attribuito di ‘disposizione alle proporzioni’ (Att, 137), potrebbe sembrare un segno assai scialbo.

Vediamo in modo più dettagliato il significato psicologico delle tre dimensioni grafiche considerate, ricordando che la misurazione del calibro grafico riguarda solo il corpo letterale medio delle minuscole minori (a,c,e,i,m,n…) e non le estensioni verticali degli assi letterali sopra o sotto il rigo che appartengono alle minuscole maggiori (b,d,f,g,h…).

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