Calibro piccolo

Quando la misurazione del corpo letterale medio scende sotto i 2 mm, entriamo nel calibro piccolo di scrittura, che permette di individuare nella personalità le difese messe in atto per mezzo di un’accentuazione spiccata della facoltà di osservazione del reale: mentre il calibro grande sfuma, il calibro piccolo è indice grafologico della tendenza “all’osservazione dei particolari di una cosa e alla contraddizione” (B, 75). Le due disposizioni indicate da Moretti, osservazione e contraddizione, sono strettamente legate da una relazione di causa-effetto: maggiormente definita, ricca, dettagliata, è la visione della realtà, maggiore può essere la sicurezza intellettiva relativamente alla percezione avuta dal soggetto stesso. Considerato che la tendenza all’osservazione attenta e particolareggiata del calibro piccolo non è intesa in senso esteriore e statico (come potrebbe essere dai segni Chiara-Accurata), ma è una funzione di controllo e di difesa che si riversa direttamente sull’intelletto, più definita risulta essere la propria visione della realtà, minore è il margine a disposizione della conciliazione e del patteggiamento nel momento della relazione sociale. L’io è consapevole di ciò che ha visto in tutti i suoi particolari e di questi deve tener conto nella sua rappresentazione del mondo. Questo significa che più piccolo è il calibro, più numerosi sono i particolari messi a fuoco e maggiore è lo sforzo mentale necessario per unificarli in una visione coerente ed unitaria che consenta all’io di agire con cognizione di causa.

Il calibro piccolo non sente la stanchezza della messa a fuoco, che è una necessità, una funzione che la mente esercita spontaneamente e con il piacere di estrinsecazione di ciò che le appartiene. In questo entra nel ‘gusto’, come lo definiva Moretti, che non provoca stanchezza perché contiene il piacere di soffermarsi nell’osservazione dei particolari.

Ma la personalità può non essere in grado di gestire l’aspetto quantitativo della funzione. Nell’aspetto luminoso il calibro piccolo raccoglie e gestisce e unifica una quantità enorme di osservazioni e le elabora in un sistema unico di interpretazione del reale estremamente sofisticato e profondo. Questo è il calibro piccolo definito da Moretti segno grafologico ‘Minuta’, vale a dire accompagnato da fluidità grafica e profondità dell’intelligenza.

Ma nell’aspetto d’ombra, la quantità di informazioni raccolte crea una situazione di impasse: il sistema è sovraccarico senza la capacità di coordinamento, con conseguente frantumazione psichica in una serie infinita di piccoli rilievi scollegati e privi di una visione unitaria. E’ quello che Moretti definisce segno grafologico ‘Minuziosa’, vale a dire il calibro piccolo privo di scioltezza e di profondità intellettiva.

Moretti tratta i due segni come totalmente indipendenti. Tuttavia è importante coglierne l’origine psicologica comune, in quanto nella realtà il calibro piccolo non sempre si presenta così chiaramente divisibile in Minuta o Minuziosa, ma spesso i due segni convivono creando realtà composite e infinitamente sfumate.

Segno grafologico ‘MINUTA’

Il calibro piccolo accompagnato da profondità di intelligenza (Larga di lettere almeno 7/10) e privo di indici di stentatezza grafica costituiscono il segno grafologico ‘Minuta’, sostanziale dell’intelletto, indice di “intelligenza profonda e raffinata”. (T, 198)

  • FIG. 6 – scrittura Minuta (Charles de Foucauld)
    Scrittura: Charles de Foucauld

E’ evidente che già i due requisiti di base, intelligenza profonda (Largo di lettere) sostenuta dalla disposizione all’osservazione attenta dei particolari (calibro piccolo) garantiscono il fatto che ci troviamo di fronte ad una personalità ben attrezzata a livello mentale. L’ulteriore precisazione circa l’assenza di indici di stentatezza grafica conferma che la minuziosità e la pedanteria nei dettagli non appartengono a questa combinazione grafologica. Anche l’eccessiva velocità, oppure lo slancio o qualsiasi forma di irrequietezza, ledono il segno Minuta, perché lo distolgono dalla concentrazione.

Se noi eliminiamo tutti i fattori di disturbo, e teniamo solo la forza dell’osservazione combinata con la profondità dell’intelligenza, entriamo direttamente nel significato psicologico del segno grafologico Minuta, che rappresenta la facoltà della concentrazione esplicata nel pieno della sua forza. A questo proposito Moretti scrive: “Questo segno grafologico indica pensiero molto penetrante e, quasi direi, cesellatura del pensiero”; “porta la tendenza alla raffinatezza dell’osservazione, della discussione, della conclusione logica. Chi ha scrittura minuta tende a studi filosofici ed ha la spinta a formare un sistema tutto personale ne quale però fanno naufragio coloro che insieme a Minuta non hanno intorno a 8/10 di larghezza di lettere. Questo per mancanza di profondità nonostante la estrema raffinatezza di osservazione.

Se ha larghezza tra parole, indica principalmente una mente che sa penetrare nella verità, in modo da spaccare quasi un capello, indica ragionamento finissimo e tendenza all’esegesi scientifica ed artistica.” (T, 198)

E’ il segno grafologico dello spirito osservatore della sostanza e dei contorni delle cose. Tende, quindi, ad impegnare principalmente l’istinto psichico. L’istinto vitale tende a protestare d’essere trascurato e vendicarsi – per modo di dire – col rendere difficili le funzioni del ricambio.” (P.P., 39)

Con queste definizioni Moretti mette in luce l’accentuazione mentale del segno, che quindi apre uno squilibrio all’interno della personalità. Anche i sentimenti vengono trattati con la stessa strategia a base di osservazione dettagliata dei particolari e ne escono compressi; inoltre la finezza dell’osservazione rende il calibro piccolo piuttosto difficile di gusti, e la spinta sessuale può essere facilmente assorbita dall’attività intellettuale se il segno compare in combinazione con una accentuazione di larghezza tra parole.

Segno grafologico ‘MINUZIOSA’

In mille modi il calibro piccolo può essere danneggiato da un eccessivo indugio sull’osservazione dei particolari, e questo grafologicamente è rilevabile dalla presenza di stentatezze, stacchi, lentezza nel procedere, titubanze, marcature per inceppamento nel procedere, ecc.

Ma la tendenza all’osservazione dettagliata del calibro piccolo può essere penalizzata anche da una mente che non è abbastanza aperta e profonda per reggere un quantitativo eccessivo di informazioni, che non sa smistare per mancanza intrinseca di forza: è questo il caso in cui il calibro piccolo presenta una larghezza di lettere, indice di profondità dell’intelligenza, inferiore ai 7/10.

FIG. 7 – scrittura Minuziosa (grandezza naturale)
Scrittura: minuziosa

Entrambe le condizioni contribuiscono a creare il segno grafologico Minuziosa, che indica la “tendenza di voler ricercare e  trovare il pelo nell’uovo. Che si debba andare alla profondità delle cose è giusto per chi ne ha la potenza e tendenza e questo appartiene a scrittura Minuta; ma il fatto di voler approfondire la stessa profondità andando a cercare particolari che non interessano o proponendo questioni che per se stesse sono fuori di luogo, oppure arricchire le proprie cognizioni con una cultura che esula del tutto dai compiti che uno ha, oppure pretendere l’osservanza pedante di minuzie, di regolamenti, di accertamenti patenti a tutti, tutto ciò è del minuzioso. Quindi il minuzioso  si mette in una fatica improba non arrivando mai ad assolvere i compiti che gli spettano; per cui raddoppia le ore di lavoro trascurando il necessario riposo, di modo che è impossibile che non cada nell’esaurimento psichico sì da rendere patologiche le sue facoltà mentali. Sono tipi che vanno soggetti a scrupoli di coscienza. Non sono atti per applicazioni pedagogiche, per direzione di anime perché si fermano sulle minuzie trascurando la sostanza…. Non sanno entrare nelle necessità psichiche e morali di un individuo…” (T, 223)

Il segno Minuziosa, proprio per le molte nozioni che è in grado di accumulare, sente una sua certa superiorità intellettiva, che può dare origine a quell’atteggiamento chiamato saccenteria.

Il minuzioso, partecipando della stessa esagerazione psicologica del segno Minuta (“troppe particolarità, troppa finezza di osservazione”), venendo a mancare di profondità e di spontaneità, è quello che paga il prezzo più alto in termini di squilibrio interiore, in quanto è soggetto direttamente ad esaurimento mentale, perché “non è mai pago di quello che ha appreso o concluso. Così la sua occupazione e la preoccupazione (più snervante della occupazione) sono eccessive e non possono fare a meno di succhiare fino all’indefinito le facoltà apprenditive e produrre l’esaurimento.” (Sc, 134-135)

Per se stesso è indice di disintegrazione perché va ad inceppare e impedire il corso naturale delle cose, perciò va a ledere le qualità che hanno bisogno di spontaneità e di larghezza e libertà di vedute.” (Sc, 17)