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Considerazioni psicologiche sulla diade curva-angolosa

1. La classificazione basilare del sentimento

Come abbiamo già precisato, nel metodo morettiano la classificazione del sentimento in altruistico o egoistico è intesa non in senso morale ma psicologico. Questa coppia di contrari viene utilizzata non per attribuire solo ad uno di essi un valore positivo, ma piuttosto per cogliere l’individuo nella sua globalità e tensione dinamica. Infatti l’altruismo, caratterizzato dalla scrittura Curva, e l’egoismo, caratterizzato dalla scrittura Angolosa, sono in realtà due contrari che non consentono realizzazioni di principio.

Il vero ‘Curva’, psicologicamente considerato, non esiste”, scrive Moretti. (44). Non può esistere, né psicologicamente né somaticamente, in quanto, anche nel maggiore altruismo, l’individuo “non può fare a meno di conservare quello che appartiene alla inalienabilità dello stesso Io” (45). Se così non fosse, “L’uomo cadrebbe nella neghittosità tanto fisica come morale, formerebbe un altruismo indegno della dignità e della libertà umana. Diverrebbe, umanamente, un essere informe.” (46) Nello stesso modo anche l’egoismo, inteso sotto forma di ‘cura dell’Io’, non consente realizzazioni di principio: non può esistere l’egoista assoluto, come non esiste la grafia angolosa in assoluto, perché anche questa sarebbe un’impossibilità psicologica e somatica.

L’evoluzione dell’individuo è determinata da tutte e due le spinte: l’altruismo è necessario per l’apertura, l’adattamento, la capacità di accogliere, cioè per tutte le qualità che consentono di attingere alle ricchezze altrui grazie al movimento di relazione; l’egoismo, invece, è necessario per lo sviluppo dell’individualità poiché, attraverso azioni di difesa personale, la personalità mantiene se stessa distinta da ogni altra. Il processo di individuazione procede attraverso la tensione esercitata da questi due opposti: troppo altruismo non è positivo, in quanto provoca un adattamento impersonale all’ambiente perché l’individuo cede anche in merito a quelle che sono le sue proprietà individuali; troppo egoismo neppure, in quanto crea eccessiva chiusura e conseguente involuzione del sistema.

Ciò che appare come logica conseguenza di questa impostazione è che entrambi i poli costituiscono un limite necessario per l’altro; mentre quando uno dei due diventa dominante, la personalità risente di uno squilibrio interiore, che si riflette sul piano esteriore come incapacità di utilizzare in modo efficace entrambe le spinte energetiche necessarie al movimento creativo. Infatti, la massima concentrazione dei segni dell’altruismo non può che dare, come risultante, una personalità fortemente carente nella capacità di realizzare qualcosa di concreto, visibile nel mondo, sia esso anche l’altruismo. Questa evenienza viene presentata da Moretti con una serie di termini pittoreschi, ma efficaci – “pacioneria e neghittosità” (47) – che sottolineano il movimento di cessione. Al contrario l’angolo quando entra in un’accentuazione del movimento di chiusura e di autodifesa personale rende l’Io estremamente attivo e determinato, capace di insistere e di tener duro di fronte agli ostacoli; ma in questo caso il problema è dato dalla ristrettezza e dalla rigidità delle mete perseguite.

Vediamo gli effetti prevedibili di una eccessiva identificazione con uno solo dei due poli.

CURVA ANGOLOSA
Adattamento, socialità Qualità Tensione, aggressività
Sono arrabbiato perché non posso mai fare quello che voglio e gli altri mi prevaricano sempre. Se faccio quello che voglio mi sento in colpa. Lato ombra Sono stanco, esausto perché devo fare sempre tutto io, non posso mai fidarmi di nessuno e se non ci penso io tutto va in malora
Prima di tutto bisogna essere buoni e altruisti, altrimenti gli altri si arrabbiano con me, mi disapprovano e io sono incapace di difendermi, posso solo scappare. Convinzione sottostante Gli altri sono degli smidollati e degli ingenui, che non combinano mai niente. Ma bisogna stare in guardia anche dai tipi come me che vogliono solo fregare gli altri.
Mancanza di forza Ferita Mancanza di fiducia

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In questa prospettiva la diade curva-angolosa assume un’importanza particolare, in quanto indice di atteggiamenti del sentimento che sono basilari per l’attivazione del processo di evoluzione individuale.

Tanta era l’importanza attribuita a questa distinzione, che Moretti costruì l’intera grafologia somatica sulla base dei due segni fondamentali Curva e Angolosa, vale a dire sulle due principali passioni dell’altruismo e dell’egoismo, specificando in che modo molti altri segni grafologici, pur mantenendo il loro significato particolare, possono sostenere il movimento altruistico di apertura del sentimento o quello egoistico di chiusura e di protezione dell’unicità del sistema (48). Quindi anche per il segno Angolosa vale quanto già detto a proposito di Curva: l’interpretazione esatta del movimento egoistico appare come la risultante di due linee di ricerca. La prima è rivolta alla misurazione dell’angolosità del tracciato, mentre la seconda comporta la valutazione dell’apporto specifico dato da tutti gli altri segni presenti nella grafia che possono sostenere il movimento egoistico o allentarlo operando in direzione di una qualche altra forma di apertura del sentimento, come vedremo in seguito.

Pertanto ogni analisi grafologica si poggia sulla comprensione esatta di come la diade CurvaAngolosa viene risolta a livello individuale. Partendo dall’assunto di base secondo cui nessuno può vivere senza stabilire relazioni, come nessuno può vivere senza portare in qualche modo la sua unicità nel mondo, la personalità nell’arco della vita sperimenta diversi schemi comportamentali che le consentono di destreggiarsi, in modo più o meno efficace, di fronte a queste due grandi spinte interiori che premono al suo interno per essere espresse. Ed ognuno di noi – sia a livello individuale sia con connotazioni specifiche maggiormente legate al genere – elabora un suo particolare modello comportamentale piuttosto stabile nel tempo, in modo da rientrare nella definizione di tratto di personalità. Chiaramente i casi estremi diventano sempre più facili da essere interpretati: quando la personalità è eccessivamente orientata in favore del principio di relazione, ne consegue la problematica legata alla perdita di unicità, di significato di sé; quando la personalità cede troppo in favore del principio di individuazione, comincia a fraintendere l’importanza dei confini, che diventano eccessivamente proiettati in difesa della struttura più materiale, in mood che l’Io finisce per inventarsi un mondo a sua misura, in cui tutto deve ruotare intorno a sé e tutto deve confermare il suo punto di vista.

È ovvio che la maggior parte delle persone si colloca nella fascia intermedia, in cui i due movimenti orientati alla definizione e alla relazione vengono entrambi valorizzati. Tuttavia per cogliere il movimento risultante individuale, che è l’obiettivo della grafologia intesa come psicologia applicata al singolo, è necessario valutare Curva e Angolosa sia come segni sia come categorie. Solo in questo modo è possibile cogliere l’unicità e la complessità del movimento connesso con l’adattamento, con la relazione, con l’individuazione e con la definizione che caratterizza ogni personalità.

 

2. Distribuzione dei segni Curva/Angolosa

Una particolare comprensione del segno grafologico è quella che deriva dall’osservazione della sua distribuzione nella popolazione, perché questo ci permette di realizzare sotto quale forma e con quale intensità si avvera la tendenza psicologica che esso esprime. In questo caso, a causa dell’importanza delle due caratteristiche di personalità in esame, diventa interessante chiedersi: ma le scritture sono generalmente più curve o più angolose, o costituiscono invece due gruppi ugualmente distribuiti?

Senza alcuna pretesa di fornire dati statistici, appare con assoluta evidenza che di norma, nel nostro contesto sociale di riferimento, le scritture sono molto più curve che angolose; anzi possiamo affermare che gli Angoli A e gli Angoli B appuntiti costituiscono un’eccezione rispetto ad un andamento complessivo più morbido. Come sappiamo, questo non implica necessariamente una dominanza del sentimento altruistico, in quanto il grafologo è in grado di cogliere, accanto al tratto più o meno curvilineo, gli indici di difesa diversi dall’angolo messi in campo dalla personalità. Però è possibile affermare che la prevalenza del tracciato curvilineo sembra indicare la predominanza, negli esseri umani, della spinta alla socievolezza, alla adattabilità, alla cooperazione, e che sono relativamente più rari, al suo interno, gli individui con un eccesso di angolosità. L’evoluzione umana basata sulle spinte socializzanti e adattive sembra avere, quindi, un fondamento psicologico individuale importante.

Tuttavia sappiamo anche che la spinta alla socializzazione contiene in sé un pericolo, che è quello del tradimento dell’individualità, delle sue istanze specifiche quando sono vissute come contrapposte all’Io collettivo. Il segno Curva, di per sé, significa questo: prevalenza della spinta adattiva. Per questo il constatare che negli esseri umani, di norma, prevalgono le tendenze sociali e socializzanti ci permette di comprendere anche quale può essere il pericolo insito in questa predisposizione psichica: la paura di essere diversi dagli altri, di essere strani e per questo isolati. È il pericolo del conformismo, cioè dell’aderire totalmente alle aspettative sociali, non rispettando il processo di individuazione.

Il bisogno individuale di pensare come tutti gli altri è stato sottoposto a numerosi esperimenti da parte di diversi ricercatori (49), che hanno confermato l’esistenza di una disposizione al conformismo stabile e durevole presente nell’individuo, che si manifesta come desiderio di aderire a quanto affermato dagli altri, ad agire come gli altri, anche se contrariamente a quanto suggerito dalla propria esperienza soggettiva, che viene così ad essere invalidata.

Se entriamo nel gioco dinamico e nel rapporto di interdipendenza che si instaura tra le due istanze date da Curva/Angolosa, comprendiamo, inoltre, che se da una parte l’eccesso di Curva conduce ad un conformismo che manca della tensione necessaria per ribellarsi di fronte ad eventuali soprusi, i pochi individui che posseggono una notevole spinta all’autodeterminazione e alla difesa dell’Io (eccesso di angolosa) riescono ad imporsi molto più facilmente, non solo grazie alla loro disposizione personale ad attivare al massimo le proprie risorse, ma anche per l’incapacità della maggioranza di opporsi direttamente e con la necessaria forza. In questo senso il segno Angolosa comprende istintivamente quanto e con chi può spingersi nella prevaricazione senza, di fatto, rischiare assolutamente nulla.

 

La questione, tuttavia, della dominanza del segno Curva rispetto al segno Angolosa appare sotto una luce completamente diversa se la si osserva in una prospettiva storica e sociologica. Infatti, se si sposta l’attenzione su scritture provenienti da epoche passate o da paesi geograficamente abituati a condizioni materiali più dure di quelle normalmente sperimentate oggi nell’Europa occidentale, si osserva che la distribuzione dei due segni cambia notevolmente. Ad esempio tutte le scritture appartenenti alle generazioni passate evidenziano una maggiore diffusione dell’angolo, ed una ridottissima distribuzione del segno Curva rispetto a come lo vediamo oggi; pertanto il livello considerato socialmente accettabile dell’angolosità in passato non è lo stesso di quello considerato accettabile oggi.

Fig. 15 – Lo statista Alcide de Gasperi

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Ad esempio, osservando la scrittura di Alcide de Gasperi, caratterizzata da Angoli A e B appuntiti e per di più piuttosto acuti, si deduce che era l’uomo adatto per affrontare condizioni materiali difficili, che necessitavano della capacità di reggere grandi sacrifici, tramite la mobilitazione di tutta la reattività e la tenacia necessarie per rendere l’Io forte; ma lo stesso livello di angolosità oggi sarebbe considerato un indice di incapacità di negoziazione.

Fig. 16 – La pittrice Mary Cassat

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In modo analogo, non possiamo che ammirare la grinta che ha permesso a Mary Cassat (1844-1926), di recarsi a Parigi per studiare pittura, superando enormi resistenze famigliari, sociali e culturali per diventare quello che sentiva di essere: un’artista impressionista, vale a dire qualcosa di oggettivamente difficile, reso ancor più difficile dal fatto di essere lei una donna e per di più americana. Quello che appare con altrettanta evidenza, al primo sguardo grafologico, è l’altissimo livello di reattività e tenacia che l’Io ha dovuto mettere in campo per rendere possibile questo, ancorando la personalità a forme di difesa estreme.

Ciò che si può dedurre dallo studio comparato a livello storico e culturale è che il livello di angolosità è sicuramente un tratto di personalità assimilabile ad una formazione reattiva: tanto più dure sono le condizioni di vita o gli ostacoli che l’individuo deve affrontare nella sua vita, tanto più attivate risultano le difese istintive basilari legate alla sopravvivenza.

Lo stesso principio può essere applicato anche oggi: il tratto angoloso appartiene a personalità dotate di grande volontà e tenacia, ma queste stesse caratteristiche vengono associate ad un sentimento aggressivo causato da un’educazione troppo rigida. In particolare sul piano grafico la presenza di un’angolosità diffusa al punto tale da creare forme stereotipate viene interpretata come risposta ad un evento invasivo ripetuto nel tempo: è una difesa che la personalità ad un certo punto mette in campo indipendentemente da ogni stimolo specifico, per proteggere in via preventiva il sentimento ferito.

Fig. 17 – Scrittura infantile angolosa in modo rigido e stereotipato (M, a.11)

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La risultante comportamentale in questo caso è data da una chiusura pregiudiziale del sentimento, il quale viene protetto in questo modo nei confronti di qualsiasi movimento proveniente dall’esterno, perché la personalità non è più in grado di distinguere gli stimoli neutri o piacevoli da quelli minacciosi. In questo senso deve essere considerato un importante segnale d’allarme, che comporta la necessità di individuare le violazioni che sono state la causa di questa perdita totale di fiducia nei confronti del mondo.

 

3. La differenza tra attivazione istintiva e attivazione mediata

Come abbiamo già visto, l’Angolo A – essendo un indice di attivazione istintiva del sentimento egoistico – indica che la personalità non può fare a meno di entrare in campo per difendere se stessa e per distinguersi da ogni altro, tramite azioni ben precise. Per questo Moretti individua nell’Angolo A il segno dell’emulazione, che non dipende in alcun modo dalle capacità specifiche dell’individuo, il quale può essere più o meno dotato, ma solo dall’intensità della spinta alla distinzione delle proprietà individuali che la personalità sente al suo interno e alla quale deve rispondere. È un movimento apparentemente sociale, in quanto si riversa all’esterno, mentre in realtà è funzionale alla difesa delle qualità specifiche dell’Io. Per questo gli Angoli A appartengono agli individui che vogliono fare carriera, perché sentono la spinta alla lotta, alla competizione; inoltre, essendo indice di reazione istintiva contro un’offesa o un ostacolo, rendono l’agire privo di fatica, in quanto l’individuo, in realtà, non può proprio stare fermo.

Al contrario, una persona dotata di intelligenza profonda, originale, anche costruttiva, ma con Angoli A e B sottomedia, potrebbe chiedersi: “Perché non sento la spinta a competere, a lottare a livello sociale per raggiungere una posizione più elevata, anche se ne ho le capacità?” Per questo Moretti sottolinea l’esistenza di altre motivazioni in grado di attivare l’Io, quali ad esempio la fermezza, la ponderazione, l’inflessibilità, come vedremo oltre. Quindi pur in presenza di una diversità apparentemente inconciliabile, data dal fatto che l’angolo porta direttamente ad aggredire gli ostacoli e dà la capacità di imposizione anche su se stessi, mentre Curva sente un istintivo rifiuto nei confronti della lotta, vale a dire della rottura dell’armonia necessaria per portare avanti l’Io, questa dualità viene superata attraverso altre strategie comportamentali.

Questa differenza di base tra l’attivazione istintiva e l’attivazione mediata del potenziale individuale è particolarmente evidente se si osservano le scritture in una prospettiva storica: mentre nell’ottocento abbondavano gli angoli, e pertanto l’attivazione istintiva della reattività e della tenacia costituivano uno schema comportamentale non solo assai diffuso, ma addirittura necessario alla personalità per esprimere se stessa, nel novecento è avvenuta un’importante trasformazione psicologica, che è ancora in atto, in favore di un’attivazione più mediata, in grado di tenere conto di sé ma anche del punto di vista altrui, con il quale è necessario sapersi relazionare. Questa profonda diversità appare con grande chiarezza osservando, ad esempio,  le scritture dei politici degli ultimi decenni: è molto difficile, se non impossibile, trovare in essi un’angolosità che superi i 5/10. Anche un personaggio come Emma Bonino, diventata famosa proprio grazie alle sue azioni di rottura, è dominata dal segno Curva.

Fig. 18 – La politica italiana Emma Bonino

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Curva e Angolosa, oltre che nella diversità del movimento istintivo di attivazione, si rapportano diversamente anche per quanto riguarda le aspettative nei confronti dell’azione.

Curva è un segno che può portare a sottovalutare gli ostacoli e la forza degli ostacoli: è un indice di auto-ottimismo e di faciloneria perché – tendendo ad una visione globale – non considera adeguatamente le difficoltà che è necessario superare per portare a termine un compito; e quando le tocca con mano la prima reazione istintiva è quella dell’accasciamento. L’ottimismo della scrittura curva-rotonda può essere interpretato anche come una forma di egocentrismo dovuto all’incapacità di mettere in atto forme di negoziazione basate sulla scomposizione del reale in sottoinsiemi più specifici. In questo modo il sentimento resta eccessivamente indifferenziato, perché risponde solo a se stesso e non è in grado di accettare il confronto con la parte più materiale, quella che richiede una forma di conoscenza basata sulla sperimentazione attiva e settoriale. (50)

Fig. 19 – Scrittura Curva-rotonda indice di auto-ottimismo

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Angolosa, al contrario, è il regno di chi non teme il confronto in quanto ha forza di imposizione, e se commette errori di ordine pratico è perché si fida troppo di se stesso; inoltre, nel suo significato positivo e non eccessivo, è una difesa contro l’ingenuità del Curva che crede tutto possibile solo perché non ha considerato le difficoltà. Tuttavia, dato che per tendenza si fida soprattutto di se stesso, è facilmente predisposto al pessimismo in merito alle motivazioni altrui, di cui coglie prevalentemente la parte negativa; quindi è pervaso da sentimenti di sfiducia ed è attratto dalle rotture collegate con le dinamiche del tradimento.

Un’altra diversità di base che qualifica il movimento curvo e angoloso riguarda la capacità di tenuta nel tempo. Curva, essendo un segno di grande apertura del sentimento, porta la personalità ad essere attratta da molte idee; ma quando si tratta di applicarle, passato il fervore iniziale, può entrare nella volubilità, o nella non azione, a meno che la personalità non sia sostenuta da altre motivazioni che la costringono a restare fedele ad un particolare aspetto focalizzato della sua vita. L’angolo, al contrario, si radica nella sua ricerca, fissandosi sull’argomento che lo interessa personalmente, e non si lascia distogliere facilmente; per questo ha bisogno della spinta psichica opposta, data dal lasciar andare, dall’allargare la sua visuale, fino a cogliere che nella vita operano anche altre forze, diverse da quelle messe in atto dall’Io.

Tutta questa complessità di significati ruota intorno allo specifico movimento istintivo di base che caratterizza ognuno dei due poli: Curva tende alla profondità istintiva del sentimento altruistico che abbraccia attraverso la compassione, mentre Angolosa è indice della reazione altrettanto istintiva del sentimento in direzione della difesa dell’Io attraverso i movimenti di assalto e di resistenza.

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(tratto dal cap. II del volume di prossima pubblicazione: Lidia Fogarolo, Tratti di personalità nella scrittura, Manuale di grafologia morettiana, EMP Collana Psicologia e Grafologia – Tutti i diritti riservati)