La Mente Una – La teoria del campo unificato di coscienza

In qualche modo gli studi sempre più dettagliati su come avviene il processo creativo, sia nel campo artistico che scientifico, sostengono l’ipotesi che la mente è creativa quando viene a collegarsi con quel campo di coscienza più ampio che esiste al di fuori di sé, di cui fa parte. Che noi consideriamo questo campo come essenzialmente fisico (la teoria del “Campo Unificato” di John Hagelin) o psichico (la teoria della Mente Una) è al momento irrilevante, nel senso che in entrambi i casi implicitamente si ammettono gli stessi postulati: la mente più creativa è quella capace di collegarsi alla totalità più ampia a cui appartiene, da cui attinge intuizioni e visioni creative sulla struttura dell’universo e delle forme che reggono la vita sul pianeta Terra. Quindi sapienza e conoscenza in tutti i campi di applicazione.

Dal punto di vista grafologico, il segno Disuguale metodicamente focalizza l’attenzione proprio su questo punto: la capacità dell’io di collegarsi all’unicità presente nel qui e ora, di cogliere le relazioni sottostanti tra i fenomeni, e di mantenere l’indagine mentale abbastanza a lungo fino a che gli elementi si ristrutturano, tramite un processo del tutto involontario e assai misterioso, in un qualcosa di nuovo.

È chiaro che tutta le conoscenze psicologiche relative a come avviene il processo creativo e la visione grafologica del segno Disuguale metodicamente possono avere un senso solo ipotizzando l’esistenza di un campo di coscienza più ampio di cui l’individuo fa parte e da cui può attingere direttamente qualcosa di più vasto della visione circoscritta e limitata che gli appartiene come conoscenza già acquisita.

In questo contesto esplicativo il segno Disuguale metodicamente, dato dalla variazione metodica del calibro delle singole lettere, diventa indice di processo creativo se rispetta quell’insieme di elementi collaterali necessari a far sì che vi sia scorrimento tra l’io e questo ipotetico campo: per questo indici quali lo slancio (intuizione rapida) e una discreta larghezza tra lettere (indice di apertura del sentimento e quindi anche della mente), sono fattori importanti che sostengono la personalità nel movimento di connessione tra l’io e il campo di coscienza unificato a cui ognuno di noi è collegato.

Una visione teorica ancora tutta da dimostrare, tanto a livello fisico che psicologico, che tuttavia nella pratica diventa quasi irrinunciabile.