Il segno grafologico “Uguale”

Per entrare nel concetto grafologico di “Uguale”, la scrittura deve presentare non solo un’accentuata omogeneità nel calibro delle minuscole minori, ma anche una mancanza di varietà nell’inclinazione, in un contesto di grande precisione esecutiva.
Quando tutte queste caratteristiche si avverano, siamo di fronte al segno Uguale, inteso quasi come forma di estraneazione dell’io dalla sua interiorità. E dato che l’individualità, la personalizzazione, l’unicità, caratterizzano ogni aspetto della vita, secondo Moretti è impossibile che tale segno possa avverarsi in toto, in quanto “Il segno Uguale per sé non è proprio dell’uomo perché l’uomo non si distingue soltanto come specie ma anche e principalmente come individuo. Ora il segno Uguale è indice di copiatura senza traccia di personalità per cui l’individuo non viene ad essere tale.” (T, 267)
Se il segno Uguale si presenta in modo spontaneo, in un contesto di discreta fluidità esecutiva, esprime una personalità che non ha forti esigenze di individuazione. E dato che il segno Disuguale metodicamente è legato all’inquietudine interiore di chi cerca di esprimere la sua essenza unica, il segno Uguale, al contrario, è necessariamente legato ad una maggiore capacità di mantenere un basso profilo, di adeguarsi a quelle che sono le condizioni esterne.

  • Fig. 13 – scrittura omogenea nel calibro, in un contesto di naturalezza espressiva
    Scrittura: omogenea
  • Fig. 14 – scrittura Uguale in un contesto di lentezza esecutiva
    Scrittura: uguale

Il segno è indice di attitudine ad apprendere e a comunicare le cose apprese senza interpretazione delle stesse; generalizzando, dispone la personalità a compiti di ragioneria esecutiva. Infatti inevitabilmente chi ha Uguale, non essendo capace di invenzione e di interpretazione originale, tende alla riproduzione dell’aspetto più esteriore e consolidato di ciò che fa oggetto di attenzione. Dal punto di vista attitudinale, la capacità di riproduzione può essere estesa a tutti campi, compreso quello artistico; in quest’ultimo, però, viene maggiormente avvertita la sensazione di freddezza conseguente al fatto che il sentimento è privo di vivacità e di intensità espressiva. Inoltre il segno Uguale, con Fluida, comporta la capacità di trattare con il pubblico nel commercio. Infatti è chiaro che “Disuguale metodicamente non dà tale abilità, perché il trattare col pubblico implica una certa uguaglianza di azione, il che non è nelle competenze di Disuguale metodicamente. “ (Att, 115)
Dal punto di vista psicologico, il segno può essere spontaneo, vale a dire realmente indice di una personalità poco differenziata; però può manifestarsi anche come formazione reattiva, quando viene messo in atto come forma di controllo, conseguente al bisogno della personalità di imporre rigide regole tanto al suo mondo interiore che al mondo esterno, come misura difensiva di fronte ad una situazione esistenziale percepita come pericolosa, incerta, vaga, o eccessivamente carica di emotività. In questo caso il segno Uguale appare rigido, marcato, frutto di una accentuazione progressiva del segno Accurata.

  • Fig. 15 – scrittura Uguale dovuta ad una accentuazione del segno Accurata
    Scrittura: uguale

È chiaro che dal punto di vista psicologico la differenza è fondamentale in quanto se la tendenza al segno Uguale è spontanea, la personalità non va sollecitata ad affrontare situazioni o sfide eccessivamente complesse, in quanto richiederebbero un potenziale intuitivo di cui non dispone.
Al contrario, se l’automatismo grafico è il frutto di una formazione reattiva, è necessario individuare la fonte di stress che ha portato la personalità ad accentuare a dismisura i meccanismi di difesa basati sulla ricerca di regole a cui adeguarsi, a discapito ovviamente della capacità di collegarsi in modo intuitivo al momento presente. L’accentuazione su norme esterne standardizzate non può che comportare, a lungo andare, la repressione di ogni comportamento spontaneo e un senso di distanza da quella sensazione di ricchezza interiore che può derivare solo dal contatto con la propria unicità. Quindi questa combinazione grafologica necessariamente va considerata un segnale d’allarme e va individuato il contesto situazionale che ha portato l’io alla costruzione di una prigione interiore come forma di difesa da sensazioni percepite come eccessivamente destabilizzanti.