L’irruenza del temperamento passionale: i segni Slanciata e Scattante

Entriamo ora in una categoria ritmica che fa esplicito riferimento alla combinazione psicologica costituita da irruenza e passionalità. La scelta dei termini è dovuta al fatto che si vuole sottolineare non solo la presenza di una velocità di estrinsecazione del movimento interiore superiore alla norma, ma anche l’esistenza di un legame molto forte con quel nucleo interiore presente al nostro interno, considerato il motore della passione perché è l’unico in grado di fondere gli aspetti dell’Io legati alla mente, al cuore e al corpo emotivo in un’esperienza unitaria. La risultante è un movimento privo di incertezze, che esclude il dominio di una parte, quale può essere la razionalità o il cuore buono, a favore di una forma di intuito istintivo immediato. La personalità, grazie ad un approccio particolare alla vita, quello dato dalla passione, è notevolmente condizionata da qualcosa di più vivace del semplice sentimento, in quanto risponde alla dualità ‘sento intensamente/non sento nulla’, e rispetto a quello che sente così intensamente sa distinguere immediatamente se la cosa le piace o non le piace. La fusione di tutte le dimensioni sopra specificate porta come risultante ‘voglio/non voglio’, generando comportamenti fortemente polarizzati. La vita diventa così un terreno ricco di significato immediato, che determina campi chiaramente contraddistinti da attrazione (polo positivo) e repulsione (polo negativo).

Conseguentemente il temperamento passionale esclude non tanto la ponderazione, che può entrare in gioco in un secondo momento, ma soprattutto la razionalizzazione, il sentimentalismo e l’indecisione, in quanto il movimento rapido e chiaramente orientato in una direzione ben precisa, sostenuto da correnti vitali con cui l’Io è in contatto, fa sì che non sia possibile rinnegare parti di sé legate alla propria interiorità che appaiono con tanta intensità.

Fig. 19 – Il temperamento passionale: Niccolò Paganini (Slanciata + Scattante)

I segni Slanciata e Scattante, proprio perché sottolineano il collegamento con la parte più istintuale, meno condizionata dalla mente ponderata o dal cuore buono, sono direttamente contrari ad ogni forma di insincerità manipolatoria legata alla diplomazia (segno Angoli C) o al bisogno di abbellimento esteriore (segno Accurata). Richiamano, invece, la tendenza alla sincerità diretta, intesa come impossibilità di non dire ciò che si sente vero al proprio interno. Mentre non è un segno di tendenza all’oggettività, a causa della spinta a drammatizzare le opinioni espresse, a dividere la realtà in estremi opposti, a concentrare tutto l’entusiasmo o la verità su un aspetto e l’errore sull’altro, conseguente alla forte colorazione emotiva del proprio sentire.

Al di là di queste somiglianze legate all’istintualità immediata e non negoziabile, i due  segni si differenziano notevolmente nel movimento grafico e nel significato psicologico: il segno Slanciata fa appello alla velocità; quindi requisito indispensabile del suo avveramento è il segno Fluida sopra media. Mentre il segno Scattante fa appello soprattutto ad una gestualità irrequieta che si esprime quasi sobbalzando, perché risponde a degli scatti interiori.

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Il segno Slanciata

Secondo la definizione data da Moretti, “Slanciata è la scrittura stesa con avventatezza.”  È chiaro che questa caratterizzazione fa nuovamente appello alla velocità e alla mancanza di ponderazione, attributi che abbiamo già visto rappresentati dal segno Veloce. Tuttavia Slanciata si distingue da Veloce per le seguenti ragioni:

–      Veloce implica omogeneità, pendenza, continuità grafica, in quanto risponde al bisogno di accelerazione massima del movimento, che è un obiettivo in sé. Lede, però, il concetto di originalità e di collegamento con il nucleo interiore, oltre che quello di profondità di visione.

–      Slanciata, invece, pur condividendo il requisito della velocità di estrinsecazione come componente sostanziale, si basa su un movimento istintuale del tutto contrario all’omogeneità grafica, perché non è in alcun modo legato all’idea di ottenere il minimo attrito, anzi, ciò che si prefigge lo slanciato è spesso esattamente il contrario: fare colpo, sbalordire, smuovere le acque, suscitare le proteste altrui, sfidare il conformismo, perché è un movimento di personalità che ricerca la definizione di sé tramite le scelte estreme.

Come appare chiaro dalla distinzione riportata sopra, per cogliere il segno Slanciata dal punto di vista grafologico, bisogna fare appello al suo significato psicologico. In questo caso, oltre alla velocità di estrinsecazione, requisito indispensabile è la presenza di una notevole disuguaglianza di calibro (che è l’esatto contrario dell’omogeneità grafica richiesta dal segno Veloce), perché il segno indica che siamo in presenza di una personalità il cui obiettivo primario è dar voce all’intuito che preme per trovare espressione nel mondo. Nello specifico, la disuguaglianza di calibro può manifestarsi come Disuguale metodicamente della II specie, per cui il soggetto “tende a dare il senso artistico al suo slancio”  o come disuguaglianza senza metodo (segno Disordinata), in modo che la personalità “tende a dare al suo slancio le note dell’inconsiderazione, della fatuità: occhio mobile senza direzione, incesso trasandato, parola non diretta dalla ragione.

Fig. 20 – Slanciata con disuguaglianze metodiche e non metodiche: Picasso

Fig. 21 – Ancora la scrittura di Picasso con un’accentuazione di disordine nelle larghezze

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In via preliminare va detto anche che lo slancio può trovare espressione all’esterno, quando la scrittura procede dilatandosi sul rigo, o all’interno, quando si scarica nel movimento verticale. La scrittura di Napoleone, già presentata in Fig. 2, evidenzia in alto grado il segno Slanciata che si esprime sul piano orizzontale, generando notevoli allargamenti e stiracchiamenti letterali. Questo tipo di slancio ha una chiara connotazione estroversista, in quanto la personalità ha bisogno di riversare la sua attività frenetica nel mondo per capire se stessa. Il segno Slanciata, però, può scaricare le sue energie in un movimento più contenuto nelle larghezze, come nell’esempio riportato sotto, indicando una personalità maggiormente orientata verso una ricerca introspettiva, condotta sempre con passione e all’insegna di valori fortemente polarizzati.

Fig. 22 – Slanciata verticale: il pittore Theodor van der Beek (1838-1921)

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In ogni caso, è difficile che Slanciata sia esente da una larghezza tra lettere sopra media; mentre la larghezza di lettere può variare notevolmente.

Per la graduazione del segno, vale il concetto di intensità dello slancio, direttamente collegato all’intensità dell’avventatezza psicologica. È una categoria grafologica che si impara a differenziare con la pratica, in quanto ciò che bisogna cogliere è proprio la presenza della velocità materializzata sulla carta. Oltre all’intensità, enorme importanza in questo caso ha il contesto di appartenenza: classificato come segno modificante della volontà, il suo valore oscilla da indice di creatività, (“Lo slanciato è un esplosivo, ha guizzi di genio”) a totale inaffidabilità (“I pensieri spesso non riescono ad essere coordinati e perciò egli è portato ad un che di avventatezza”). “L’una e l’altra specie danno quei tipi aperti al ribollimento delle passioni, che tuttavia si frenano con un nonnulla di considerazione, quando il segno non è forte … Quando il segno è forte (sopra i 5/10), allora il soggetto si ribella a chi lo chiama a  considerare ed ha la forza di prendere determinazioni terribili contro se stesso e andare contro corrente per liberarsi di ciò che è prescrizione.”

Teniamo presente che a fare la differenza sul piano dell’interpretazione psicologica non sono solo l’intensità dello slancio e la metodicità o meno della disuguaglianza, ma anche la quantificazione del segno Larga tra parole: se questo è molto sotto media è chiaro che siamo in presenza di una personalità totalmente in balia dell’intuito, che può essere anche prodigioso, ma che non ha altri strumenti di controllo e di verifica del suo sentire; mentre se è presente anche una significativa larghezza tra parole, l’intuito è in grado di dialogare con la mente razionale. Basta pensare, ad esempio, a Charles Darwin la cui scrittura, già presentata, è caratterizzata da un notevole slancio e da una agguerritissima larghezza tra parole, tale da far sì che non una delle sue brillanti intuizioni potesse aver voce fino a che non aveva superato il controllo di una mente critica molto esigente di spiegazioni.

Un’analoga combinazione data dalla potenza dello slancio intuitivo e il rigore critico e argomentativo la troviamo anche nel fisico Nikola Tesla.

Fig. 23 – Scrittura Slanciata: Nikola Testa

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Il significato di base del segno Slanciata, estendibile a tutti i casi sopra elencati, è quello dell’intuito pratico. Essendo fortemente legato alla disuguaglianza metodica che si esprime istintivamente, corrisponde a quella forma di creatività a cui si attinge quando si deve trovare il modo di sciogliere velocemente le situazioni problematiche, sotto la pressione psicologica data dall’emergenza. Se, invece, lo slanciato si trova a vivere in una situazione tranquilla deve trovare il modo di evadere, perché altrimenti gli viene a mancare proprio l’alimento che è alla base della sua creatività: lo stress, proprio quello che deriva dall’urgenza, dal dover far molto in poco tempo, in una situazione che si presenta inizialmente come confusa. Senso di urgenza e indeterminatezza della situazione sono fattori entrambi necessari perché lo slanciato entri nella sfida, nel gioco necessario per scoprire le potenzialità che le situazioni problematiche nascondono al loro interno e aspettano solo di essere materializzate. L’intuito che appartiene al segno Slanciata è quella che funziona come un radar, sorvolando sopra l’apparenza delle cose, trascurando la loro forma, fino ad avere una vera e propria cecità nei confronti di alcune evidenze percettive; questa selezione è necessaria perché risponde al bisogno di collegarsi direttamente al nucleo dinamico che è racchiuso in ogni evento. Per questo il segno Slanciata caratterizza moltissimi innovatori, anche in quei campi per cui non sembrano possedere i requisiti attitudinali ritenuti indispensabili.

Fig. 24 – Scrittura Slanciata: Le Corbusier

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Come si vede nell’esempio sopra riportato, la scrittura di Le Corbusier non presenta gli indici classici previsti per l’architettura; però lo slancio intuitivo, in un contesto segnato del Disuguale metodicamente della II specie, garantisce l’eleganza istintiva che deriva dal senso di armonia innato, tipico del Disuguale metodicamente, e quel fiuto, tipico dello Slanciata, che anticipa il futuro. Sempre a proposito di gusto estetico, lo slanciato spesso sorprende perché, pur nel suo apparente disinteresse per le forme, non solo può avere delle esigenze molto raffinate, ma è anche in grado di cogliere i difetti sostanziali nelle opere altrui, per intuizione.

Lo slanciato, mentre non ha problemi ad affrontare situazioni anche caotiche tramite l’intuito pratico, si trova in difficoltà se deve affidarsi in questioni veramente importanti ad altri criteri immediati di giudizio, quali possono essere il ragionamento, o l’osservazione dei segni esteriori, o il tentativo di fare delle scelte per non ferire i sentimenti altrui: sono tutti movimenti che per lui equivalgono a una perdita di energia perché generano confusione, essendo basati su elementi del tutto inaffidabili. Mentre lavorando con l’intuito, la personalità slanciata è in grado di cogliere immediatamente in ogni situazione ciò che è sostanziale e ciò che è accessorio, quali sono gli elementi che porteranno ulteriore sviluppo creativo e quali invece fanno già parte di un passato morto e sepolto. Quindi di fronte ad ogni problema, lo slanciato arriva facilmente a scegliere una strategia operativa; inoltre lo slancio stesso dà il mezzo per superare meglio le difficoltà, perché si traduce in impetuosità e entusiasmo, che conducono ad una visione più ottimistica del mondo. Dà una forma di penetrazione psicologica delle situazioni altrui, anche se gli altri possono spaventarsi di fronte all’irruenza con cui lo slanciato espone le sue idee o vuole dare il suo aiuto, perché assomiglia ad una forma di violenza verbale.

Quando il segno si presenta eccessivamente contaminato dal disordine, sconfina con la sciatteria, perché sfrutta quello che raccoglie qua e là grazie all’intuito immediato, ma manca l’elaborazione personale e la continuità del movimento, necessari per un’azione che sia incisiva nel mondo. Comunque, anche in un contesto di oscurità intellettiva, Slanciata è sempre indice della presenza di una qualche forma di intelligenza intuitiva.

In generale, essendo indice di sentimento passionale, comporta inevitabilmente una forma di sincerità diretta, immediata, fino a rasentare la violenza espressiva, perché non è capace di nessuna diplomazia. Nello stesso tempo, “E’ indice di menzogna che procede da troppo ottimismo e da inconsulto entusiasmo. Il soggetto tende ad esagerare tanto nelle affermazioni come nelle negazioni. Sicché in tutto bisogna fare sempre la debita tara.“

Dal punto di vista pedagogico, “E’ aperto alla correzione attiva e passiva, ma non quando si trova nell’ardore dell’entusiasmo.”

Dal punto di vista attitudinale, se congiunto con il Disuguale metodicamente della II specie “indica abilità per la diagnosi medica, per la letteratura novellistica e romantica. Dà anche il pensatore concettivo che, con un tirocinio di disciplina e severità scientifica può essere messo nella sfera dei pensatori non solo concettivi, ma anche esecutivi.”  Se congiunto con ricci slanciati in varie direzioni, “dà quei tipi dalle opere ardimentose … quei tipi che sanno ammaliare la folla e sanno condurla ai propri intendimenti.”

In sintesi, si tratta di un segno che corrisponde ad un tratto di personalità assai complesso, in quanto ha la potenza di rappresentare numerose menti geniali che hanno avuto la capacità di rivoluzionare campi del sapere consolidato; ma può indicare anche la confusione, l’inaffidabilità, che deriva dall’utilizzare una sola funzione, quella rappresentata dall’intuito pratico, in modo del tutto episodico, legato al qui e ora, senza riuscire a collocare i dati raccolti tramite questa in un contesto più ampio.