La quantificazione della velocità: i segni Lenta, Calma, Veloce

Nel sistema segnico morettiano l’analisi del ritmo grafico contiene una difficoltà legata al fatto che non tutti i segni hanno la stessa importanza. Ad esempio, mentre Fluida e Stentata costituiscono una forma di classificazione basilare del movimento grafico in cui rientrano tutte le scritture, altri segni – come i tre presentati in questa sezione – hanno un’applicazione molto settoriale.

Inoltre alcuni segni hanno una caratterizzazione talmente precisa, da far sì che non sia possibile trasformarli o modificarli intenzionalmente se non entro limiti molto ristretti: ad esempio, una stentatezza non può simulare una fluidità che non possiede, esattamente come la lentezza non può simulare una velocità che esula dalle sue possibilità. Altri, invece, come i segni Calma e Veloce, possono variare anche di molto a seconda dello stato d’animo o dell’intenzionalità più consapevole.

Va considerato, infine, che alcuni segni hanno un significato estremamente articolato, come abbiamo visto a proposito del segno Fluida, mentre per altri l’interpretazione non si scosta di molto da quello intuibile dal nome dato al segno. È quello che succede nel caso di Lenta, Calma e Veloce, la cui definizione grafologica e il corrispondente significato psicologico equivalgono a quello deducibile dall’aggettivo qualificativo che rappresentano: “La scrittura lenta è quella che procede lentamente sul rigo … è il segno della lentezza in tutto”; “La scrittura calma è quella che procede sul rigo senza slanci …”; “Veloce è la scrittura stesa con rapidità … indica velocità in tutte le cose”.

Dopo aver chiarito i limiti anche tautologici di questi tre segni, va precisato che si tratta di dimensioni grafiche comunque interessanti, in quanto consentono di definire la velocità abituale dell’Io.

Dal punto di vista metodologico è istruttivo seguire Moretti nei suoi ragionamenti psicologici, perché si coglie il suo rigore nel partire dal piano psichico per individuare la corrispondenza sul piano grafico, e non viceversa. In questa ottica, il movimento lento ha la sua prima manifestazione in una generale lentezza di riflessi, che si ripercuote poi nel pensiero, nel ragionamento, nella stessa percezione e anche nell’espressione degli affetti, oltre che a livello grafico.

Fig. 13 - Lenta

Fig. 13 – scrittura Lenta (F, a. 21)

.

Il movimento calmo implica non solo un’estrinsecazione esente da fretta o da impulsività, ma anche priva di emotività, di titubanza o di stentatezza. Quindi oltre ad essere stesa ad una velocità contenuta, la grafia deve presentare una pressione omogenea, ma non marcata, altrimenti il movimento psicologico della calma non potrebbe più essere tale.

Fig. 14 - Calma

Fig. 14 – scrittura Calma (F, a. 32)

.

Il movimento veloce, per essere efficace, ha bisogno di evitare il più possibile l’attrito: questo è valido in tutti campi, compreso quello grafico, per cui la scrittura deve evidenziare non solo accelerazione ma anche forme aerodinamiche, vale a dire prive di movimenti di dispersione sopra e sotto il rigo di base, una pressione non eccessiva, assenza di impedimenti che potrebbero arrestare il movimento della psiche in tutte le sue funzioni (associative, espressive, di ragionamento, ecc.)

Fig. 15 - Veloce

Fig. 15 – scrittura Veloce: il pittore A. Renoir

.

Teniamo presente che in ogni segno che andremo ad esaminare è importante cogliere il rapporto di compatibilità, indifferenza o opposizione rispetto a Fluida, perché quest’ultimo, come abbiamo già precisato, costituisce l’indice di base nel valutare la capacità dell’Io di porsi in relazione con il mondo. In questo caso Lenta è in un rapporto di opposizione con Fluida; mentre Calma e Veloce necessitano di esso per evolversi secondo le loro modalità specifiche.

Vediamo ora in dettaglio le implicazioni grafologiche e psicologiche collegate ai tre movimenti in esame.

.

.

Il segno Lenta

Il segno grafologico Lenta, come si è già detto, viene attribuito in presenza di un movimento rallentato, tenendo presente che in esso è insita l’idea di una carenza rispetto alla norma.

La quantificazione del segno è piuttosto ardua, nel senso che non si basa su specifici criteri oggettivi, ma viene dedotta risalendo al movimento psichico che l’ha originata. Come dice Moretti, “Per il grado di Lenta devi ritenere che essa viene fuori dalle deficienze di ‘scrittura dinamica’ ”. (35)

L’interpretazione corretta del segno richiede la capacità di individuarne la causa remota. Infatti la lentezza può essere dovuta ad un eccesso di precisione, o a forme di depressione e di inibizione, oppure può trattarsi di una lentezza costituzionale. Queste diverse motivazioni, pur avendo manifestazioni esteriori simili, conducono a profili psicologici diversificati. Nello specifico, Lenta da eccesso di precisione rientra nel concetto di Accurata, accentuandone gli aspetti legati alla riproduzione pedante; Lenta da depressione o da inibizione è compatibile con Titubante e Larga tra parole, intensificando gli aspetti legato al dubbio interiore irrisolto; Lenta senza larghezza tra parole e con una certa sciatteria nelle forme entra nel concetto di noncuranza; Lenta con i Ricci della Flemma evidenzia il disimpegno, l’impossibilità di conseguire risultati sulla base di azioni che richiedono sforzo.

Fig. 16 - Lenta

Fig. 16 – Scrittura Lenta da eccesso di precisione: il pittore Camille Pissarro

.

Al di là delle varie sfumature interpretative, il significato di fondo è legato all’incapacità dell’Io di scorrere in modo fluido, e questa incapacità determina la difficoltà di mettersi in relazione con il mondo, di comprenderlo nel suo movimento, che per il Lenta è sempre e comunque troppo veloce. Per capire questa sensazione bisogna fare appello alle diversità anche antropologiche che ci impregnano nella costruzione di queste due categorie di movimento, lento e veloce: è quello che si prova quando dalla campagna si entra improvvisamente nella vita cittadina; o quando un italiano guarda un film americano, o quando un anziano guarda il movimento dei giovani. Gli stimoli si succedono ad una velocità tale per cui non si ha nemmeno la possibilità di percepirli tutti; per non parlare poi della mancanza del tempo necessario per ragionarci su e per esprimere i pensieri o i sentimenti ad essi collegati. C’è proprio la sensazione di non riuscire a cogliere tutti i passaggi effettivamente in gioco; e nel momento in cui la personalità ’lenta’ sente di essere arrivata ad una comprensione, si accorge che tutto il mondo è già andato oltre. Da qui nasce il bisogno di crearsi nicchie – che sono forme di isolamento e di protezione da un mondo percepito come altrimenti privo di significato – dove mettere in atto ritmi di vita sostenibili per il sé.

Nel caso della lentezza la prospettiva culturale è irrinunciabile, nel senso che il valore del segno è senz’altro rispetto al contesto di appartenenza; e dato che il mondo si sta muovendo ad una velocità sempre crescente, è un segno sempre più raro, tanto da portare l’individuo a forme di disagio, di inadeguatezza, ma anche di vera emarginazione, perché la mancanza di fluidità dovuta a lentezza crea i più pesanti insuccessi scolastici. Infatti, come dice Moretti, l’attenzione “fatica molto a mettersi in corrispondenza con la cosa della quale si tratta” (36) e questo determina “tendenza all’ottundimento per la fatica attenzionale”  (37). È un segno direttamente contrario all’intuito, perché ha bisogno di passaggi chiari, concreti, con un’evidenza molto materiale che tende a lasciare fuori l’intelligenza concettuale, anche in presenza di larghezza tra parole. Inevitabilmente determina forme di stanchezza mentale a causa della “lentezza di concezione intellettuale”. (38); mentre sul piano materiale, se vengono rispettati i tempi che gli sono necessari, il segno Lenta non è contrario alla precisione esecutiva (con Accurata) e alla costanza applicativa (omogeneità grafica).

In generale, “Lenta è il segno della lentezza in tutto. Chi ha questo segno è tardo nel capire, nel pensare, nel mangiare, nel camminare, nel parlare. Se si ha fretta e al soggetto si fa fretta, si ha per risultato di intrecciare le sue azioni e così di avere più in ritardo quanto si desidera.”   (39) Se la personalità si sente attaccata, per difendersi si ritira in se stessa, in quanto riconosce la sua incapacità di mettere in atto un’azione spontanea efficace.

.

.

Il segno Calma


Il segno Calma fa riferimento in primo luogo al contenimento della velocità esecutiva, in quanto “La scrittura calma è quella che procede sul rigo senza slanci tanto orizzontali quanto verticali, senza guizzi, con una snellezza uguale della mano” (40); quindi ha come contrari i segni Veloce e Dinamica. Dal punto di vista psicologico viene considerato contrario a Calma anche il segno Intozzata II modo, in quanto qualsiasi forma di accumulo di emotività è sufficiente a far perdere la tranquillità interiore. Inoltre tutti i ricci, non solo quelli della spavalderia o dell’arditezza, ma anche quelli del soggettivismo e del nascondimento, tolgono a Calma in proporzione del loro avveramento.

Fig. 17 - Camillo Benso conte di Cavour

Fig. 17 – Scrittura Calma: Camillo Benso conte di Cavour

.

Solo tenendo presenti questi requisiti grafologici si comprende il significato psicologico del segno, che non esclude la capacità di riconoscere tutte le contraddizioni e le difficoltà che appartengono al piano della Terra, ma ha la pretesa di non lasciarsi turbare da esse. In questa prospettiva psicologica va intesa la definizione data da Moretti: “La calma dice soggezione di tutte le facoltà all’intelligenza, perché questa non sia intralciata nei suoi giudizi, e alla volontà perché si elevi sopra le evaporazioni delle passioni.” (41) Quindi la presenza di questo segno indica che la personalità vuole evitare di farsi travolgere dagli eccessi, di qualsiasi natura essi siano. È un segno che favorisce l’adattamento alla vita tranquilla, in quanto la personalità non desidera sperimentare gli aspetti passionali e istintuali che appartengono alla condizione umana. E se la vita lo pone comunque di fronte a circostanze drammatiche, l’Io tenterà di tutto per normalizzarle, perché altrimenti lo scompenso interiore provato è notevole e può arrivare ad intaccare la parte fisica. Per questo Moretti sottolinea le seguenti caratteristiche di personalità: “Chi ha questo segno non si impressiona per casi sinistri nella vita. Li sente ma ha tutta la libertà di considerarli, di sceverarli e di valutarli secondo la loro natura. Questi individui non accelerano il passo anche di fronte a un pericolo. Questo è il loro stato abituale, che tuttavia, turbato da cose sinistre repentine, può entrare in una specie di stato patologico.” (42)

Il segno ha una connotazione positiva in quanto la calma è interpretata come capacità di tener conto di tutto e di non indietreggiare finché le tempeste non si siano placate. Questa citazione di Moretti, “La calma lascia libere le facoltà perché siano pronte ai richiami della ragione” (43), sottolinea il concetto che non siamo di fronte a meccanismi di difesa quali la fuga o la rimozione, ma piuttosto ad una concezione filosofica della vita per cui la personalità crede che se il corpo emotivo viene autorizzato ad esprimersi con una certa libertà, non potrà che fornire i suoi dati alla ragione, la quale li inserirà in un quadro di riferimento più ampio. Questo tipo di calma deve essere sostenuta da una adeguata triplice larghezza e da qualche indice di radicamento al piano materiale.

Esiste però anche una forma di imperturbabilità che crede di mettere in atto il movimento descritto sopra, mentre in realtà è dovuta ad un’incapacità di cogliere le contraddizioni presenti nella vita. Questo tipo di calma non solo non è un attributo positivo, dato che si regge su una carenza, ma anzi equivale a una forma di insensibilità che appartiene a personalità poco differenziate, o inibite, incapaci di sentire la complessità del linguaggio della passione che appartiene alla condizione umana. In questo senso Moretti precisa che il segno CalmaPer sé è segno integrato. Può però favorire la neghittosità e ledere il risentimento legittimo, la sensibilità, l’indipendenza, la fermezza, la candidezza, e ledere tutte le qualità che rientrano nella fortezza d’animo in quanto il calmo tende a non volere fastidi.” (44)

.

.

Il segno Veloce

La scrittura Veloce, per essere tale, deve presentare dal punto di vista grafico una serie di caratteristiche piuttosto specifiche: coesione letterale, prevalente curvilineità del tracciato, ridotta dispersione sopra e sotto il rigo di base, coricamento a destra. La presenza di tutti i requisiti indicati consente di attribuire ad una scrittura il segno Veloce che, in quanto tale, si può prendere in considerazione solo se è intenso. “Quando alla graduazione” precisa Moretti, “se la rapidità è visibilmente accentuata e tutte le lettere hanno la stessa altezza e larghezza, avrai 10/10 di Veloce.” (45) Secondo questa definizione, l’omogeneità nelle altezze indica che non sono presenti momenti di dispersione sotto forma di slancio verticale e l’omogeneità delle larghezze indica la regolarità del movimento di estrinsecazione rapida, non ostacolata da sbalzi di umore o da restringimenti improvvisi.

Fig. 18- Veloce Rodin, Auguste

Fig. 18 – Scrittura Veloce: lo scultore Auguste Rodin

.

Da un punto di vista generale il segno viene valutato non solo in base alla quantificazione della velocità di scorrimento del movimento dell’Io, riferibile a tutte le funzioni psichiche (percezione, associazione di idee, spazio concesso al ragionamento, ecc.) ma anche dal punto di vista qualitativo, al fine di cogliere se si tratta di un movimento strutturato, o al contrario siamo in presenza di un eccesso di velocità che intacca la stessa percezione delle forme, vale a dire una delle funzioni basilari della psiche.

In generale, “La scrittura Veloce indica velocità in tutte le cose, e per questo, poca accuratezza nei particolari, tendendo ad ammassare.” (46) È un segno modificante della volontà e dell’intelletto che sottolinea non tanto l’attività, ma l’irrequietezza, l’impulsività, la mancanza di ogni forma di ponderazione con cui la personalità si muove nel mondo. Potrebbe sembrare un segno maggiormente legato all’intuito, mentre in realtà l’eccessiva velocità, creando comunque  dispersione, indebolisce anche questa funzione della psiche perché la personalità non si dà il tempo di raccogliere quello che potrebbe aver recepito tramite lo slancio. Moretti precisa questo concetto in modo assai chiaro: “Anche se il soggetto sarebbe intuitivo da Disuguale metodico 6/10, il segno Veloce lo diminuisce e può anche toglierlo. Dà luogo alla faciloneria.” (47)

Il segno Veloce, che nei suoi effetti sconfina ampiamente con il segno Impaziente, contiene in sé una carenza dovuta al fatto che la fretta non può essere sempre e comunque una buona consigliera. In generale la velocità determina una personalità piuttosto indifferente alle esteriorità perché non ha il tempo di coltivarle; che tende ad un’espressione stroncante perché non ha tempo di mediare e non vuole avere fastidi. Il soggetto può esplodere in forme di collera apparentemente anche violente, ma subito dimentica perché non ha tempo per coltivare il risentimento; può dimostrare anche grandi slanci di cuore, “sebbene tenda a non prestare troppa attenzione su quello che dà e a chi lo dà”. (48)

Dal punto di vista fisico il segno Veloce, in quanto accentuazione del segno Fluida, “dà alla parte somatica come alla psichica il requisito della morbidezza e della malleabilità”. (49)

Attenzione, però: si tratta di una malleabilità che porta l’Io a scivolare via con grande spontaneità da tutto ciò che non gli piace, e non certo ad adattarsi in alcun modo ai bisogni altrui.