L’inclinazione grafica

L’inclinazione grafica, cioè il rapporto tra gli assi delle lettere e il rigo di base reale o presunto, è una forma di linguaggio analogico di forte impatto visivo che difficilmente passa inosservato: la scrittura può presentarsi dritta, cioè perpendicolare rispetto al rigo di base, o pendente a destra o pendente a sinistra.Nel linguaggio grafologico morettiano queste caratteristiche originano i segni grafologici ‘Dritta’, ‘Pendente’ e ‘Rovesciata’.

  • Fig. 1 – scrittura DRITTA
    Scrittura: dritta
  • Fig. 2 – scrittura PENDENTE
    Scrittura: pendente
  • Fig. 3 – scrittura ROVESCIATA
    Scrittura: rovesciata

In un certo senso, l’inclinazione grafica è indice di dove l’individuo pone il suo centro di gravità: dentro di sé o fuori di sé.

La scrittura dritta o leggermente inclinata mantiene il centro di gravità dentro se stessa, vale a dire l’individuo pone le basi del suo rapporto con il mondo all’interno dell’Io, vive la sua realtà interiore individuale come origine della sua costruzione della realtà e a partire da questa si relaziona con il mondo esteriore.

Quando aumenta progressivamente la spinta a destra (segno Pendente), il centro di gravità si sposta dall’interno all’esterno: ora l’individuo non riesce più a percepirsi in modo autonomo e sufficiente a se stesso, ma necessita di un rapporto di relazione per stare in piedi. Questo crea profondi legami affettivi che sono nello stesso tempo molto vincolanti per la libertà del singolo. Inoltre limita la possibilità di espressione creativa dell’ unicità individuale in quanto l’attenzione è costantemente rivolta all’esterno; in compenso facilita l’assimilazione dei contenuti esterni.

La contraddizione tra i due diversi atteggiamenti pone interessanti questioni di carattere culturale: è evidente che il segno Dritta, come espressione di centratura del singolo su se stesso, esprime l’aspettativa culturale più consona alle esigenze delle società moderne fortemente individualistiche. Sempre più intense, ad esempio, risultano le pressioni educative perché il bambino fin da piccolo si dimostri ‘autonomo’. Mentre il segno Pendente sembra una caratteristica psicologica più consona alle società del passato, in quanto, favorendo i legami di associazione e di fusione non solo tra individui, ma anche tra individuo e ambiente, sollecita la tendenza alla identificazione con il gruppo culturale di appartenenza, limitando nello stesso tempo la creatività individuale. Già Moretti a questo proposito notava che il segno Dritta “più che altro è voluto, perchè la scrittura per sua natura dovrebbe avere la pendenza a destra. Tuttavia coloro che scrivono con scrittura dritta sono portati ad adottarla e di ciò bisogna tenere conto.” (Perizie, p. 98).

Nella grafologia morettiana il terzo movimento dato dall’inclinazione a sinistra (segno Rovesciata) non è una tendenza diretta, ma nasce come occultamento della iniziale tendenza all’inclinazione a destra. Ritenendo il soggetto troppo pericoloso manifestare il suo bisogno degli altri, viene messo in atto un meccanismo di copertura di tipo opposto: l’attenzione e il bisogno di relazione vengono ricercati e messi in atto attraverso meccanismi di contraddizione e di dispettosità.

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