Le larghezze

Il tentativo di definire un’abilità complessa come l’intelligenza si riferisce ad un campo di ricerca psicologica molto affascinante ma anche molto controverso, in cui sono forse più le domande che le risposte effettive.

Tutti pensiamo di saper riconoscere chi è intelligente da chi non lo è sulla base di un ovvio sapere intuitivo, ma la valutazione sistematica, condotta attraverso una sperimentazione rigorosa, di questa dimensione della personalità si è rivelata troppo intricata per essere affrontata tramite un approccio diretto e unitario. Quella che noi consideriamo come una facoltà sembra essere, in molti contesti sperimentali, il prodotto di un complesso di abilità, alla cui combinazione diamo il nome di intelligenza. Tuttavia è osservazione comune che esista anche un fattore generale di intelligenza in grado di influenzare tutte le singole abilità intellettive (e anche quelle sociali), ma questo potenziale intellettivo di base è talmente difficile da identificare che si finisce per evitare di parlare della sua esistenza. Per questo i manuali di psicologia evitano la definizione di che cosa sia l’intelligenza, in quanto si tratta di un qualcosa ancora troppo dipendente dalle definizioni di singoli ricercatori per consentire generalizzazioni di principio, e concentrano tutta l’attenzione su quello che viene normalmente misurato attraverso i test di intelligenza; ed è chiaro che non è la stessa cosa, anche se le due cose in qualche modo sono legate.

L’estrema difficoltà nel definire – a livello psicologico – che cosa sia l’intelligenza sta anche nella convinzione di fondo che essa sia indipendente dallo specifico processo di acculturazione cui l’individuo viene sottoposto. L’intelligenza, infatti, viene considerata come fortemente condizionata dal patrimonio ereditario, ma dipendente nel suo sviluppo dagli stimoli ambientali.

In questo senso precisiamo che cosa non è l’intelligenza: non è solo il risultato dell’addestramento definito come processo di acculturazione, anche se senza di questo non può manifestarsi pienamente, e non è necessariamente di tipo verbale, anche se spesso i test, essendo soprattutto verbali, finiscono per misurare solo questo aspetto di specifica competenza settoriale.

Moretti nell’impostare il problema dell’analisi del potenziale intellettivo, che costituisce il fondamento dell’intelligenza, elaborò un approccio teorico e metodologico in linea con le problematiche emerse all’interno della psicologia occidentale: l’intelligenza non è una facoltà, è costituita da una serie di componenti fondamentali che insieme determinano la quantità e le qualità del potenziale intellettivo individuale, la cui piena espressione necessita anche di adeguate disposizioni motivazionali in grado di attivare il potenziale stesso. Un approccio, quindi, molto diversificato che consente in ogni momento di chiarire quale sia l’aspetto dell’intelligenza che viene valutato.
Come abbiamo visto, Moretti distingue innanzitutto la quantità dalle qualità dell’intelligenza, e le larghezze si riferiscono direttamente all’aspetto quantitativo mentre gli aspetti qualitativi e motivazionali vanno ricercati altrove.
A livello grafologico vengono ora prese in considerazione:

  1. la larghezza di lettere come indice della profondità potenziale dell’intelligenza;
  2. la larghezza tra lettere come indice effettivo della apertura del sentimento e conseguentemente dell’apertura dell’intelligenza;
  3. la larghezza tra parole come indice della disposizione alla critica, al ragionamento.
  • FIG. 1
    Scrittura: larghezza di lettere, larghezza tra lettere, larghezza tra parole

Il potenziale intellettivo di base, dato dalla combinazione di queste tre dimensioni, costituisce un indice innanzitutto quantitativo nel senso che esplora le dimensioni della psiche connesse con quanto una certa mente è in grado di abbracciare, che è lo stesso che dire quanto può concepire al suo interno.
Concepire significa sapersi aprire abbastanza da abbracciare la vastità dei fenomeni e delle cause in gioco nel mondo attraverso la profondità dell’intelligenza (Larga di lettere), che non deve essere frenata da un sentimento troppo pignolo o svuotata da un sentimento troppo generoso (Larga tra lettere) perché entrambi ostacolerebbero la ricerca oggettiva.

L’apertura dell’intelligenza (Larga di lettere) e l’apertura del sentimento (larga tra lettere) devono essere sostenute anche da adeguate capacità critiche, che sappiano porre tutti gli elementi considerati e abbracciati in un gioco rigoroso di relazioni logiche (Larga tra parole), altrimenti l’intelligenza mantiene solo la disposizione alla profondità, ma non la forza argomentativa della profondità della visione.

Il gioco complesso di interrelazione tra queste tre dimensioni della psiche costituisce quella che viene definita ‘triplice larghezza’ come indice della forza mentale individuale.

Su questo potenziale intellettivo di base vengono innestate poi le qualità specifiche dell’intelligenza. Ad esempio l’originalità, indicata dal segno ‘Disuguale metodicamente’, la disposizione alla tecnica o alla comprensione psicologica, la chiarezza o la confusione, la calma o lo slancio intuitivo, ecc., sono tutti elementi che entrano nel gioco delle combinazioni qualitative e in modo più specifico attitudinali.

Le disposizioni motivazionali, infine, apportano il loro contributo essenziale affinché l’intelligenza, nella sua quantità e qualità specifiche, viaggi nel mondo e contribuisca all’arricchimento del mondo attraverso la sua manifestazione: in questo senso viene valutata la forza della motivazione ad emergere e a perfezionarsi (angoli A per la spinta all’emulazione e angoli B per la tenacia), la disposizione alla costanza e/o all’inflessibilità, o al contrario alla cessione e al disimpegno.
Attraverso questo intrecciarsi di disposizioni quantitative, disposizioni qualitative e disposizioni motivazionali il metodo morettiano arriva a definire un fenomeno complesso come l’intelligenza in modo assai completo e dettagliato.

Vediamo ora le tre disposizioni della psiche che determinano il potenziale intellettivo di base.

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