Larga tra parole

Uno dei più originali contributi del pensiero morettiano riguarda l’interpretazione analogica dello spazio esistente tra le parole, visto come indice della disposizione alla critica, al ragionamento, cioè della capacità della mente di intrecciare tutti gli elementi considerati in un gioco rigoroso di relazioni logiche. Rappresenta un’importante componente del potenziale intellettivo individuale. È intuitivo, infatti, che a livello di intelligenza non basta capire, ma bisogna anche saper dimostrare, e questo è il compito del ragionamento, grafologicamente espresso tramite il segno Larga tra parole.

Si tratta di una delle facoltà più affascinanti della mente umana, che può affiancarsi all’intuizione e dare il meglio di sé, o sganciarsi totalmente dalla sapienza intuitiva della vita, ed arrivare a costruzioni ‘logiche’ apparentemente razionali, ma con un impatto distruttivo dirompente. Tutto dalla stessa facoltà, evidenziata dal segno Larga tra parole, ovvero il potere del pensiero critico umano, nel bene e nel male.

Questo segno grafologico, assai complesso da definire in tutte le sfumature interpretative, incide fortemente nella struttura della psiche non soltanto a livello intellettivo, ma con importanti e immediate ripercussioni anche a livello affettivo, sociale e relazionale in genere.

Per comprendere il segno bisogna distinguere se è nella media, sottomedia o sopra media e se è equilibrato o squilibrato. Tutte queste considerazioni partono dalla misurazione del segno stesso.

È interessante notare che la misurazione non è assoluta, ma è in relazione di dipendenza con il segno ‘Larga di lettere’, di cui ora si comincia a capire l’importanza a livello di equilibrio della psiche.

Secondo Moretti, se tra una parola e l’altra è possibile inserire, addossate, 4 lettere medie appartenenti a quella scrittura, il segno è sui 5/10, indice di equilibrio nell’utilizzo delle capacità critiche.

  • Fig. 11 – Larga tra parole 5/10 (Albert Einstein) in un contesto di larghezza di lettere (7-8/10, profondità di intelligenza) e di larghezza tra lettere (6-7/10, indice di generosità del sentimento)
    Scrittura: Albert Einstein

Se tra una parola e l’altra è possibile inserire 8 lettere, il segno Larga tra parole è sui 10/10, indice di ipercritica accentuata che turba l’equilibrio dell’intelligenza in quanto “la spinta al ragionamento e alla critica in questo caso non viene sorretta da proporzionata forza di intelligenza.” (T, 152) Tutti gli altri valori vengono calcolati di conseguenza.

Questo per quanto riguarda la misurazione.

Per quanto riguarda l’equilibrio del segno, in linea generale si considera questo: “Il grado di ‘Larghezza tra parole’ quanto più risponde al grado di ‘Larghezza di lettere e tra lettere’, tanto più è indice di un ragionamento equilibrato.” (Att, 211)

La larghezza tra parole viene considerata accettabile, inoltre, se non scende sotto i 2/10. Qualsiasi valore sopra i 6/10, invece, va attentamente considerato nel contesto di appartenenza.

Vediamo le ragioni psicologiche di quanto affermato sopra.

La larghezza tra parole, come si è già detto, nella grafologia morettiana rappresenta l’indice del pensiero critico: l’individuo, per mezzo di questa funzione, prende le distanze dal mondo sensibile e immediato per sottoporre a valutazione, tramite il giudizio, quanto diventa oggetto di esperienza.

“Il segno Larga tra parole concede al soggetto la spinta al ragionamento, al giudizio, alla critica e tale spinta è propria di coloro che tendono a coltivare le facoltà mentali.” (PP, 146)

Per portare a conclusione ciò che si intraprende sotto forma di sistema, caratterizzato da capacità logiche e capacità consequenziali, è indispensabile il segno Larga tra parole, che anche se sopra media deve mantenere un certo equilibrio, perché se la facoltà si dilata eccessivamente conduce al gusto della discussione, quindi all’indugio su di essa, e fatica a concludere.

Intuitivamente appare chiaro che se la facoltà è poco sviluppata (sotto i 5/10), la personalità resta un po’ indifesa nel giudizio. Anche una persona molto intelligente, con il segno ‘Larga tra parole’ sottomedia, non sarà capace di difendersi a livello argomentativo: può intuire la grandezza e la raffinatezza di una verità, ma non le sa dare quella impostazione scientifica necessaria per resistere agli assalti. Per questo Moretti precisa che il segno Larga tra parole sottomedia appartiene più all’arte che alla scienza, volendo significare che l’individuo è predisposto a rapportarsi con il mondo tramite l’intuizione o il sentimento estetico o la narrazione, ma non tramite un procedimento formale logico. Uno scienziato con il segno Larga tra parole sottomedia può essere comunque in grado di realizzare invenzioni e scoperte significative, ma sarà carente nell’impostazione scientifica della dimostrazione di quanto ha intuito. In questo senso sarebbe uno scienziato-artista, in quanto coglie nella realtà sensibile i principi organizzativi tramite l’intuizione originale.

  • FIG. 12 – Larga tra parole sottomedia (3/10)
    Scrittura: larga tra parole sottomedia

Il segno Larga tra parole sui 3-4/10, pur sottomedia, non è considerato indice di squilibrio in quanto è comunque sufficiente per garantire alla personalità un’avvedutezza ordinaria, tale da non farla cadere nell’inganno dei più furbi, specialmente se il contesto grafico è caratterizzato da intuizione pratica (Disuguale metodicamente), come nell’esempio riportato sopra.

Il segno diventa indice di una certa debolezza mentale dai 2/10 in giù, in quanto la personalità è soggetta a forme di ingenuità, di facile credulità, di “inettitudine a usare la diffidenza quando l’opportunità lo richieda.” (B, 120) Infatti, “ingenuità è lo stesso che facilità a credere senza controllo.” (Vz, 73) Inoltre, la mancanza di visione in prospettiva, di sguardo lungimirante, conduce l’intelligenza a forme di superficialità e di incoscienza nell’agire. Dà l’istintività dell’adesione del momento, senza la possibilità di entrare in una visione mediata dalla ponderazione.

Il segno Larga tra parole sui 5/10 rappresenta l’equilibrio dato dall’apertura dell’intelligenza e dalla tendenza alla critica che procedono di pari forza. Perché la mente possa lavorare al meglio le due facoltà devono essere armonizzate tra loro e la prima serve da metro di misura per valutare la seconda, in quanto la funzione critica (Larga tra parole) subentra dopo che l’intelletto ha abbracciato (Larga di lettere e tra lettere) ciò che vuole fare oggetto di attenzione.

Via via che in una scrittura aumenta la larghezza tra parole, aumenta conseguentemente il potere delle facoltà critiche, del giudizio e del ragionamento all’interno della personalità, creando una contraddizione sempre più marcata tra la funzione di pensiero, cerebrale, che diventa dominante, e l’intuito e il sentimento che tendono ad essere sempre più svalutati.

Moretti si è chiesto a lungo fino a che punto la mente possa reggere un aumento delle facoltà critiche senza che queste pesino troppo in modo unilaterale nella psiche. La sua geniale intuizione in merito fu che le facoltà critiche (Larga tra parole) debbano essere quanto meno proporzionate alla profondità dell’intelligenza (Larga di lettere) e all’apertura del sentimento (Larga tra lettere). Altrimenti, le facoltà critiche nutrite di settorialità nella visione (Stretta di lettere) e di sofisticheria e di avarizia del sentimento (Stretta tra lettere) non possono che generare delle strane creature che a forza di sottilizzare con troppi ragionamenti, senza un fondamento di ampia comprensione della natura di ciò che viene esaminato, sragionano per troppa cerebralità e per attaccamento unilaterale ad essa, come se fosse l’unica modalità per rapportarsi con il mondo.

Quando il segno Larga tra parole viaggia su valori superiori ai 6/10 è necessario considerare sempre il contesto di appartenenza, in quanto l’interpretazione psicologica del segno può divergere notevolmente.

Se nella scrittura è presenta un’elevata larghezza tra parole (Larga tra parole 7-8/10), ma rispondente alla larghezza delle lettere (Larga di lettere 7-8), in questo caso la potenza del pensiero critico è sostenuta dalla profondità dell’intelligenza: è quindi la combinazione base che caratterizza l’intelligenza superiore, quella che vediamo, ad esempio, nella scrittura di Newton.

  • Fig. 13 – Larga tra parole sopra media ma proporzionata alla larghezza di lettere (Isaac Newton)
    Scrittura: Isaac Newton

Newton rappresenta il ‘genio’ grafologico, nel senso che oltre alla disposizione all’intuizione originale (Disuguale metodicamente), presenta il potenziale intellettivo adeguato (triplice larghezza superiore) perché le facoltà inventive possano esplicarsi al meglio. Il contesto presenta inoltre calma, chiarezza, costanza, tenacia e indipendenza, vale a dire anche il contesto motivazionale adeguato perché le facoltà inventive vengano portate ad attuazione pratica.

Quando il segno Larga tra parole è in grado elevato (7-8/10) ma non sostenuto da corrispondente larghezza di lettere, il soggetto è comunque affascinato dalle sue doti mentali che tende a mettere in campo, tuttavia facilmente è portato a trascendere per ipercritica.

L’ipercritica è la facoltà della mente che fatica ad arrivare alle conclusioni perché non si acontenta mai di quanto ha acquisito e rimette sempre in discussione nel tentativo di arrivare a delle certezze definitive.

  • Fig. 14 – Larghezza tra parole eccessiva rispetto alla larghezza di lettere (Winston Churchill)
    Scrittura: Winston Churchill

La scrittura di Churchill evidenzia questa tendenza del pensiero critico a non essere pago di se stesso. La personalità diventa esigente di spiegazioni e l’ipercritica non le trova mai sufficienti, mai complete; decidere poi di passare all’azione diventa uno sforzo, in quanto il soggetto diffida dell’azione diretta, istintiva e trova quella mediata dal ragionamento non abbastanza documentata.

Il segno Larga tra parole, comunque, contiene in sé un grande fascino, perché “ la ricchezza del ragionamento serve in un certo senso ad ammaliare” (Att, 59). La personalità è capace di originalità di concetto, di ragionamenti nuovi e originali, portati avanti con indipendenza e gusto della provocazione (se il segno è spiccato), perché il soggetto ha le risorse interiori per resistere ed opporsi al peso delle convenzioni. E’ un tipico segno di resistenza, perché va direttamente alla rivendicazione e non cede, in quanto è indice “della abilità a discutere sino a che il contrastante non sia debellato.” (CU, 155).

Quando il segno Larga tra parole viaggia sui 10/10, tuttavia, è sempre un indice di squilibrio della personalità, al di là del valore che possono assumere altri segni, perché l’ipercritica irriducibile, le continue elucubrazioni, conducono il soggetto fuori della realtà, per cui attraverso i suoi ragionamenti si dissocia dalla stessa realtà. La critica serrata che la personalità mette in atto in ogni situazione della vita diventa la funzione dominante della psiche, che vuole con questo strumento scartare ogni elemento che suoni come ambiguo per raggiungere la sicurezza dell’oggettività della mente che ragiona.

  • Fig. 15 – Larga tra parole superiore ai 10/10 (bambino, I media)
    Scrittura: larga tra parole superiore ai 10/10

Con questa sola funzione mentale, tuttavia, è impossibile procedere, perché la critica spiccata, per sua natura, toglie ogni valore alle valutazioni del sentimento e all’intuizione, che sono quelle facoltà che danno la spinta necessaria non solo per passare all’azione, ma anche per comprendere la realtà nella sua complessità.

Oltre all’eventuale squilibrio del segno Larga tra parole rispetto al segno Larga di lettere, va valutato anche il contesto grafico e l’eventuale presenza di altri segni che possono sostenere o ammorbidire le esigenze del pensiero critico.

Il calibro piccolo, ad esempio, rafforza la predominanza cerebrale, mentre il calibro grande sfuma e porta la larghezza tra parole all’organizzazione esteriore.

Il segno Parca, che di per sé è un indice di essenzialità e di laconicità, in caso di associazione con larghezza tra parole accentuata potrebbe favorire l’isolamento sociale del soggetto.

Il segno Larga tra lettere sopramedia rende meno esigente la critica, in quanto il sentimento è portato alla generosità; al contrario la strettezza tra lettere, indice di sofisticheria, appoggia il gioco del pensiero ipercritico.

Il segno grafologico Larga tra parole, pertanto, va considerato non solo all’interno della triplice larghezza ma valutato e compreso nel contesto grafico di appartenenza.