Il rigo di base

Da un punto di vista generale, la capacità di mantenere una scrittura più o meno allineata in senso orizzontale – senza il sostegno di un rigo sottostante – è prima di tutto un segno di salute e di sufficiente forza fisica.

L’eventuale assenza di questa capacità di mantenere il movimento scrittorio orizzontale per una carenza energetica o un eccesso di entusiasmo/forza che solleva la scrittura sopra il rigo virtuale necessita, comunque, anche di un controllo circa la posizione del foglio mentre la mano scrive: infatti alcuni movimenti ascendenti o discendenti possono essere solo apparenti se risultano causati da una errata posizione del foglio sottostante.

In caso di reale movimento discendente, va verificato lo stato di salute del soggetto, dato che anche condizioni fisiche non ottimali, specialmente connesse con un’età avanzata, possono produrre un movimento discendente sul rigo, che senz’altro è anche un indice psicologico, ma circoscritto a una fase involutiva di quella specifica personalità.

L’analisi psicologica della scrittura rispetto al rigo di base considera i seguenti movimenti:

  • la scrittura procede orizzontalmente in linea retta, senza ascendere né discendere (segno grafologico ‘Mantiene il rigo’- Fig. 1);
    Scrittura: linea retta
  • la scrittura ascende progressivamente rispetto al rigo virtuale (segno grafologico ‘Ascendente’- Fig. 2);
    Scrittura: ascendente
  • la scrittura discende progressivamente rispetto al rigo virtuale, e nei soggetti anziani spesso anche rispetto al rigo reale (segno grafologico ‘Discendente’- Fig. 3)
    Scrittura: discendente

Entrano, inoltre, nell’analisi psicologica della tenuta del rigo anche le seguenti possibilità:

  • la scrittura sostanzialmente mantiene il rigo, nel senso che parte e conclude il rigo alla stessa altezza, ma si snoda con un movimento ondeggiante che ascende e discende sul rigo. Tale caratteristica appartiene a una delle possibili manifestazioni del segno Titubante (Fig. 4 – Titubante sul rigo)
    Scrittura: titubante
  • la scrittura non presenta alcuna omogeneità nella tenuta del rigo, vale a dire un rigo può ascendere, uno discendere, uno mantenere più o meno un movimento orizzontale: è una caratteristica che si presenta difficilmente in un contesto di normalità di adattamento sociale e di sviluppo individuale, in quanto costituisce uno dei possibili indici di destrutturazione della personalità in atto (es. Morbo di Alzheimer) o di labile strutturazione della personalità in fase evolutiva. Questa caratteristica, comunque, appartiene al segno grafologico ‘Disordinata’ (Fig. 5 – Scrittura non omogenea nella tenuta del rigo, Disordinata)
    Scrittura: disordinata

Le scritture spontanee, anche se presentano una certa varietà nel rapporto con il rigo di base, sono in maggioranza scritture che più o meno mantengono un allineamento orizzontale sul rigo, mentre sono poco frequenti le scritture discendenti e ancor meno quelle ascendenti.

Considerato il fenomeno in questi termini sembra poco interessante considerare questa dimensione grafica, visto che risulta poco differenziata. Però il discorso morettiano, come vedremo, è molto più sottile in quanto ciò che viene osservato è anche il modo specifico con cui una scrittura mantiene il rigo, rapportandolo a tutti gli altri indici grafologici presenti nella scrittura.

In generale il principio analogico interpretativo è il seguente: il movimento di base integrato è dato dal segno grafologico Mantiene il rigo, indice della tenuta psichica individuale, vale a dire della forza interiore dello scrivente. Esso implica “la disposizione a mantenere i propri sentimenti invariabili nella loro sostanza senza privarli della loro vivacità e ricchezza: è la base della costanza.” (Sc, 4-5)

Questo movimento di base si differenzia al suo interno nella gradazione, ma può anche differenziarsi in due movimenti diversi da sé: la scrittura Ascendente sul rigo rappresenta l’eccesso di forza, che si traduce in una forma di entusiasmo, di fervore che può diventare presunzione di sapere, di fare, di ottenere; la scrittura Discendente indica mancanza di fermezza per debolezza (morale e/o fisica), quindi tendenza a smarrirsi, a deprimersi di fronte alle difficoltà e allo sforzo.

Vediamo ora in dettaglio le implicazioni psicologiche connesse con il principio interpretativo di base.

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