Discendente

Questo è un segno grafologico in cui il confine tra psichico e fisico diventa veramente impalpabile: la debolezza fisica origina chiaramente un movimento discendente, come è dimostrato dall’ampia casistica disponibile sui soggetti anziani. In grafologia giudiziaria, in caso di testamenti contestati, questo può diventare un rilievo di importanza estrema per verificare la spontaneità del meccanismo scrittorio.

Nei soggetti anziani il segno Discendente può comparire anche in presenza del sostegno percettivo offerto dai righi sottostanti, a conferma del fatto che il movimento di tenuta del rigo richiede la piena funzionalità di un apparato neuromuscolare in grado di sostenerlo. Non è difficile, in casi come questi, comprendere come la debolezza fisica si ripercuota a livello psichico creando fragilità interiore, intesa come incapacità di reggere lo sforzo e quindi, inevitabilmente, necessità di accontentarsi delle soluzioni energeticamente meno onerose, anche se non preferenziali per l’io.

Ma mentre è del tutto ovvio il significato fisico e psichico del movimento in caso di soggetti anziani, non altrettanto semplice è comprendere l’esistenza, la ragione di essere del segno Discendente in soggetti giovani, nei quali comunque il tono energetico scorre nelle punte più alte.

Per realizzare un movimento discendente sul rigo è necessario progressivamente, impercettibilmente e inconsapevolmente perdere il controllo di una delle dimensioni grafiche soggette ad apprendimento: la capacità di mantenere il tono muscolare necessario per conservare l’orizzontalità della scrittura. È chiaro che si tratta di un movimento appreso, come tenere la bicicletta in equilibrio mentre si corre, e questa abilità viene costruita attraverso una serie infinita di tentativi.

Moretti interpreta questa mancanza di tono come affievolimento: qualcosa nel procedere grafico non ha esercitato una spinta costante per mantenere l’allineamento sul rigo, e attribuisce a questo fenomeno il significato di debolezza morale, che viene diversamente quantificata a seconda dell’intensità del movimento discendente.

In modo analogo a quanto osservato a proposito del segno Ascendente, la misurazione matematica prevede il valore massimo di 10/10 nel caso in cui il movimento discendente invada la linea inferiore. Gli altri valori vengono calcolati di conseguenza. (v. G. Moretti, Trattato di Grafologia)

Il significato psicologico attribuito – debolezza morale – va inteso nel senso di mancanza di coraggio, di depressione che emerge soprattutto quando la personalità deve affrontare le difficoltà, i sacrifici, le contraddizioni; implica la tendenza a cedere piuttosto che a opporsi, in quanto opporsi significa sacrificare la propria tranquillità.

La debolezza porta necessariamente con sé azioni che tendono alla minima resistenza con l’ambiente e con gli altri, e che facilmente arrivano alla codardia; azioni che la personalità difende come azioni giuste e necessarie, perché ‘oggettivamente’ non è possibile far diversamente. Tuttavia l’io sente chiaramente, percepisce il suo limite, la sofferenza che ne deriva, anche se nega, proiettandola all’esterno, questa perdita di energia e l’inevitabile, conseguente cessione.

Il segno, sostanziale della volontà, va valutato nel contesto di appartenenza, anche se necessariamente lede tutte le qualità per questo suo significato di debolezza intrinseca, che quindi porta a fiacchezza psichica, a influenzabilità passiva. Ostacola, in questo senso, il processo stesso di individuazione dell’io, che richiede evoluzione attraverso la differenziazione dell’unicità personale.

  • Fig. 8 – Discendente superiore a 10/10
    Scrittura: discentente

Il caso presentato sopra, dal punto di vista statistico rarissimo per l’intensità del segno in un soggetto di poco più di vent’anni, pone molti interrogativi sul rapporto psiche/soma per questa accentuata discendenza sul rigo.

La discendenza sembra del tutto spontanea in quanto avviene in modo non rettilineo (questo potrebbe essere un indice di errata posizione del foglio sottostante), ma si vede che la brusca caduta iniziale subisce un riallineamento circa a metà riga, in quanto l’occhio a quel punto comincia a percepire l’entità della discendenza e l’io pone in atto un aggiustamento spontaneo del movimento. La personalità del soggetto entra inevitabilmente in uno stato di debolezza e di obnubilamento di coscienza a causa di questa debolezza così marcata.

La scrittura è particolarmente interessante in quanto appartiene a uno di quei casi di figli che uccidono i genitori sulla base di motivazioni difficilmente definibili e che nel codice penale vengono considerati un’aggravante per aver commesso il fatto per futili motivi.