1. Problemi psicologici connessi con la valutazione della personalità

Dato che la grafologia, nei suoi presupposti teorici, ambisce a definire la personalità individuale per mezzo dell’analisi di uno scritto spontaneo, è necessario richiamare alcuni sostanziali problemi connessi con la valutazione della personalità, così come sono emersi dalla ricerca psicologica.

La grafologia, non essendo altro che psicologia applicata allo studio della personalità umana, necessariamente fa propri i problemi relativi alla definizione del campo di studio, alla metodologia di indagine, ai presupposti teorici collegati allo studio della personalità individuale, consapevole che si tratta di uno dei campi più difficili della psicologia.

Il termine ‘personalità, infatti, è necessariamente molto comprensivo e richiede agganci teorici e sperimentali con tutti gli specifici settori di ricerca dell’intera scienza psicologica: potremmo dire che comprende tutta la ricerca psicologica, riferita però all’individuo singolo e all’organizzazione unica dei tratti che lo caratterizzano. La struttura della personalità costituisce un risultato unico e irripetibile, in quanto rappresenta il prodotto di un numero molto grande di variabili antecedenti, siano queste considerate in termini ereditari come ‘geni’ o in termini evolutivi come ‘esperienze individuali.

Caratteristiche della personalità sottoposte a valutazione

Il termine ‘personalità’, come abbiamo già detto, è molto comprensivo ed è impossibile trovare una definizione formale in grado di soddisfare tutti gli psicologi: necessariamente in questo campo entra in gioco una certa arbitrarietà, derivante dal fatto che la personalità può essere osservata da prospettive diverse. Allport, ad esempio, definisce la personalità “l’organizzazione dinamica, in seno all’individuo, di quei sistemi psicofisici che determinano il comportamento e il pensiero che gli sono caratteristici”. (G.W. Allport, Psicologia della personalità, PAS Verlag Zurigo 1973, p. 24) Questa definizione, fortemente concettuale tanto che potremmo considerarla una sintesi psicologica del pensiero del suo Autore, ci ricorda, per mezzo dell’uso del termine ‘psicofisico’, che la personalità non è né esclusivamente mentale né esclusivamente fisica. La sua organizzazione comporta il contemporaneo funzionamento della ‘mente’ e del ‘corpo’ in un’indissolubile unità.

Nelle varie definizioni del termine ‘personalità’ elaborate da diversi psicologi, le caratteristiche che più spesso vengono prese in considerazione e sottoposte a valutazione sono le seguenti:

  • fisico e temperamento, che mettono in evidenza i correlati fisiologici della personalità;
  • intelligenza;
  • disposizioni motivazionali;
  • atteggiamenti sociali (autoritarismo, dispotismo, spirito gregario, ecc.);
  • interessi e valori (cioè il genere di  cose che l’individuo ama fare);
  • tratti espressivi e di stile (indipendenti dal contenuto che viene espresso, quali coerenza, loquacità, costanza, esitazione, ecc.);
  • eventuali tendenze patologiche.

Teorie della personalità: i tratti psicologici e la loro organizzazione

Ma qualsiasi sia l’elenco delle dimensioni, psichiche e non, che noi vogliamo far rientrare nel concetto di personalità, si pone il problema immediato di dare un ordine a tale elenco. In altri termini è necessaria una teoria della personalità per organizzare in qualche modi i tratti relativi alle varie componenti della personalità evidenziate, in quanto la personalità è non solo unica, ma anche strutturata.

Potremmo dire, molto sinteticamente, che in questo settore di ricerca i problemi ancora in fase di elaborazione risultano essere i seguenti:

  • la capacità di identificare le significative unità di cui è composta la personalità (identificazione dei tratti);
  • la capacità di spiegare come queste unità interagiscano tra di loro (organizzazione dei tratti).

L’individuazione dei tratti di personalità

Ammettere l’esistenza dei tratti come unità fondamentali della personalità non significa ancora averli individuati sul piano pratico. Mentre è abbastanza chiara l’aspirazione che costituisce il sottofondo di tale ricerca (individuare specifiche caratteristiche della personalità definibili in modo univoco e che non siano sovrapponibili), tuttavia, come si chiedeva lo stesso Allport, quando si passa sul piano empirico sorge spontanea la domanda: i tratti individuati dai vari psicologi sono disposizioni reali o arbitrarie?

Si comprende bene l’importanza di questa domanda, in quanto allo stato attuale della ricerca psicologica il tratto di personalità è solo un costrutto ipotetico, una congettura che abbisogna di metodi che si sono rivelati ancora inadeguati ad una dimostrazione diretta.

La psicologia della personalità e la ricerca grafologica

Non può sfuggire la profonda analogia tra l’attuale stato dei problemi nel campo della ricerca psicologica per quanto riguarda lo studio della personalità attraverso i tratti e l’elaborazione teorica in campo grafologico. Il pensiero dei vari grafologi costituisce, infatti, attraverso la definizione dei vari segni grafologici, una ricerca finalizzata all’individuazione e definizione  delle varie componenti della personalità umana, ovvero dei tratti di personalità.

Alla base di ogni sistema grafologico troviamo, innanzitutto, la definizione dei segni grafici, cioè “quelle date qualità individuali della grafia umana, che sono indici di qualità umane intellettive, affettivo-attive e somatiche.” (Moretti, T, 41)

Il segno grafologico è, nella sua essenza, una sintesi psicologica di una serie di qualità che, per corrispondere ad un tratto di personalità reale, analogamente a quanto proposto in campo psicologico, deve rispettare queste due condizioni:

  • individuare specifiche caratteristiche della personalità definibili in modo univoco;
  • le caratteristiche individuate non devono essere sovrapponibili.

Ciò significa, in altri termini, che ad ogni segno deve corrispondere un aspetto durevole e identificabile dell’individualità; devo essere certa, inoltre, che non vi siano altri segni, con nomi diversi, che in realtà misurino la stessa qualità.

Le difficoltà che presenta la scienza psicologica nell’identificare le significative unità di cui è composta la personalità, e ancor più l’esistenza di diverse teorie circa l’organizzazione dei tratti di personalità, ci permettono di comprendere come gli stessi problemi si ripropongono anche nel campo grafologico. Chi si accosta alla psicologia della personalità o alla grafologia ansioso di interpretare velocemente la personalità umana, resta inizialmente disorientato di fronte al fatto di dover innanzitutto scegliere una scuola di pensiero o un indirizzo grafologico.

Tale mancanza di accordo tanto in campo psicologico che grafologico, non può in realtà sorprendere quanti sono consapevoli dell’enorme complessità del problema in esame. A questo proposito molti studiosi nel campo della personalità umana, quali ad esempio Jung   e lo stesso Moretti, hanno sottolineato più volte come la psicologia sia una scienza assai giovane.

Girolamo Moretti si colloca all’interno di questa ricerca psicologica: comprendere la personalità e le sue componenti attraverso la definizione dei vari segni grafologici e l’elaborazione di un modello teorico di organizzazione dei tratti individuati.