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Le leggi di fisica e fisiologia scritturale e la coerenza ritmica

Per quanto il settore grafologico-giudiziario abbia l’innegabile svantaggio della non misurabilità matematica dei fattori in gioco, esiste un affascinante settore peritale sperimentale che accerta proprio le possibili variazioni delle fenomenologie grafiche in relazione a quelli che sono i principi fisici e/o neurofisiologici che regolano la scrittura.
Entrare nel campo della sperimentazione permette, quindi, di superare i limiti interpretativi soggettivi e crea un campo dottrinale comune da cui attingere. Per questo la perizia su scrittura non può prescindere dalla conoscenza delle leggi che regolano il movimento grafico sotto l’aspetto della fisica e della fisiologia scritturale.
E’ noto, ad esempio, che il confronto grafometrico tra grafie omografe stese a diversa velocità esecutiva può fornire dei dati contrastanti rispetto a parametri quali l’ampiezza, la pressione, l’inclinazione.

A questo proposito gli esprimenti condotti e diretti dal Saudek hanno evidenziato che l’accelerazione comporta semplificazioni ed accorciamenti del percorso grafico, slancio nelle lunghezze, maggiore coesione, maggiore dilatazione orizzontale, riduzione della cura della forma.

Pertanto, se le comparative autografe sono sufficientemente diversificate in quanto a velocità esecutiva, da consentire la verifica delle modalità individuali di attuazione del principio sopra enunciato (per cui ad un aumento della velocità di stesura corrisponde un aumento dell’interlettera perché predomina il vettore di destra, in modo che anche il calibro diminuisce con l’aumento della velocità), può risultare sospetto un aumento della velocità esecutiva nella grafia di un olografo in verifica che coesista con un’alta definizione grafica e con un rapporto interletterale ridotto rispetto alle comparative date.

La perizia su scritture non può prescindere dalla conoscenza delle leggi che regolano il movimento grafico sotto l’aspetto della fisica e della fisiologia scritturale. Tutte e due le categorie di leggi sono afferenti al metodo peritale ed è proprio l’osservazione fenomenologica della grafia in senso fisico e fisiologico che consente di distinguere tra una scrittura spontanea e una scrittura artificiosa.