Strumenti per l’esame del tratto e del supporto cartaceo

Microscopia

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Stereomicroscopio Motic, dotato di oculari a grande campo (10x) e obiettivi a torretta (2x, 4x), con illuminazione a luce incidente e trasmessa.

Microscopio multi-spettrale Zarbeco (20-40-140x), distribuito in Italia da Forinst s.a.s. (Forensic Instruments), dotato di telecamera digitale a elevata sensibilità a colori, con risoluzione 2 Megapixel (1600×1200 Pixel) e triplice sistema di illuminazione incorporato: sorgente di luce nel visibile, sorgente UV e sorgente IR. Il modulo applicativo software, oltre a consentire la visualizzazione e il salvataggio delle immagini, permette di effettuare delle misurazioni bidimensionali sulle immagini digitalizzate inferiori a 2 millesimi di millimetro. (www.forinst.it)

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Pannello luminoso a luce bianca diffusa, per la visione dei documenti cartacei in luce trasmessa.

Illuminatori addizionali a luce bianca che consentono di operare in forte radenza rispetto al foglio, enfatizzando la rugosità del tessuto superficiale cartaceo, al fine di visualizzare eventuali abrasioni, come pure la profondità dei grafismi, eventuali solchi ciechi, ecc.

Fotocamera digitale Nikon COOLPIX P90, 12.1 Megapixel, 64-6400 ISO, in grado di mettere a fuoco soggetti posti ad una distanza di 1 cm dall’obiettivo.

Scanner ad alta risoluzione Canon CANOSCAN 8800F con sensore CCD da 4800 x 9600 dpi (ottici) per elaborazione delle immagini da inserire nell’elaborato peritale dimostrativo.

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Microscopia3

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La dott.ssa Lidia Fogarolo è laureata in psicologia e specializzata in grafologia. Si occupa principalmente di problematiche legate alla verificazione di scritture tramite l’analisi e il confronto di automatismi grafici aventi valore probatorio di certa identificazione.

La strumentazione indicata ha lo scopo:

  • di distinguere un’inchiostrazione autografa da una riprodotta;
  • di accertare l’integrità del supporto cartaceo, in modo da escludere eventuali manomissioni dei documenti in esame;
  • di portare a forte ingrandimento particolari grafici che evidenziano l’esistenza di automatismi sottili, diffusi, istintivi e insoliti;
  • di ricercare l’eventuale presenza di ritocchi, ripassi e giustapposizioni di tracciato, verificandone la compatibilità con le scritture autografe;
  • di rendere nuovamente visibili tracciati camuffati, cancellati, ricoperti o trasformati mediante aggiunte parziali.

Le immagini raccolte tramite la strumentazione indicata e riportate nella perizia costituiscono le prove tecniche a fondamento del giudizio peritale espresso.