Compatibilità matrimoniale

La tipologia junghiana e il problema della compensazione psichica nella grafologia applicata alla compatibilità matrimoniale

 

In linea di massima:il pensiero rimpicciolisce il tracciato e lo concentra;il sentimento lo ingrandisce, lo dilata e lo addolcisce; la sensazione lo appesantisce e lo stabilizza; l’intuizione lo alleggerisce, conferendogli movimento, ritmo e talora instabilità.”

(A. Teillard, L’anima e la scrittura, Boringhieri, p. 85)

Analizzare la compatibilità di coppia necessita di un lavoro teorico e pratico non indifferente. Per questo inizio con la presentazione di una sintesi dei temi che verranno affrontati e di quali sono i presupposti teorici a cui faccio riferimento.

La formazione professionale del grafologo viene investita di un problema che va certamente al di là della dimensione puramente psicologica. Infatti, benché il problema della compatibilità sia applicabile a diversi livelli di interazione umana e molti dei concetti presentati in questo lavoro siano applicabili anche alla compatibilità nel lavoro o nell’amicizia, nessuno di questi rapporti arriva minimamente al grado di intimità richiesto dal matrimonio. Si tratta di un’intimità fisica intesa non solo nell’ovvio senso di presupporre delle relazioni sessuali, ma intimità fisica nel senso che due persone si trovano a vivere molto vicine nello stesso spazio fisico – molto spesso angusto – con conseguenti problemi che a volte hanno più a che fare con l’etologia che con la psicologia. Numerosi esperimenti eseguiti con animali hanno messo in luce come troppa vicinanza fisica possa originare dell’aggressività che dipende dallo stress di non avere uno spazio fisico adeguato, e non necessariamente da particolari aspetti della personalità incompatibili. (1)

E anche quando noi consideriamo il rapporto di convivenza solo dal punto di vista psicologico, non dobbiamo dimenticare che esso è sottoposto ad enormi trazioni che non riguardano direttamente la compatibilità: le eccessive aspettative da parte femminile riversate nel matrimonio come fonte di realizzazione personale, lo scarso investimento maschile a livello emotivo, sono aspetti che possono essere vissuti come specifici della coppia che vive il problema, mentre in realtà sono generalizzabili ampiamente in quanto dovuti a diversità di genere. (2)

Venendo ora al nostro specifico tema relativo all’analisi differenziale di due distinte personalità e alla previsione dell’interazione che verrà a determinarsi, possiamo dire che la grafologia parte da un presupposto psicologico molto semplice: la somiglianza crea comprensione, la diversità crea attrazione.

Quando nella coppia le scritture sono molto simili, a volte quasi uguali, possiamo ipotizzare una buona intesa, una comprensione profonda, una vita fondata su valori comuni, basata sulla reciproca ammirazione e stima. Ciò che sicuramente viene a mancare, invece, è l’attrazione fisica profonda, il cosiddetto fascino. Il fascino, come sappiamo dalla psicologia analitica, è uno stato d’animo che nasce quando riconosciamo all’esterno qualità psichiche particolari di cui siamo privi, o, più esattamente, che giacciono sepolte nell’inconscio.

Pertanto è la diversità che crea attrazione fisica, che è in grado di mobilitare le risorse interiori di una persona per la conquista. Il desiderio fisico, la passione, si accendono proprio nella discordanza di qualità.

Anche la diversità crea però i suoi problemi: la grafologia analizza qualitativamente le diversità in gioco, valutando, ai fini della durata piuttosto che dell’intensità del sentimento, se sono diversità che in qualche modo si completano, se sono invece diversità destinate a urtarsi e a diventare fonte continua di conflitti, o se si tratta semplicemente di diversità destinate a lungo andare a generare indifferenza per incomprensione. Nel vissuto di coppia, queste sono sfumature che emergono gradualmente.

Il punto chiave è che il fascino, l’attrazione, ruotano intorno alla percezione della diversità, di quella diversità che ci completa. Il concetto stesso di fascino, perciò, sottintende il concetto di carenza: all’individuo piace ciò che completa in qualche modo le sue deficienze.

Per comprendere a fondo i problemi teorici che ruotano intorno a questa concezione dinamica di compensazione psichica è necessaria un’ulteriore precisazione.

La grafologia è una scienza che ci porta alla definizione della personalità individuale, questo prodotto evolutivo così complesso e ancora così misterioso, che rappresenta la nostra forza, ma anche il nostro limite più grande. Infatti, paradossalmente, più ci differenziamo e più restiamo incompleti. Io sono così: molto intuitiva, oppure ho un cervello eccezionale per pensare. Ma ogni nostro punto di forza contiene in sé il suo limite: secondo la brillante descrizione dei rapporti di opposizione delle 4 funzioni psichiche elaborata da Jung, più sono intuitiva, ad esempio, più è vaga la mia osservazione puramente esteriore della realtà esterna. Sono funzioni opposte!

Di solito noi non cerchiamo le persone con la funzione dominante opposta: troppa distanza crea incomprensione, indifferenza o disprezzo. Però in un modo che procede a livello totalmente inconscio, cerchiamo la persona che ci completi, completi i nostri limiti, e per questa siamo in grado di ‘perdere la testa’, provare cioè una passione che scavalca qualsiasi anticipazione razionalistica a proposito di chi avevamo previsto sarebbe andato bene per noi.

Già questo presupposto, da solo, se non viene portato a livello cosciente, crea le condizioni per una certa infelicità: io cerco, ho bisogno di chi è diverso da me, e nello stesso tempo posso provare irritazione se l’altro non agisce sempre come vorrei io, cioè secondo il mio modo di vedere.

E’ un equilibrio molto delicato, che richiede di integrare tutte e due le dimensioni: una base di somiglianza per la comprensione, una base di diversità per l’attrazione.

Volendo ancora approfondire i presupposti teorici connessi con la ricerca e l’analisi della compatibilità matrimoniale, bisogna osservare che il concetto di compensazione psichica necessariamente presuppone il fatto che esista in ognuno di noi una totalità psichica interiore come realtà dinamica inconscia: io non potrei cercare qualcuno che mi compensi, che possa allargare i miei limiti, se non avessi a livello inconscio interiore una totalità psichica (il Sé di Jung) che tende a compensare le unilateralità della coscienza.

Questo presupposto ha delle importanti applicazioni di carattere etico per il consulente, il quale solo ponendosi in una prospettiva di comprensione aperta all’infinita varietà delle manifestazioni vitali, può tentare di scoprire che cosa l’inconscio, la parte più profonda del soggetto in esame, sta dicendo di se stesso attraverso la sua scelta sentimentale. La grafologia applicata può vedere le ragioni della compatibilità o incompatibilità, la presenza o meno di fascino e di attrazione fisica, può vedere anche quale dei due partners sta conducendo il gioco e con che risorse lo sta conducendo, però di questa conoscenza bisogna fare un uso consapevole. Quello che riesco a vedere come osservatrice esterna non deve farmi dimenticare tutto quello che non è visibile, che è la parte più importante dell’intero processo: non vedo quale direzione evolutiva sta portando la persona a fare determinate scelte, non posso cogliere con il solo strumento grafologico le sue ragioni più profonde. Ad esempio, di fronte ad una scelta per forte somiglianza, posso certamente capire che la persona rifugge dal fascino, dall’attrazione fisica e preferisce, ha bisogno, almeno in questo momento della sua vita, di una persona dell’altro sesso che le faccia da specchio riflettendo le sue qualità e i suoi valori dominanti. Interferire in questa scelta con giudizi di valore può essere assai pericoloso, in quanto crea una sensazione di insicurezza soggettiva circa le scelte che provengono dall’inconscio. Nell’esempio considerato, possiamo chiederci: rifugge dal fascino perché ancora non sente la differenza, è immaturo, insicuro, piuttosto narcisista, o sta dimostrando con questo un aspetto razionalistico ben consolidato o rigido, deciso a non perdere la testa per questioni affettive svalutate a scopo difensivo?

Il processo di scelta del partner, come anche quello delle amicizie, procede a livello inconscio in modo estremamente complesso, fortemente organizzato, personale e perciò unico. Lo stesso Freud scriveva ad un amico: “Quando prendo una decisione di scarsa importanza ho sempre trovato utile considerarne prima tutti i pro e i contro. Invece nelle faccende vitali, quali la scelta del compagno per la vita o la scelta della professione, la decisione è meglio che venga dall’inconscio, da un luogo che è profondamente sepolto in noi. Nelle decisioni importanti destinate a coinvolgere tutta la nostra vita, dovremmo farci governare, io penso, dalle esigenze interne più profonde della nostra natura.” (3)

In altri termini, non è possibile considerare le scelte affettive solo in base al criterio della compatibilità, per quanto sensato e ragionevole possa essere questo, ma diventa fondamentale fare appello anche alla capacità interiore di decidere. (Per questo per me sono insensate domande quali: tra queste due persone, quale è quella più adatta a me? Probabilmente nessuna, anche senza fare l’analisi grafologica. Come è possibile che due persone siano intercambiabili in un campo tanto intimo?) Al limite, è sicuramente meglio sbagliare convinti, piuttosto che fare qualcosa perché ce l’ha detto un altro, per quanto esperto possa essere. Dalle scelte fatte in prima persona, perché intimamente convinti, si impara sempre qualcosa. Inoltre non è possibile, e nemmeno auspicabile, attraverso una conoscenza puramente razionale, bloccare un’esperienza attivata dall’inconscio.

Le persone spesso si sentono vittime passive di una scelta sbagliata avvenuta per mancanza di adeguata informazione. A mio avviso, però, è sempre meglio rovesciare il problema: perché sono rimasta affascinata da un mitomane, o da un avventuriero, o da un pedante? Quale era la ragione profonda del fascino che esercitava su di me questa persona? Dove stava il suo potere di seduzione?

Io credo che questo sia il punto principale relativo alla compatibilità matrimoniale: nelle nostre scelte affettive mettiamo a nudo la nostra parte più intima, più vulnerabile, ma anche manifestiamo verso quale direzione ci sta spingendo l’inconscio, qual è la dimensione psichica ancora inconscia che richiede una integrazione consapevole.

Il fatto di restare affascinati, restare sedotti, segnala quale nostra carenza sentiamo il bisogno di colmare attraverso l’altro e getta ampia luce sulle nostre tendenze evolutive più profonde: chi siamo, cosa cerchiamo, in quale direzione ci stiamo evolvendo. A queste domande la grafologia può dare qualche risposta interessante.

L’applicazione pratica di questi concetti rende il problema della compatibilità uno dei più affascinanti della grafologia perché vede l’individuo nella sua ricerca interiore e nelle sue scelte più autentiche in quanto ampiamente inconsce, con rivelazioni a volte sorprendenti, come vedremo nei casi pratici che esamineremo più avanti.