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Disposizioni sentimentali, affettive e sessuali nella personalità

Le disposizioni del sentimento, molto semplicemente, si riferiscono a quella funzione della psiche che fornisce informazioni mediante i suoi toni affettivi intorno al valore delle cose. Sono i sentimenti che mi dicono se una cosa è accettabile o piacevole, se è valida per me. Per effetto di questa funzione, è impossibile percepire senza  avere una certa reazione affettiva. Ciò che caratterizza l’esperienza, in  termini soggettivi, è il grado di tonalità affettiva presente, più o meno intenso, e la percezione di piacevolezza/spiacevolezza, che determina la successiva polarità fatta di attrazione/rifiuto e avvicinamento/allontanamento.

L’attribuzione di valore costituisce evidentemente una funzione psicologica di orientamento assai importante e le persone che si distaccano dai propri sentimenti e dalla propria base emotiva lamentano un senso di vuoto e di assurdo, la mancanza di un punto di riferimento: questo vuoto infatti è reale, perché provocato da un generale impoverimento della personalità. Il senso del Sé, come già intuiva chiaramente Moretti quando affermava che il fondamento dell’uomo è costituito dalla parte affettiva, può essere fondato saldamente solo sulla verità, sull’autenticità dei propri sentimenti.

Ma accedere alle disposizioni sentimentali individuali non è un percorso facile, in quanto i sentimenti sono quanto di più ovvio esiste all’interno di noi e nello stesso tempo costituiscono un terreno arduo da esplorare, perché difficile da oggettivare anche nei suoi aspetti consapevoli; mentre la parte oscura, non consapevole, risulta inavvicinabile direttamente in quanto viene percepita come inquietante, illogica e per nulla significativa nel processo decisionale ‘razionale’. Noi non ci conosciamo se non superficialmente e temiamo di avventurarci in situazioni strane, insolite, che possono sollecitare risposte emotive imprevedibili di cui abbiamo paura, perché ci parlano di parti di noi che non riconosciamo e che preferiamo quindi proiettare al di fuori di noi.

In realtà i sentimenti, che sembrano quanto di più irrazionale e imprevedibile possa esistere, tali da non consentire un approccio realmente analitico, rispondono ad orientamenti di fondo della psiche umana che possono essere compresi se vengono autorizzati ad essere sentiti e quindi riconosciuti come tali. Altrimenti l’io decide che i sentimenti sono sbagliati, non vanno ascoltati, perché  porteranno solo morte e desolazione, con conseguente dissociazione interiore.

Dal punto di vista della psicologia analitica la negazione, la svalorizzazione e pertanto la conseguente immaturità della funzione del sentimento individuale costituisce uno dei problemi principali della nostra cultura. Questo è dovuto non solo alle oggettive difficoltà di scoperta del proprio mondo interiore e di attivazione di un percorso introspettivo graduale, ma anche al fatto che i sistemi educativi in genere, impostati sull’acquisizione di certi modelli culturali a servizio dell’adattamento, incoraggiano le persone a distaccarsi dai propri sentimenti e dalla propria base emotiva e a privilegiare l’interpretazione del proprio vissuto secondo i modelli mentali proposti. In questa epoca in particolare gli esseri umani vivono una lacerante contraddizione tra ciò che sentono essere vero e ciò che giudicano essere giusto, con la conseguente difficoltà a determinarsi ad agire in quanto, se è presente questa scissione, inevitabilmente, per ogni decisione presa  permane nell’io la sensazione di aver lasciato fuori qualcosa di troppo importante.

E anche se sembra che siano gli uomini i più portati a ignorare o sopprimere i valori di sentimento, le donne non vivono un grado di conflittualità minore perché, anche se sono in genere più consapevoli del loro sentire, hanno grosse difficoltà nell’accettare di vivere i loro sentimenti autentici, determinando così le condizioni necessarie per cui i reali sentimenti siano sempre misconosciuti, negati o rimossi.

L’approccio grafologico allo studio della funzione di sentimento individuale parte da alcuni presupposti psicologici generali:

  • le disposizioni del sentimento costituiscono la base della personalità individuale, che le utilizza in modo ampiamente inconsapevole, segnalandone l’esistenza attraverso vari strati di emozioni e di razionalizzazioni;
  • ogni struttura di personalità esprime uno specifico modello di disponibilità e di reattività del sentimento, cioè di predisposizione ad agire in un determinato modo, indipendentemente dai contenuti coscienti espressi.

Questo nucleo strutturato di natura motivazionale connesso con l’attribuzione di valore influenza la parte consapevole dell’io in modo diretto, se l’io è inconsapevole dell’esistenza di questa parte di sé, o in modo mediato se esiste una qualche forma di autoconsapevolezza. Infatti la mente consapevole può interagire con le disposizioni sentimentali in modo da restringere, allargare, mediare, posticipare, tentare di reprimere, eludere in parte, le esigenze del sentimento solo se è in grado di riconoscerle; altrimenti le vive in automatico.

Moretti usava il termine ‘sentimento’ spesso in senso filosofico, con il significato di opposto a ragione, attribuendo al primo l’assoluta priorità nella determinazione del comportamento umano.

Tuttavia in questa breve presentazione useremo il termine in senso molto più ristretto e più propriamente psicologico: vale a dire cercheremo la corrispondenza tra le disposizioni della psiche viste nei segni grafologici e le conseguenti modalità espressive del sentimento individuale, tenendo presente che la stessa distinzione tra disposizioni sentimentali, affettive e sessuali resta un pochino artificiosa, in quanto rappresenta una differenziazione dell’unico bisogno umano di porsi in relazione con ciò che altro da sé, per sostenere o espandere i confini dell’io.