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1. Modalità psicologiche e grafologiche dell’affettività

Moretti definisce l’affettività “quella spinta che ci trasporta verso gli altri in un’effusione di gioia e di sacrificio per mezzo della simpatia.” “La simpatia non si può concepire senza ammettere due punti fra coloro che simpatizzano: in un punto debbono unirsi tutte le somiglianze, nell’altro tutte le discrepanze.” “La discrepanza serve ad attirare, la somiglianza a congiungere.” (T, 339)

La simpatia, dunque, considerata sotto qualunque forma, attrazione fisica, attrazione intellettuale o spirituale, è quella che suscita l’affettività: si tratta necessariamente di un sentimento benevolo che ci porta ad essere fuori di noi. Infatti, dice ancora Moretti, “Tutta la mimica dell’affettività non ha alcun movimento proprio dell’indietreggiare, ma sempre del procedere libero, oppure del piegarsi sotto la foga del cuore.” (T, 341) Grafologicamente, indice del procedere libero è la scrittura Fluida, mentre indice del piegarsi sotto la foga del cuore è la scrittura Pendente.

Affettività fluida

a La prima basilare condizione di espressione libera di ciò che si è, e dunque anche dei propri sentimenti, è data dal segno grafologico Fluida, perché è indice “di spigliatezza e di spontaneità in tutte le cose, sicché l’esterno corrisponde all’interno” (T, 336). È un segno accidentale, quindi non può essere indice di profondità di sentimento o di costanza nell’ affetto, (che dipendono da altri segni), ma solo di naturalezza nell’espressione di sé e nell’ascolto. E quindi, inevitabilmente, include anche l’efficacia nell’azione che si intraprende, compresa quella data dall’esprimere se stessi per agganciare l’altra parte, perché in modo intuitivo è stata verificata la corrispondenza tra il proprio sentire e quello dell’altro. Il segno Fluida, in quanto indice della spontaneità e della naturalezza del sentimento affettivo, proprio per queste sue caratteristiche, “può risvegliare simpatie forti alle quali non resterebbe insensibile”. (T, 341)

Va sottolineato che un minimo di fluidità è la condizione necessaria perché la personalità sia in grado di stabilire relazioni vissute come spontanee, quindi in grado di attenuare il senso di solitudine dell’io.

In caso contrario, dato che nessuno può vivere senza tentare di relazionarsi in qualche modo, la mancanza di fluidità può spingere l’individuo a forzare, per compensazione, le situazioni in modo da realizzare comunque una forma di scambio. La scelta di una specifica compensazione messa in atto dipende anch’essa dalla struttura di personalità presente: forzare, pretendere, implorare, umiliarsi, ricattare, manipolare, ecc. sono tutte forme che subentrano quando il movimento spontaneo, che è sempre il più efficace, viene a difettare.

  • affettività spontanea da scrittura Fluida
    Scrittura: affettività spontanea da scrittura Fluida

Affettività pendente

Il movimento di piegarsi sotto la foga del cuore, invece,  appartiene al segno Pendente, che nella grafologia morettiana è indice dell’affettività che tende all’abbandono e porta l’individuo ad associare la propria personalità con quella della persona amata. Per queste sue particolari caratteristiche, il segno Pendente diventa il segno dell’affettività che, dove ha simpatia, si attacca con una costanza e una forza straordinarie. E’ una forma particolare di affettività che prende le forme dell’altruismo, mentre non tende che a soddisfare se stessa. All’affettività, infatti, che cosa importa? Io ti voglio bene, ma tu mi devi ricambiare. E’ qualcosa di diverso dall’altruismo, però il segno Pendente, per quel certo grado di masochismo che  comporta (dice Moretti che il soggetto ha la spinta a voler essere tormentato, “a soffrire le malvessazioni della persona amata, le stranezze, le prepotenze”) (Sc, 130), dà la disposizione al sacrificio.

Sopra i 45° il segno Pendente diventa l’espressione dell’affettività languida con tendenza all’abbandono e alla malinconia. Facilmente ne conseguono stati d’animo depressivi, in conseguenza di qualche disinganno affettivo cui sono predisposti coloro che hanno questo segno, per questa disposizione all’affezione senza ponderazione che piega subito il cuore all’affettività.

  • affettività di abbandono da scrittura Pendente
    Scrittura: affettività di abbandono da scrittura Pendente

Oltre ai segni dati, rispettivamente indici di affettività che procede liberamente (fluida) o si piega sotto al foga del cuore (pendente), Moretti considera un terzo movimento, caratterizzato da un’accentuazione della spontaneità: il segno Slanciata.

La scrittura Slanciata, per definizione, è quella stesa con avventatezza, e l’avventatezza, in questo caso, dipende dalla natura passionale del soggetto scrivente. È chiaro che, in caso di simpatia, per le caratteristiche stesse della personalità Slanciata, il sentimento viene spinto all’esagerazione, perché il sentimento non risponde alle mezze misure, quindi viene vissuto subito come intenso. Moretti scrive che “arriva al colmo dell’espressione fin dall’inizio. Si può dire che non abbia preamboli.” (T, 341 ) Il calore e la passione che appartengono allo slancio suscitano facilmente una risposta affettiva dall’altra parte, ma il tutto rischia di “fondarsi su motivi formati dall’entusiasmo di un momento o sopra motivi veramente materiali, per cui potrebbe estinguersi quando la ponderazione entrasse al comando.” (ib.)

  • affettività impulsiva da scrittura Slanciata (Cesare Pavese)
    Scrittura: Cesare Pavese

Sempre in relazione alle modalità espressive dell’affettività determinate dalla presenza di specifici segni grafologici, consideriamo ora i segni che si oppongono al procedere libero del movimento di relazione necessario per l’espressione dei propri sentimenti.

Distinguiamo tra segni che indicano un movimento di inibizione dell’affettività dai segni che rendono l’individuo piuttosto freddo. Nel primo caso i sentimenti, anche se intensi, vengono controllati più o meno rigidamente nella fase espressiva; nel secondo caso i sentimenti stessi sono tiepidi, per le ragioni più diverse.

Tra i segni di inibizione troviamo, in primo luogo, Dritta, che quando è intenso inibisce l’espressione dei sentimenti perché l’individuo non vuole perdere i propri confini, la centratura totale nel proprio io; provare affettività, manifestare affettività, viene vissuta come una debolezza e quasi con un sentimento di vergogna. Quindi l’io ha bisogno che l’altra parte, in qualche modo, gli permetta di ‘perdere la testa’, cioè il controllo.

Il segno grafologico Austera, che partecipa del segno Dritta, accentua la tendenza all’introversione, alla concentrazione nell’io, alla separazione, alla esagerazione di giustizia e quindi porta un’analisi meticolosa in merito alla liceità del sentimento stesso, affondando  l’affettività  in un mare di norme e confini.

Il segno grafologico Recisa, per motivi totalmente diversi, inibisce il movimento affettivo perché tende alla stroncatura, recidendo involontariamente anche i legami, in quanto è a totale servizio dell’io individuale, nei tempi, nelle modalità  e nei contenuti.

Il segno grafologico Rovesciata, caratterizzato dalla tendenza e dal gusto per la contraddizione, porta a forme affettive basate sullo stuzzicare, sul provocare: questo perché l’individuo sente il bisogno di relazione, perciò ricerca le occasioni di incontro e si propone attivamente, ma ha difficoltà nel fidarsi. Porta a forme di frigidità connesse con la difficoltà alla cessione in quanto tale.

Altri segni, invece, vengono definiti freddi da Moretti.

Il segno Aste rette, indice di inflessibilità e di rettitudine, quando è dominante, quando non lascia spazio ad un minimo di accomodamento (Aste con il concavo a destra), rende il sentimento duro, freddo, egocentrico.

Il segno Staccata, in quanto porta l’analisi esagerata dei propri e degli altrui sentimenti, è  sottoposto al predominio della parte intellettiva: conduce ad una pignoleria che congela l’affettività.

Il segno Parallela dà la tecnica fredda. L’affettività c’è, ma sempre come obbligo: io ti voglio bene, ma tu mi devi ricambiare. E quindi l’individuo guarda alla relazione con modalità di precisione tecnica nello scambio. Inoltre, per coprire il vuoto interiore, tende ad esagerare in senso esteriore il trasporto e la sostanza che ha.

Minuta e Minuziosa diminuiscono l’affettività per troppo esame dei particolari.

Accurata porta sempre a freddezza a causa della ricerca dell’effetto e della compitezza che utilizza forme di adulazione verbale. Chi ha il segno Accurata finché è in via di conquista si attiva per mettere in campo una serie di manifestazioni affettive basate sull’esteriorità; quando ha conquistato, allora torna il predominio della vanità cui è soggetto.

Altri segni possono accentuare o colorare le manifestazioni affettive in modi diversi.

Curva favorisce l’estrinsecazione del sentimento affettivo sotto forme di dolcezza e di tenerezza. La scrittura angolosa dà l’affettività tinta di passione: angolo A per sentire l’eccitamento, angolo B per l’attaccamento alla passione.

Intozzata I modo rende il sentimento egocentrico e conduce a quelle forme di prepotenza, per cui il soggetto pretende il sacrificio completo dell’altra parte, in fedeltà come in dedizione, e la completa libertà per quanto riguarda se stesso.

Filiforme, indice di delicatezza di sentimento, per tendenza indica più spirito che materia, per cui c’è una impossibilità ad adattarsi a manifestazioni rudi o troppo materiali. Al contrario il segno Grossa (o Marcata) appartiene alla materialità che ha bisogno di porre nell’azione tutta la sua poderosità: esclude la delicatezza ma non la tenerezza.

Il segno Disordinata porta ad una affettività condizionata dagli impulsi del momento, per cui l’individuo può passare dal fervore all’indifferenza, senza nessun motivo apparente se non quello della disposizione interiore alla labilità affettiva.

Il movimento affettivo, sia pure catalogabile nelle sue forme espressive, resta comunque un’esigenza umana del tutto imprevedibile nei suoi contenuti, vale a dire nelle sue simpatie reali.

Ad esempio Secca, indice di avarizia materiale, è un segno che dà freddezza con tutti, per cui la personalità sembra indifferente ad ogni manifestazione affettiva; ma dove prova attaccamento passionale è in grado di dilapidare tutti i beni che ha.

Racconta Luisetto che a coloro che per presunzione o per menzogna di apparire forti si dichiaravano insensibili a questi sentimenti, Moretti desse un’occhiata di compassione dicendo: “Aspetti di incontrare il tipo adatto e vedrà come perderà la testa.” (L, 70)

La tendenza all’affettività è insita nella natura umana e risponde semplicemente alla logica del “mi piace” o “non mi piace”, basata tanto sugli aspetti fisici quanto su quelli spirituali emergenti da quelli fisici: un incontro di differenze specifiche che si completano, ovvero qualità discrepanti capaci di integrarsi vicendevolmente.