Le differenze di genere

Un esempio di come sia necessaria un’approfondita formazione specialistica per contestualizzare il significato dei segni grafologici: in questo caso, parliamo del segno Staccata.

L’eccesso di analisi

Nel campo delle neuroscienze, molte scoperte rivoluzionarie sono oggi possibili grazie alle tecniche di neuroimaging, non solo perché consentono una rappresentazione dettagliata del cervello, ma anche perché contribuiscono a spostare l’attenzione dalla dimensione anatomico-molecolare dei processi neuronali a quella sistemica, di network. Per questo lo studio del «connettoma», inteso come l’insieme di tutti i collegamenti esistenti tra i neuroni in un cervello, è considerato la nuova sfida delle neuroscienze

In questo ambito di ricerca va collocato uno studio pubblicato il 2 dicembre 2013, Sex Differences in the Structural Connectome of the Human Brain, condotto da alcuni ricercatori del Dipartimento di Radiologia presso la Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania, che ha contribuito a gettare luce sulla difficoltà che hanno le donne a trasformare i loro pensieri in azioni[1].

Questi ricercatori hanno scoperto che esistono differenze fondamentali tra il cablaggio neurale («neural wiring») che caratterizza il cervello maschile e quello femminile:

  • quello maschile è caratterizzato da una maggiore connettività neurale tra la parte anteriore e quella posteriore, all’interno di ogni singolo emisfero;
  • mentre in quello femminile esiste una maggiore connettività neurale tra l’emisfero sinistro e destro.

Proprio perché il cervello maschile ha un collegamento diretto fra le percezioni e i movimenti che coinvolgono i muscoli, può sfruttare una rapidità maggiore nel processare le informazioni associandole a una risposta motoria. Mentre nel cervello femminile non c’è questa immediatezza a determinarsi perché il cablaggio è generalmente maggiore tra gli emisferi sinistro e destro: questo tipo di connettività cerebrale da una parte facilita la comunicazione tra la parte analitica e quella intuitiva, consentendo quindi un’elaborazione mentale degli eventi più articolata, dall’altra richiede un tempo maggiore nell’elaborazione di una risposta motoria.

Queste informazioni sono state tradotte in spettacolari immagini grazie a una tecnica speciale di risonanza magnetica che ha permesso di visualizzare il diverso percorso seguito dagli impulsi elettrici.

Fig. 1 – Il cervello maschile e femminile in azione: la mappa della connettività cerebrale

Tenendo conto di questa differenza, che dalle donne viene vissuta spesso come carenza decisionale, cioè come una forma di disagio più che un’opportunità e una differenza evolutiva da mettere in gioco come risorsa, è necessario reinterpretare segni quali la tendenza all’analisi, data dal segno Staccata, e la tendenza a un eccesso di ragionamento, data dal segno Larga tra parole sopra media, in una prospettiva di genere.

Nel cervello maschile, ogni pausa decisionale – volta a inibire il movimento istintivo che porterebbe la percezione a connettersi immediatamente all’azione – può avere un valore di compensazione rispetto a una tendenza che l’uomo stesso, a volte, percepisce come troppo veloce, e per questo soggetta a diversi errori interpretativi.

Se, invece, lo stesso movimento lo mette in atto una donna, assume un valore diverso:

– innanzitutto ostacola la risorsa femminile, data dalla capacità di attingere a più fonti di informazione tramite il movimento intuitivo (che è comunque movimento, come è ben visibile nella mappatura dei due emisferi cerebrali quando sono in azione per risolvere dei problemi);

– inoltre, rallenta ulteriormente il processo decisionale e la conseguente risposta motoria.

Pertanto, l’eccesso di analisi nelle scritture femminili, anche se può avere le cause più diverse, non è «creativo» per la donna. La difesa data dalla frammentazione analitica, molto spesso, è messa in atto proprio per non vedere o non sentire troppo: scollegandosi dalla sua abilità fondamentale, che è quella di cogliere le relazioni tra le cose, blocca anche quelle comprensioni troppo dolorose da reggere.


[1] «Sex Differences in the Structural Connectome of the Human Brain», December 2, 2013 in the Proceedings of National Academy of Sciences. https://www.pnas.org/content/111/2/823

«I risultati stabiliscono che il cervello maschile è ottimizzato per il cervello intraemisferico e quello femminile per la comunicazione interemisferica. Le traiettorie evolutive di maschi e femmine si separano in giovane età, dimostrando ampie differenze durante l’adolescenza e l’età adulta. Le osservazioni suggeriscono che il cervello maschile è strutturato per facilitare la connettività tra percezione e azione coordinata, mentre i cervelli femminili sono progettati per facilitare la comunicazione tra modalità di elaborazione analitica e intuitiva».

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I libri dedicati allo studio delle differenze di genere scritti con Giuseppina Morrone, psicologa transpersonale.

Proprio perchè aiutano a capire le problematiche maschili e femminili che si riflettono nella scrittura, sono un ausilio indispensabile nella comprensione della personalità tramite l’indagine grafologica.

Perché l’Anima sceglie un percorso così duro come quello dell’incarnazione che prevede non solo il confronto con il piano istintuale, apparentemente così lontano dallo spirito, ma anche la sfida rappresentata dalle differenze di genere? Può essere solo l’effetto di una «caduta»?

L’intuizione che sta avanzando, iniziata sotto forma di ricerca scientifica all’inizio del Novecento, è che sia presente all’interno di questo zoccolo duro un nucleo sapiente che esige di essere riconosciuto in quanto detentore di un significato e di un potenziale di crescita che abbraccia tutto l’essere trasversalmente. Pertanto, non è possibile risalire al senso della propria vita senza di esso.

Questo è il filo conduttore del percorso che ci propongono le due Autrici, interessate a mettere in luce sul piano psicologico, simbolico e religioso, i diversi meccanismi difensivi e creativi che caratterizzano i due generi.

In molte tradizioni religiose l’Anima è vista come l’Uno che contiene al suo interno una dualità. Non si tratta di un pensiero di minoranza, considerata la centralità di simboli quali yin-yang o la stella a sei punte ebraica – composta di due triangoli intrecciati – che sottolineano l’esistenza di due principi uguali e contrari. Questi sono i due Volti dell’Anima, che possiamo chiamare anche energia maschile ed energia femminile.

Sulla Terra la necessità che questi due aspetti entrino in relazione viene resa e oggettivata da un corpo fisico ben preciso, che ha le sue leggi, i suoi ritmi; e la grande attrazione sessuale che esiste fra uomini e donne è l’espressione più concreta della forza che lega le due energie. In realtà, in tutti i piani dell’esistenza – non solo su quello fisico – l’atto creativo e la nascita del nuovo sono legati all’incontro fecondo di queste due energie, che devono agire nel pieno del loro potere cibandosi della differenza.

Tuttavia, affinché avvenga il passaggio creativo, è necessario che le profonde differenze di genere – legate a visioni interiori spirituali che non possono essere oscurate o banalizzate – siano riconosciute. Solo così sarà possibile superare la visione duale oppositiva che ci ha fortemente condizionato finora.

Se non avviene nella realtà un profondo amore tra gli uomini e le donne, vuol dire che l’Anima – che si esprime attraverso un corpo – è ancora oscura a se stessa, ha ancora parti in ombra che nega e che proietta.