Interpretazione psicologica della diade altruismo/egoismo

    Uno dei più grossi scogli che si presenta al grafologo morettiano è connesso con l’interpretazione del segno Curva, indice di altruismo, non tanto per le difficoltà di misurazione oggettiva del segno in se stesso (che consiste, sostanzialmente, nell’assenza di angoli, di stentatezze, di marcature), quanto per la difficoltà di cogliere la risultante psicologica comportamentale che caratterizza ogni specifica personalità esaminata lungo il continuum dato dai due poli altruismo-egoismo. Questa difficoltà è dovuta al fatto che nell’interpretazione della diade curva-angolosa si sovrappongono una serie di significati non adeguatamente esplicitati.

    Innanzitutto va precisato che Moretti utilizzava i termini curva e angolosa sia per riferirsi a specifici segni grafologici (Curva, Angoli A, Angoli B, Angoli C), sia per fare riferimento a due categorie fondamentali appartenenti al movimento vitale (altruismo ed egoismo), in un gioco di opposizione che sottolinea, però, l’estrema importanza dei due movimenti visti entrambi come necessari. L’importanza di curva e angolosa intese come categorie basilari del movimento, sia esso psichico o fisico, appare nel libro II corpo umano dalla scrittura, dove Moretti sottolinea che “tutti i segni grafologici sono inquadrabili in queste tre categorie di movimento: 1° movimento curvo; 2° movimento angoloso; 3° movimento curvo o angoloso secondo la minore o maggiore intensità del segno.” (CU, 13) Quindi, come afferma Luisetto nell’introduzione all’opera stessa, ogni essere umano è segnato in modo determinante da queste due passioni fondamentali, che sono l’altruismo e l’egoismo, e che “Tutti gli altri segni grafologici pur mantenendo il loro significato particolare, entrano e partecipano del movimento curvo o angoloso.” (CU, 9)

    Perché Moretti sottolinea con tanta intensità un principio che – di fatto – non verrà mai utilizzato con questo rigore interpretativo nell’opera dedicata alla grafologia somatica? Questa è la domanda che ci siamo posti per molti anni in quanto è chiaro che con questa esposizione di principio egli intendeva enunciare una verità profonda colta a proposito dell’essere umano: una visione duale fatta di due opposti, curva e angolo, entrambi dotati di un forte potere di catalizzare al loro interno tutte le altre disposizioni vitali della psiche (e del soma), anche sostanziali. Pertanto non va dimenticato che ogni volta che si prende in considerazione il livello di curvilineità e di angolosità di uno scritto si sta facendo appello sia a dei segni grafologici che a delle categorie grafologiche.

    In questa visione il significato psicologico del segno Curva diventa la risultante delle seguenti linee di ricerca:

    • la misurazione della rotondità del tracciato, che risulta inversamente proporzionale alla quantità di angoli, marcature e arresti di varia natura;
    • la valutazione dell’apporto specifico dato da tutti gli altri segni presenti nella grafia, che possono sostenere il movimento altruistico (es. Sinuosa, Slanciata, Aste a destra, Larga tra lettere …) o ostacolarlo in quanto appartenenti al significato psicologico di cura e difesa dell’io (es. Stretta tra lettere, Aste rette …).

    La stessa cosa vale per il segno Angolosa. Il significato psicologico di questa dimensione grafica diventa la risultante delle seguenti linee di ricerca:

    • la misurazione dell’angolosità del tracciato, classificato in Angoli A, Angoli B e Angoli C (movimento egoistico di assalto, resistenza e adattamento apparente);
    • la valutazione dell’apporto specifico dato da tutti gli altri segni presenti nella grafia, che possono sostenere il movimento egoistico in quanto appartenenti al significato psicologico di cura e difesa dell’io, o allentarlo in quanto comunque operano in direzione di una qualche forma di apertura del sentimento. Tanto per fare un esempio, la scrittura di Freud, pur estremamente angolosa, è anche Larga tra lettere sopra media, altrimenti la personalità non potrebbe dare accesso alla varietà dei fenomeni presenti nel reale, che innescano il processo di interrogazione proprio della scienza sperimentale, e la mente si adagerebbe sulle certezze raggiunte in funzione totalmente difensiva.

    Dalla distinzione sopra riportata, appare chiaro che possono esistere personalità che presentano al loro interno una concordanza nei segni e nelle categorie grafologiche di curva o di angolosa, e quindi risultano estremamente polarizzate nei due movimenti risultanti: ad esempio, quando la personalità presenta in alto grado il segno curva, indice, come è noto, di altruismo, e tutti i restanti segni confermano la tendenza alla cessione (larga tra lettere, aste a destra …), l’inevitabile risultato è che quella persona ha una forte sensazione di invasione di confini, di impotenza a realizzarsi nel mondo. Come pure la personalità che presenta la scrittura angolosa, indice di egoismo, senza correttivi in atto, prova una sensazione di chiusura e di mancanza di fiducia nel mondo che diventa veramente opprimente per l’io. Mentre l’ideale grafologico morettiano è quello di una personalità che presenti una adeguata rappresentazione di entrambe le categorie altruismo-egoismo, dato che curva e angolosa sono due poli opposti entrambi necessari alla vita.
    Moretti, come abbiamo già ricordato, ha deciso di attribuire al segno Curva il significato di altruismo e al segno Angolosa il significato di egoismo. Ma mentre non rinuncerà mai a questa contrapposizione duale, la scelta dei termini altruismo-egoismo si rivelerà non sempre o del tutto convincente e gli costerà una serie di sforzi interpretativi, volti a precisare che il significato da lui attribuito ai due termini non è corrispondente a quanto comunemente inteso: non è detto che l’altruismo sia necessariamente una virtù, come non è detto che l’egoismo abbia in sé solo aspetti negativi.

    Per capire le notevoli contraddizioni che la scelta della diade altruismo-egoismo ha comportato, è necessario richiamare in dettaglio il significato grafologico e psicologico iniziale attribuito ai due segni. A Curva, segno sostanziale del sentimento, è stato attribuito il significato primario di bontà d’animo, tendenza all’altruismo, ad effondersi al bene degli altri. Moretti trova necessario precisare che il segno dà solo la tendenza all’altruismo, intesa come spinta a soddisfare le aspirazioni, le domande, i desideri altrui, se ha l’abilità di eliminare gli ostacoli. E con questo “se” Moretti mette le mani avanti circa l’effettiva capacità del Curva di eliminare gli ostacoli. Il segno Angolosa, invece, ha proprio questa abilità di eliminare gli ostacoli: anzi, mettetene uno davanti alla personalità “angolosa” e lo si vedrà – più o meno velocemente – sfumare.
    Tornando al lessico morettiano, il segno angolosa, sostanziale del sentimento, è indice di egoismo considerato come cura dell’io. Qui appare proprio l’originalità della visione di Moretti e il suo sforzo di farla risaltare: “Noi trattiamo dell’egoismo non in un senso illecito, ma sotto l’aspetto della cura dell’io. Che questa cura dell’io passi o non passi i limiti del giusto, ciò riguarderà la misura dell’egoismo … ma non riguarderà la cosa in se stessa.” (T, 62) Il fatto che ci troviamo di fronte ad una visione psicologica originale appare dall’insistenza con cui Moretti rivendica la legittimità di questo suo “egoismo”, ponendolo come punto di partenza non solo per la visione materiale dell’uomo, che deve sopravvivere in qualche modo nel duro mondo del piano terreno, ma anche per la sua visione spirituale, perché il diritto di sviluppare la propria unicità, quindi di mantenere un movimento di definizione e di rispetto dei propri sacri confini, è tanto spirituale quanto l’altro movimento di apertura, cioè di altruismo. Per questo Moretti sottolinea che l’egoismo: “… abbraccia principalmente l’io materiale e l’io spirituale. Mira anche all’io sociale, ma in quanto governato dall’egoismo, preso solo come mezzo per far trionfare (sia pure nei limiti della legittimità) l’io materiale e l’io spirituale.” (T, 62)

    Ciò che appare come logica conseguenza di questa impostazione è che entrambi i poli costituiscono un limite necessario per l’altro, in quanto se uno dei due diventa dominante, la personalità risente di uno squilibrio. Infatti, la massima concentrazione dei segni dell’altruismo non può che dare, come risultante, l’amore impotente; cioè una personalità fortemente carente nella capacità di realizzare qualcosa di concreto, visibile nel mondo, sia esso anche l’altruismo. Questa possibilità viene presentata da Moretti con una serie di termini efficaci, ma pittoreschi (pacioneria, neghittosità) che indicano il movimento di cessione. Al contrario l’angolo, che rientra direttamente nel movimento di assalto (Angoli A) o di resistenza (Angoli B) non rappresenta qualcosa di condannabile in linea di principio, ma solo quando entra in un’accentuazione del movimento di chiusura e di autodifesa personale, in quanto in questo modo blocca ogni possibile espansione a livello dell’io.

    Va detto che Moretti sentiva l’esigenza di una chiarificazione e di una modernizzazione di questi due termini, altruismo ed egoismo. Il fatto che non fosse del tutto convinto in merito a questa scelta appare, ad esempio, nel libro Grafologia pedagogica, dove dimostra di essersi invaghito dei termini “estroversione” ed “introversione”, senza tuttavia comprenderne esattamente il significato. Facendo riferimento al test proiettivo di Rorschach, intuisce un parallelismo inesistente tra la tipologia estroversione ed introversione, e la sua tipologia altruista ed egoista, con il vantaggio di un termine più “scientifico”. In realtà ne viene un pasticcio, in quanto il significato di estroversione, dal punto di vista della psicologia analitica, non ha nulla a che fare con quanto inteso da Moretti con il termine di altruismo; e ancor meno, se possibile, possiamo dire che il termine introversione abbia qualcosa a che fare con l’egoismo. Per fortuna Moretti, dopo aver utilizzato per un po’ questi termini come sinonimi, torna a chiarire l’essenza del suo pensiero: “In altri termini e con parole povere noi vogliamo significare per tipo introvertivo il tipo egoista, per extroversivo il tipo altruista.” (GP, 113). È importante ricordare questa precisazione: ogni volta che compaiono i termini estroversione e introversione, presenti anche nel Trattato, vanno riletti tenendo presente il fatto che Moretti ha attribuito ai due termini una chiave interpretativa errata. Questa ricerca di Moretti di una terminologia più moderna relativa all’interpretazione dei segni curva e angolosa non si è rivelata molto produttiva, per cui alla fine ha preferito mantenersi fedele ad una terminologia magari apparentemente più antiquata, però che sentiva più vicina al suo pensiero.

    Negli ultimi decenni l’enorme sviluppo degli studi di genere ha introdotto a livello concettuale, prima ancora che linguistico, quello che mancava ai tempi di Moretti. Partendo dagli studi della psicologa americana Carol Gilligan, e via via con tutti i recentissimi studi neurologici e ormonali, la dualità altruismo-egoismo può essere reinterpretata come: movimento orientato alla relazione e movimento orientato alla definizione. Questa dualità è particolarmente feconda in quanto è innegabile che nel mondo esiste una imponente manifestazione di unicità totalmente definite nella loro identità, ed esiste una dimostrazione altrettanto imponente di interrelazione, più o meno armonica, di tutte le unicità. Non c’è vita di alcun tipo se non all’interno di questi due movimenti della definizione e della relazione. Questa vale tanto a livello fisico che a livello psichico.

    FIG. 1 – I due movimenti di relazione (interconnessione) e definizione (individuazione)

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    Accenniamo brevemente in questa sede alle interessanti applicazioni degli studi ormonali in merito al movimento di relazione – maggiormente individuabile nelle scritture femminili data la presenza in alto grado dei segni Curva e Fluida – favorito dalla presenza in dosi massicce di estrogeni e ossitocina, tanto che si comincia a ipotizzare che la reazione ritenuta universale di attacco o fuga in caso di pericolo sia solo una parte del repertorio comportamentale possibile, in cui la donna non esplica il meglio di sé. In particolare l’ossitocina (l’ormone che compare durante l’allattamento, il parto, il sesso, gli abbracci e quando si accudiscono i piccoli), che è stato definito anche “l’elisir dell’appagamento”, non solo è una sostanza che infonde benessere, ma secondo alcuni studi aiuta anche a leggere le emozioni sul volto degli altri. Questo ormone pare facilitare la capacità femminile di provare empatia e aumenta la fiducia nel prossimo. Il fatto che molte donne fanno di tutto per evitare il conflitto comincia ad avere una spiegazione di genere: non è necessariamente paura dello scontro, ma interesse per un’altra forma di relazione.

    E anche senza fare appello ad ormoni specifici, è altrettanto evidente la maggiore spinta all’individuazione che caratterizza il genere maschile.

    Così come si presentano i fatti al momento, è chiaro che la neuroendocrinologia risulta non solo un campo di studio estremamente affascinante, ma addirittura indispensabile per cogliere alcune spinte che noi crediamo legate alla personalità, mentre in realtà hanno una forte connotazione di genere; inoltre sono due spinte che, anche se legate ad una dominanza connessa al genere, non dovrebbero presentare una polarizzazione eccessiva all’interno del singolo, pena una forma di squilibrio della personalità, e quindi di conseguente disadattamento, che può essere dovuto ad un’eccessività del movimento di relazione (mi adatto al mondo fino ad annullare la mia unicità) o ad una eccessiva individuazione (coltivo la mia unicità perché il mondo sono io).

    Venendo alla grafologia come strumento di analisi individuale, risulta assai importante partire da questa visione duale: ogni personalità è un sistema dinamico in continua evoluzione che risponde a dei bisogni essenziali strettamente connessi con i due movimenti sopra descritti. Infatti è un sistema che deve esprimere se stesso, vale a dire la sua unicità; quindi ha bisogno di definizione e di confini netti, il che indica energia di individuazione in atto. Ma è un sistema che necessita anche della capacità di stabilire relazioni, in quanto abbiamo bisogno degli altri per la piena realizzazione della nostra unicità.

    FIG. 2 – Unicità e relazione sono due poli in continua alternanza e attrazione reciproca. Quando il sistema ha raggiunto la sua massima definizione, entra in una fase di espansione tramite la sua capacità di stabilire nuove connessioni. L’espansione, a sua volta, necessita di una fase di definizione, altrimenti l’intero sistema entra nel caos.

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    Dando per scontato che le donne sono più competenti nel movimento di relazione, e gli uomini sono certamente più interessati ad un movimento di definizione, torniamo a prendere in considerazione il significato psicologico della diade Curva/Angolosa, cercando di vedere se siano applicabili ad essa i concetti di altruismo, inteso come capacità di stabilire relazioni, e di egoismo inteso come capacità di stabilire una maggiore definizione di sé.

    Invito a leggere quanto riportato nella sezione “Segni morettiani” a proposito di curva e angolosa per verificare la completa corrispondenza concettuale delle due coppie di opposti:

    • Curva (fluida) come indice di tendenza sociale, capacità di adattarsi, di accogliere, attingendo a ricchezze altrui per mezzo dell’incontro di relazione. L’eccesso di altruismo crea adattamento impersonale.
    • L’angolo, indice delle proprietà dell’Io, porta l’individuo a sviluppare la propria individualità nel senso di mantenerla distinta da ogni altra; le sue azioni, perciò, sono azioni di difesa personale. Un eccesso di egoismo orienta la personalità verso un movimento continuo di difesa reattiva precauzionale.

    Quindi la scrittura eccessivamente curva, a causa di un oscuramento del principio di definizione, conduce la personalità ad un adattamento impersonale; mentre la scrittura eccessivamente angolosa, a causa dell’oscuramento del principio di relazione, crea chiusura e parcellizzazione del sistema.

    Il gioco dinamico esistente tra le due coppie di opposti risulta con maggiore evidenza nella tabella comparativa dedicata a Curva-Angolosa: in questa parte abbiamo volutamente mescolato il pensiero di Moretti e quello di Luisetto, al fine di evidenziare come Luisetto, qui come rispetto ad altri segni, avesse capacità logiche e consequenziali che gli consentivano di definire con sicurezza il nucleo interpretativo legato ad ogni singolo segno. Questa capacità di cogliere il significato centrale di ogni singolo segno gli consentiva poi quel lavoro interpretativo rigorosissimo condotto attraverso un gioco progressivo di deducibilità: se Curva vuol dire questo, allora per logica estensione o concatenazione si deduce che … Ed eccolo entrare in una continua estensione e nello stesso tempo precisazione di significato che, partendo dal sentimento, abbracciava tutte le altre dimensioni della personalità, compresa quella intellettiva e morale.
    Nella tabella esplicativa del Curva-Angolosa ho riportato osservazioni di Luisetto da me raccolte nel corso di molti anni, in quanto è un argomento che gli ho proposto e riproposto in un’infinità di occasioni, perché sentivo la difficoltà di padroneggiarlo adeguatamente a livello teorico, e conseguentemente anche a livello pratico. In qualche modo ho sempre intuito che ogni analisi grafologica si poggia sulla comprensione esatta di come questa dualità curva-angolosa, intesa come segni e come categorie, viene risolta a livello individuale, e questa soluzione è unica per ogni personalità, che si destreggia in modo diverso e originale di fronte a queste due grandi spinte interiori che premono al suo interno per essere espresse. Nessuno può vivere senza stabilire relazioni, come nessuno può vivere senza portare in qualche modo la propria unicità nel mondo. Ed ognuno di noi – sia a livello personale che di genere – elabora un modello comportamentale sufficientemente stabile che esprime il suo equilibrio interiore. Chiaramente i casi estremi diventano sempre più facili da essere compresi: quando la personalità cede troppo in favore del principio di relazione, vive la ferita della perdita di unicità, di significato di sé; quando la personalità cede troppo in favore del principio di individuazione, comincia a fraintendere l’importanza dei confini, che diventano confini eccessivamente protesi in difesa della struttura più terrena della personalità, finendo così per inventarsi un mondo a propria misura, per cui tutto deve ruotare intorno a sé e tutto deve confermare il suo punto di vista.

    È ovvio che la maggior parte delle persone si colloca nella fascia intermedia, in cui i due movimenti orientati alla definizione e alla relazione vengono entrambi onorati. Tuttavia per cogliere il movimento risultante individuale, che è l’obiettivo della grafologia intesa come psicologia applicata al singolo, è necessario valutare Curva e Angolosa sia come segni che come categorie. Solo in questo modo è possibile cogliere l’unicità e la complessità del movimento connesso con l’adattamento, con la relazione, con l’individuazione e con la definizione che caratterizza ogni personalità.