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Pubblicazioni

I libri di grafologia scritti da Lidia Fogarolo

manuale di grafologia morettiana

Tratti di personalità nella scrittura. Manuale di grafologia morettiana, di Lidia Fogarolo, Edizioni EMP, Padova 2012, pag. 464.
Il sistema segnico morettiano si presenta unico nel panorama psicologico e grafologico per capacità diagnostica e predittiva, grazie al considerevole numero di tratti di personalità presi in considerazione, tramite i quali è possibile risalire alle strutture portanti della psiche individuale vista nelle sue componenti basilari date da sentimento e intelligenza.
         Si tratta di un metodo di studio della personalità non solo descrittivo ma anche psicodinamico, che consente di mettere a fuoco in che modo l’Io gestisce la pluralità delle tendenze presenti al suo interno, valutando se i tratti sono concordanti nella direzione del movimento, o se al contrario sono presenti elementi di contraddittorietà. Inoltre è in grado di cogliere eventuali cadute del tono vitale o stati di progressiva frammentazione psichica collegabili a forme di depressione, come pure l’eventuale presenza di schemi irrigiditi e pervasivi al punto tale da compromettere le relazioni interpersonali, siano esse familiari, scolastiche o lavorative.
         Dal punto di vista pratico la grafologia morettiana offre svariate possibilità applicative. L’individuazione di specifici tratti di personalità, legati ai corrispondenti segni grafologici, è un percorso relativamente semplice, che consente di cogliere importanti spinte comportamentali prese isolatamente. Mentre per arrivare a definire il complesso gioco dei segni sostanziali, modificanti e accidentali, che permette di risalire al nucleo dinamico interiore, è necessaria una preparazione specialistica, a causa della complessità dello specifico oggetto d’indagine: la personalità umana individuale.
         Il volume è completato dalla presentazione, a scopo didattico, di più di 250 scritture, molte delle quali appartengono a personaggi che, in modo assai diverso, hanno segnato la storia politica (Hitler, Churchill, Obama …), scientifica (Newton, Darwin, Tesla …), letteraria (Hemingway, Woolf, Buck …), artistica (Picasso, Canova, Mozart …) e religiosa (Papa Giovanni XXIII, Madre Teresa di Calcutta, Papa Woytila …).  

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Il segno grafologico come sintesi psicologia. Antologia segnica morettiana, di Lidia Fogarolo, Edizioni EMP, Padova 2011, pag. 304.

Il volume propone un approfondito studio del sistema grafologico ideato da Girolamo Moretti, basato sulla presentazione in forma antologica dei segni grafologici da lui individuati, visti globalmente attraverso le precisazioni fornite da Moretti stesso in tutte le sue opere. Grazie ad un confronto visivo immediato, è possibile cogliere il nucleo interpretativo analogico che contraddistingue i segni morettiani e definisce il loro apporto a quel complesso sistema corpo-mente che è la personalità umana, in termini di specificità di attivazione del potenziale energetico individuale.

Con magistrale chiarezza concettuale e ricchezza lessicale, Moretti spiega come e perché ogni  singolo segno grafologico sia indice di una certa tonalità psichica legata a uno specifico modo di essere, di vedere, di interpretare la realtà, in termini di pensiero e di sentimento, e conseguentemente di una specifica tendenza a rispondere in un certo modo. In questo senso la grafologia  permette la previsione del comportamento, inteso come disposizione ad agire coerentemente con quanto percepito.

Alcune sezioni del libro contengono, inoltre, interessanti precisazioni psicologiche offerte da Giovanni Luisetto, che consentono una maggiore efficacia interpretativa dei segni stessi.

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L’intelligenza razionale e l’intelligenza emotiva. Guida alla stesura di un profilo grafologico di personalità, di Lidia Fogarolo, Edizioni EMP, Padova 2016, pag. 316.

Un filone di ricerca di grande interesse emerso negli ultimi decenni riguarda la dualità che esiste all’interno di ogni individuo tra il nucleo operativo gestito dalla mente, inteso come intelligenza razionale, che procede secondo una sua logica e utilizza svariate funzioni, e il nucleo operativo gestito invece dall’intelligenza emotiva, che procede secondo un’altra logica e utilizza altre funzioni.

Proprio grazie a una precisa definizione delle diverse funzioni che queste due forme di intelligenza esercitano all’interno dell’Io, è possibile comprendere in che modo ogni personalità vi attinge nel creare la sua rappresentazione del mondo.

Si tratta di aspetti collegabili a specifici tratti di personalità. Pertanto, rientrano nel campo interpretativo legato al sistema grafologico morettiano.

L’applicazione di questo articolato metodo di indagine consente di cogliere non solo l’orientamento prevalente (razionale o emotivo), ma anche le carenze o i punti di forza che caratterizzano ogni struttura di personalità.

Proponendosi come una guida teorica e pratica, il testo insegna a riconoscere e quantificare i segni riferibili all’intelligenza razionale e all’intelligenza emotiva, e a verificare se esiste un polo che ha assunto una posizione dominante all’interno dell’Io, o al contrario se la personalità mantiene un equilibrio al suo interno tra queste due voci.

Ogni capitolo è completato da schede di valutazione, che consentono una più agevole applicazione dei contenuti proposti, utili a tutti coloro che si trovano a gestire il complesso mondo delle Human Resources.

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Quali sono i segni grafologici indicatori di uno stato di sofferenza psichica? Come si presentano in caso di disturbi che vanno dal normale disagio esistenziale a problematiche più gravi, quali la psicosi, il disturbo bipolare, la depressione e la dipendenza da alcol? Ogni volta che un individuo entra in un tunnel di comportamenti ripetitivi di natura difensiva, anche la scrittura segnala l’accentuazione della modalità reattiva adottata tramite l’evidenziazione di una particolare combinazione grafologica.

Oltre alle numerose informazioni ottenibili grazie a questo particolare approccio, bisogna considerare anche il ruolo rilevante che la grafologia può assumere in tutte quelle situazioni collegate a forme di sofferenza psichica difficili da esprimere a parole, perché la personalità non ha voce per individuare al suo interno il nodo problematico. L’analisi della scrittura permette di aggirare le difficoltà collegate alla comunicazione verbale del disagio vissuto, o anche quelle dovute alla poca consapevolezza che un individuo può avere della propria sofferenza interiore, giacché attinge a forme di interpretazione di tipo analogico del linguaggio grafico.

La documentazione offerta è davvero ampia: più di cinquanta scritture provengono da due strutture psichiatriche interessate a questa forma di confronto psicodiagnostico, altre dall’archivio personale dell’Autrice e altre ancora appartengono a personaggi famosi noti per aver manifestato, nel corso della loro vita, alcune forme di disagio psichico o psichiatrico (quali, ad esempio, John Nash, Vivien Leigh, Syd Barrett, Elvis Presley, Virginia Woolf, Arturo Toscanini, Ernest Hemingway, Truman Capote e molti altri).

RECENSIONI

Bellissima recensione sul quotidiano Avvenire del 10 novembre 2018:

Psicologia. Dimmi come scrivi e ti dirò che male hai di Roberto Zanini

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Storie di Serial Killer. Nella mente degli assassini seriali attraverso l’analisi della scrittura, di Lidia Fogarolo, Graphe.it Edizioni, Perugia 2017, pag. 224.

«La maggior parte dei serial killer non sono dei disadattati sociali che vivono da soli. Non sono dei mostri e non necessariamente presentano segni di “stranezza”. Molti serial killer si nascondono in piena vista dentro le loro comunità, hanno spesso casa e famiglia, esercitano un’attività professionale e sembrano essere normali membri della loro comunità». (FBI, 2008)

Chi è il tipico serial killer? Secondo la sintetica definizione data dal protagonista della nota serie televisiva Dexter, il profilo criminale più comune risponde a questa descrizione: si tratta di un maschio, bianco, single, sulla trentina, emotivamente dissociato. Ma è ancora così?

Per rispondere a questa domanda Lidia Fogarolo ha preso in considerazione un campione di quarantacinque scritture di serial killer, responsabili di un ampio ventaglio di aberrazioni che vanno dallo stupro seriale al cannibalismo.

Questo viaggio guidato nell’inferno della psiche umana, consente di toccare con mano l’eterogeneità di questi soggetti: anche solo sfogliando il testo, si evince con immediatezza l’incredibile diversità delle scritture, e quindi delle personalità coinvolte in questo tipo di reati, che riflette le problematiche esistenziali più disparate.

La ricerca conferma l’impossibilità di identificare una struttura di personalità prevalente, seppure sia possibile riconoscere alcune problematiche ricorrenti, collegate a specifici segni grafologici, che la studiosa tratta, suscitando l’interesse e il fascino per una disciplina – la grafologia – frutto di un articolato lavoro in ambito psicologico.

Lidia Fogarolo ci aiuta – in una riuscita commistione tra sensibilità e rigore scientifico – a guardare dentro l’abisso di nietzschiana memoria, sicuramente inquietante, ma incredibilmente e inspiegabilmente umano.

INTERVISTE

https://www.graphe.it/news-interviste-storie-di-serial-killer-intervista-a-lidia-fogarolo-5744.html

http://www.sulromanzo.it/blog/nella-mente-dei-serial-killer-attraverso-la-grafologia-intervista-a-lidia-fogarolo

http://thrillernord.it/intervista-a-lidia-fogarolo/

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Analizzando trentasei casi di donne che hanno ucciso, Lidia Fogarolo vuole capire cosa succede all’interno di una personalità femminile, biologicamente programmata per dare la vita, quando entra in una zona d’ombra e arriva a commettere uno o più omicidi.

Oltre a inserire ogni storia narrata in un quadro di riferimento statistico e psicologico, comprensivo degli studi sulle differenze di genere compiuti negli ultimi decenni su base ormonale e neurologica, l’Autrice mette in campo anche l’indagine grafologica, che consente di cogliere in ogni struttura di personalità esaminata i punti di contatto con il mondo psichico femminile e le ragioni di un’eventuale devianza.

Lidia Fogarolo, presentando situazioni estreme – qual è un omicidio e ancor più un omicidio al femminile – traccia un percorso articolato all’interno dell’universo-donna, focalizzandosi sulle criticità alla base di determinate derive, che nella maggior parte dei casi mai condurranno a un omicidio.

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Perchè gli opposti si attraggono  e i simili si comprendono? Psico-grafologia dei legami d’amore, di Lidia Fogarolo, Graphe.it Edizioni, Perugia 2013, pag. 72.

Nell’analizzare i legami d’amore, l’autrice parte da un presupposto psicologico molto semplice: la somiglianza è alla base della comprensione, dato che gli individui possono riconoscersi all’interno di valori comuni già consolidati all’interno della personalità; mentre la diversità crea quel tipo di attrazione che porta gli opposti a entrare uno nell’orbita dell’altro, magari anche scontrandosi, al fine di espandere i confini dell’Io.

Sono elementi entrambi necessari alla ‘chimica dell’amore’: un ingrediente è necessario per consentire il dialogo, e l’altro è necessario per far scattare l’attrazione nei confronti di chi può metterci in contatto con mondi sconosciuti, misteriosi, affascinanti.

Il concetto stesso di fascino sottintende il concetto di carenza: all’individuo piace ciò che completa, in qualche modo, una sua unilateralità psichica.

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Un’analisi psicologica, sociale e culturale del comportamento sessuale condotta tramite gli indicatori segnici individuati dal grafologo italiano Girolamo Moretti: questo è il percorso seguito da Lidia Fogarolo nel suo saggio Grafologia e sessualità.

Utilizzando questo filo di Arianna, l’Autrice distingue la spinta sessuale legata allo slancio passionale (segno Slanciata), quella dovuta all’affettività languida (Pendente), o all’intenerimento erotico (Aperture a capo A-O), o alla materialità del sentimento (Marcata) o alla maggiore attrazione per il mondo delle forme (Accurata).

Un viaggio che si serve, come esempi concreti, di un centinaio di scritture, per la maggior parte appartenenti a personaggi famosi: questo per favorire la comprensione del legame che esiste tra alcuni segni grafologici e i corrispondenti tratti di personalità, agiti con particolare visibilità da soggetti che appartengono all’immaginario collettivo, quali Napoleone, Darwin, Hitler, Freud, Picasso, tanto per fare qualche nome.

La grafologia, oltre ad essere un affascinante strumento di comprensione psicologica, consente anche un approccio sociologico, perché mostra le evoluzioni storiche e i cambiamenti di personalità legati ai diversi contesti culturali. In particolare, quello che appare con grande evidenza è che le scritture, in generale, sono oggi meno angolose e meno marcate: in altri termini, la razza umana si sta spiritualizzando, perché è meno aggressiva e più sensibile. E questo vale anche per la sessualità.

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L’applicazione del sistema segnico morettiano allo studio del comportamento sessuale consente di differenziare non solo la spinta motivazionale, ma anche l’intensità e la qualità specifica della risposta. Partendo, inoltre, dal presupposto che la sessualità è una dimensione correlata allo sviluppo globale della personalità, la colloca all’interno della totalità dell’essere che la esprime.

Grazie alla particolarità e alla ricchezza di questo strumento interpretativo, ne risulta di molto arricchita la comprensione della complessità dell’esperienza umana.

INTERVISTE

GraphoMania: Intervista a Lidia Fogarolo

Sul Romanzo – Agenzia Letteraria, Blog & Webzine: La grafologia funziona, quasi come una scienza

The Sexplorer: Le parole che svelano l’eros

Radio Cusano Campus: Il mattino ha la cultura in bocca

Network Due Minuti Un Libro: Grafologia e Sessualità

www.letture.org: Grafologia e sessualità. Un’analisi psicologica, sociale e culturale del comportamento-sessuale

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Di prossima pubblicazione:

Questo saggio, dedicato alla ricerca attitudinale, punta a definire una delle più potenti spinte collegate alla sopravvivenza materiale: come si crea la ricchezza. E lo fa senza ipotizzare possibili quadri di personalità, ma verificando nella concretezza le qualità mentali e imprenditoriali dei più celebrati nomi in questo campo tramite il prezioso strumento dell’analisi grafologica.

Il volume è diviso in due parti. La prima è dedicata agli economisti che hanno messo a fuoco non solo le leggi della prosperità ma anche le criticità che producono povertà: tra questi, Adam Smith, Thomas R. Malthus, Karl Marx, Herbert Spencer, John M. Keynes, Milton Friedman, Joseph Schumpeter, Joseph Stiglitz, Paul Krugman, Amartya Sen.

La seconda parte è dedicata agli imprenditori che sono entrati nel mito per la loro capacità di creare ricchezza, partendo dall’Ottocento con Alfred Nobel e John D. Rockfeller, l’uomo più ricco e più odiato d’America, attraversando poi il primo Novecento con Giovanni Agnelli, Alessandro Rossi (Lanerossi), Adriano Olivetti, agganciando infine la contemporaneità con figure di spicco come Ingvar Kamprad (Ikea), Sam Walton (Walmart), Jeff Bezos (Amazon) e molti altri, compresi i più noti protagonisti del miracolo della Silicon Valley: Steve Jobs (Apple) con il suo geniale programmatore Steve Wozniak, e Bill Gates (Microsoft).

Sempre in tema di ricchezza, non si può dimenticare il ruolo assunto da alcuni banchieri nel sostenere lo sviluppo economico e sociale di una nazione tramite il credito e il microcredito, come Amedeo Giannini, fondatore della Bank of America, e Muhammad Yunus, universalmente conosciuto come il banchiere dei poveri.

Non manca l’analisi della nuova figura del CEO, punta di diamante delle grandi società per azioni, esemplificata in Jack Welch (General Electric) e Sergio Marchionne (Fiat), e delle qualità rilevate in famosi investitori (Benjamin Graham, Warren Buffett) e speculatori (George Soros).

Ripercorrere le grandi tappe collegate al cammino percorso dall’umanità in termini di ricchezza e povertà costituisce anche un motivo di riflessione sulla direzione verso cui stiamo andando: i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi, un trend che non risparmia nessuna nazione al mondo.

Gli Autori hanno saputo rendere l’intreccio tra la storia del pensiero economico e le sue applicazioni pratiche avvincente come e più di un romanzo anche per coloro che non si intendono di economia ma che ne subiscono quotidianamente le ricadute nelle loro vite personali.

Vedere l’intero quadro è il primo passo necessario per modificarlo.

 

 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
  • lidia
  • Ottobre 2nd, 2007