Acuta

DEFINZIONE

Per scrittura acuta si deve intendere quella che manifesta angoli acuti ai vertici inferiore e superiore delle lettere, e sia poco estesa orizzontalmente.

Scrittura acuta dunque è necessario che abbia l’appuntimento ai vertici inferiore e superiore ma nello stesso tempo non sia più larga di lettere di 4 o 5/10. Se fosse più larga entrerebbe nel concetto di “Larga di lettere” quantunque abbia degli appuntimenti.

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CRITERI DI MISURAZIONE

a) acutezza ai vertici (essenza del segno)

b) strettezza delle lettere (forma l’intensità del segno) ( non più di 4-5/10)

c) altezza o piccolezza delle lettere (quanto più la lettera è alta, tanto più intenso è il segno).

Karl Arnold (1883�1953

scrittura Acuta: il disegnatore di fumetti Karl Arnold (1883-1953)

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SIGNIFICATO

Questo segno grafologico indica acutezza d’intelligenza e sottigliezza in tutto, anche di sentimento. La sottigliezza forma il sentimento come munito di punte per preservare il proprio io. L’acutezza d’intelligenza porta a sottilizzare in tutto, quindi ad arguire. (T, 128)

– porta alla contraddizione e al gusto della contraddizione. La contraddizione nell’acuto è come colui che ha preso l’abitudine dello stupefacente. Ha manifestazioni di somma esigenza con gli altri e lui vuole essere considerato, servito, assecondato. Vuole ragione anche se non l’ha sotto il motivo del rispetto per la maggiore età, condizione ecc. Ha manifestazioni di tecnica matematica senza sentimento. Ride sulle manifestazioni sentimentali e non le concepisce. Ha manifestazioni ciniche. E’ portato all’ironia, al sarcasmo, al ridicolo, a trovare la parte ridicola e vulnerabile dell’avversario e a rifuggire dalla consistenza dei vari argomenti in una discussione. Ha manifestazioni di vendetta sotto aspetto di giustizia, di regolamento, di assestamento. Può avere delle gelosie di testa, arrivismi, adulazioni formate in modo tecnico. E’ diffidente, ma può cadere in ingenuità sbalorditive. Per difendersi può diventare viscido attaccandosi ad ammennicoli e cose inconsistenti. Nelle relazioni sessuali può avere delle frigidità relative.  (T, 130)

Coloro che hanno intelligenza acuta e molto più se irta, hanno la tendenza a discutere e nel discutere a contraddire, sicché sembrano avere a loro disposizione tutto lo scibile umano e divino in modo che chi non li abbia conosciuti in antecedenza, resta sorpreso e stupito della loro erudizione e della dottrina in cui compariscono profondi, mentre la discussione a base di contraddizione, psicologicamente considerata, non è che segno di deficienza.

Colui che ha intelligenza acuta o irta non scava il terreno per vedere la radice dell’albero, ma tende a tormentare la verità e l’intelligenza profonda affinché questa si determini a discutere, e nella discussione ad aprire la sua profondità che l’intelligenza acuta o irta apprende a forza di assaggi e di contraddizioni, facendo vedere che è indotta a contraddire per mettere in imbarazzo l’interlocutore profondo quasi come un maestro di fronte ad un esaminando.

Questo perché chi ha l’intelligenza acuta o irta  non tende a confessare la sua povertà intellettiva, ma a fare sfoggio di ciò che sa per mostrarsi all’altezza della profondità dottrinale, ed intanto usufruisce del risultato della discussione che immagazzina nella memoria senza una vera critica, pur avendo della critica tutte le qualità apparenti. Per lo più l’intelligenza acuta ha una bella esposizione verbale, incorniciata da distinzioni e affermazioni o negazioni e possono incantare gli incauti e gli incompetenti. E, quello che più conta, gli acuti credono o si lusingano di essere superiori o all’altezza delle intelligenze profonde.

E’ vero che possono avere qualche originalità… e finché si mantengono nella cerchia della loro originalità, sono persone da stimarsi e da considerarsi singolari. Ma per lo più essi sono portati a spingersi su materie di discussione filosofica e teologica in cui non basta l’intelligenza acuta, ma è necessaria molta profondità di intuizione e di ragionamento, poiché l’acuta è atta per contraddire e per costringere la profondità ad ampliare l’indagine e il ragionamento, ma non per azzardare nuovi sistemi e nuove posizioni. Coloro invece che hanno intelligenza acuta, per essere considerati e stimati, hanno la tendenza di formulare nuovi sistemi e credono di annunziare verità non ancora scoperte da altri, mentre non fanno che rimescolare cose già dette e infarcirle di inesattezze e di errori, dei quali convinti, non vogliono confessare la fallacia e per sostenerli cadono in altri errori sicché tutto il loro edificio è apparente, smantellato poi e ridotto al nulla dal tempo …    (Sc, 143-144)

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scrittura Acuta: Sigmund Freud

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CITAZIONI BREVI

–  il soggetto non ha la forza intellettiva se non di negazione    (Sc, 145);

– l’intelligenza acuta spesso tende a prendere come doti di invenzione la propria facilità di esposizione verbale, per cui viene stimata originale dai non competenti.   (Sc, 145)

– tendenza ad arguire per contraddire   (T, 395)

– contraddire se stesso e gli altri perché tale è l’intelligenza acuta in grado superiore.  (Sc, 147)

– porta seco lo sminuzzamento della verità   (Att, 28)

– abilità per brigare,  per fine egoistico o fondato sulla ambizione.   (Att, 13)

– acutezza intellettiva per intrighi, giochi di astuzia, agguati    (Sc, 26)

– le pretese dell’io si acutizzano    (Att, 21)

– abilità per tutte quelle ricercatezze della parola, della frase, dell’opera per dare all’io il trionfo di un’idea che si è prefissa.   (Att, 21)

– è la scrittura dell’egocentrismo egoistico  che cerca di soppiantare per mettersi in vista e stare sopra tutti.   ( Att, 79)

– abilità per mettere in contraddizione e sceverare la contraddizione per il proprio scopo.   (Att, 321)

Kant

scrittura Acuta: Kant

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Induce il soggetto ad arguire su tutto e la tendenza ad arguire ha per radice la diffidenza e di conseguenza la contraddizione, l’adulazione passiva e il gusto della sconfitta dell’avversario.    (Att, 44)

La scrittura acuta, per se stessa, importa la tendenza a sottilizzare oggettivamente e a sottilizzare sofisticamente quando interviene la puntura dell’invidia. Per questo Acuta è indice di tendenza indiretta alla menzogna.   (Vz, 285)

Il segno Acuta, per essere segno di normalità, deve avere per compagno il segno Larga tra parole per lo meno sui 4/10, perché il segno Acuta porta per se stesso al ragionamento del quale il segno è Larga tra parole, perché senza ragionamento Acuta sarebbe un controsenso e perciò segno di anormalità, in quanto che sarebbe un ragionamento di contraddizione senza ragionamento che val quanto dire senza criterio. Porterebbe a quella anormalità psichica che si chiama schizofrenia cioè dissociazione di pensiero.    (T, 133)

Acuta + Disuguale metodicamente: è nella parte estetica più distinto, compito, elegante e, in scienza, ha più finezza di uno che ha i segni Largo di lettere e Disuguale metodicamente. Un che di trascuratezza può andare congiunto con l’intelligenza profonda (Larga di lettere), che non cura le esteriorità, ma non con l’intelligenza acuta, che è più studiata a causa del suo io più sensibile e più accessibile al timore di vulnerabilità.   (…)

L’estetica esteriore è sempre più studiata dall’acuto che dal profondo.    (T, 129)

SOMATICA – L’angolo acuto psichicamente indica egoismo spiccato e l’egoismo spiccato è una continua lotta che deve smagrire per forza il muscolo e renderlo smilzo.  (CU, 70-71)

Essi hanno la tendenza naturale a una digestione difficile per la loro disposizione alla contraddizione  e alla preoccupazione di essere attaccati. (Sc, 144-145)

l’invidia può essere anche lodevole quando il soggetto che ne è tormentato se ne serve per chiuderla dentro i limiti della emulazione. In questo caso l’invidia è più ammirabile della medesima emulazione, in quanto che più passionale è la sua fatica e perciò più efficace nel raggiungere l’intendimento. (Att, 15)

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INTELLIGENZA ACUTA E INTELLIGENZA PROFONDA

Chi ha la scrittura acuta non ha l’intelligenza profonda, ma sottile ed ha l’animo punto da invidia (sia pure spesso incosciente) verso chi ha l’intelligenza profonda, che tenta in tutti i modi di tormentare con le sottigliezze per averne il sopravvento, qualunque esso sia, magari solo apparente. Ora la sottigliezza e il motivo di essa non sono altro che menzogne in quanto procedono da un animo che vuol fare comparire consistente ciò che non è tale.

Nel fatto, poi, pratico, chi ha la scrittura acuta ha la tendenza a comporre mistificazioni per mettere insieme calunnie ordinate e colme di osservazioni per renderle accettevoli, mistificazioni tremende quali possono scaturire dall’invidia, dalla gelosia, dalla vendetta, ecc.  (Vz, 285)

L’intelligenza acuta, per sostituirsi alla profonda, può ricorrere alla fantasia nel formare un sistema nuovo. La fantasia non può avere il diritto (non avendone la possibilità) di formare un nuovo sistema, ma può soltanto racimolare qua e là immagini e concetti, spezzettandoli e cementandoli (sia pure con originalità), sicché il risultato non può essere che un castello fantastico e non scientifico nel vero senso della parola.   ( Sc, 146)

L’intelligenza  ‘Acuta’ ha l’abilità di tormentare l’intelligenza profonda, la quale per se stessa, non trovando difficoltà nella intellezione, è spinta a non considerare tali difficoltà, che pure devono essere prese in considerazione per il comune degli uomini e delle intelligenze.  (Att, 69)

Acuta ha come una contraddizione di assalto: assalta positivamente per il gusto e la tendenza ad assaltare. L’assalto alla verità (anche quando la verità non presenta appiglio alla critica) è il tormento della verità verso la quale il soggetto non ha la potenza di apprendimento e perciò la tormenta perché si abbia ad aprire, a manifestare. Acuta perciò suppone un’intelligenza che punge la verità con un ago sottilissimo e dalla ferita eseguita, osserva quanto ha potuto il soggetto tirar fuori dalla verità medesima. Acuta non riesce (come l’intelligenza profonda) a scavare la verità per vederla tutta intera e per poterla scrutare in ogni sua parte e nei suoi particolari, ma senza poterla scavare, fa degli assaggi e non si quieta finché dalla molteplicità degli assaggi il soggetto non è pervenuto a possedere la verità.

L’intelligenza profonda è un’intelligenza ricca che può non curarsi di certi particolari della verità se non viene chiamata dalla considerazione propria o altrui. L’intelligenza acuta è un’intelligenza povera che pone tutto nella tasca della memoria per usufruirne quando ne sentirà il bisogno. (Att, 108)

Per la verità è necessaria principalmente l’intelligenza profonda (Larga di lettere); ma è necessaria anche l’intelligenza acuta che tormenta la profonda, perché ritorni sull’oggetto, per rispondere a tutti gli interrogativi proposti dall’acuta. (Att, 109)

l’intelligenza acuta … va alla verità per mezzo di assaggi, contraddicendo, scartando, smistando.   (Sc, 48)

…l’intelligenza acuta arguisce sempre e con l’arguire apprende la verità e, a volte, anche più raffinatamente dell’intelligenza profonda, in quanto ha lavorato di più e nulla ha appreso se non con un controllo, quasi direi, petulante.  (T, 126)

Acuta + Chiara: oratoria di recriminazione (Att, 21)

abilità per l’oratoria polemizzante, per la tendenza al gusto della polemica e per la tendenza a vedere la parte vulnerabile di una cosa.

Importa spirito combattivo, contraddicente e facile ad imbarazzare e non facile ad essere imbarazzato, perché sguinzaglia, per modo di dire, la parola come vuole allo scopo di non essere imbarazzato.

Chi ha questi segni comparisce più di quello che vale realmente e perciò prima di porre su di lui la propria fiducia, bisogna accertarsi della sua competenza ed onestà.  (Att, 106)

In letteratura – Siccome il soggetto ha intelligenza acuta e non profonda, ne viene che non ha a sua disposizione l’abilità d’intreccio, l’impeto narrativo, sì da tenere in sospeso il lettore sino alla conclusione del suo elaborato, specialmente in un lavoro lungo e architettonicamente connesso.

Appunto per la sua intelligenza acuta, portata alla contraddizione, tende in un lavoro lungo a creare una serie di quadri, sicché ogni quadro può stare da sé e quasi indipendente dall’insieme.   (dall’analisi grafologica di Alessandro  Manzoni)

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Luisetto

È come uno che pianta un chiodo sempre nello stesso punto: va in profondità, ma sempre in modo unilaterale.

Tende sempre a mettere in rilievo la parte negativa. Perché l’Acuta è una forma di egoismo, e l’egoismo non va mai a pensare alla bontà degli altri: la prima cosa che balza all’immaginazione è sempre la parte negativa. Chi ha Acuta convive con il timore di essere accusato, e quindi sta sempre sulle difensive perché ha paura delle contraddizioni che il mondo può portargli in merito a ciò che lui pensa o sente.

Acuta + Chiara: argomentazioni, polemiche.

Acuta + Oscura: va a sentenze.