Angoli B

sostanziale volontà
fino a 5/10: tenacia
sopra i 5/10: testardaggine

L’io violentato, per non essere derubato di ciò che tiene e a cui è attaccato, vi si attacca con maggior forza. Questa è la seconda forma dell’egoismo. (T, 72-73)
La resistenza nell’attaccamento viene chiamata tenacia o testardaggine, secondo la ragionevolezza o irragionevolezza di essa. (ib.)

La tenacia, psicologicamente, viene, per se stessa, ad essere il mezzo per rendere l’io forte nella propria idea e nella risoluzione presa. Ma tale tenacia può trasmodare coll’attaccarsi ad una cosa che non ha ragione di essere irremovibile. (T, 74)

Chi non è tenace è un uomo da nulla, perchè non sa rendere affermativa la sua azione.
L’uomo tenace controlla la ragione di una cosa e, se la trova consistente, vi si attacca con forza e non la lascia se non per ragioni superiori che lo inducano a rinunziare a quella già constatata consistente. L’uomo tenace se dall’esame vede che le ragioni difese da lui non sono sostenibili, se ne distacca subito perchè non legittime.
L’uomo testardo prende per ragione delle ragioni che adotta il proprio io, che diventa la regola suprema delle sue azioni. Così l’autorità che lo investe e che gli dà il diritto di concludere e di determinare, non ha – per lui – la ragione di essere in se stessa, ma in quanto sta attaccata al suo proprio “io”. (Att, 25)

Chi non ha tendenza alla tenacia, difficilmente conclude qualcosa di positivo e di solido nella vita. (B, 46)

Angoli B dicono tenacia o cocciutaggine di quella qualità a cui il soggetto ha speciale tendenza. (Att, 29)

Angoli B sui 5/10: ci sono tante circostanze in cui la tenacia deve assurgere al massimo della ragionevolezza affinchè la verità non venga in alcun modo sacrificata. Quelli che hanno poca tenacia, sono tratti a cedere davanti alle pressioni e ai sotterfugi e alle furbesche manipolazioni. (T, 44)

La tenacia si attacca a qualche cosa di irremovibile per non essere rimossa.
La tenacia è quella forza che resiste a tutti gli assalti con l’attaccarsi in modo inseparabile a quella cosa dalla quale la si vorrebbe separare.
(Il pugno, nello stringersi, forma tanti angoli che sono attorno al pugno medesimo. Psicologicamente considerato, il tenace si munisce di tutte le sue facoltà e le mette tutte in opera) (T, 80)

Il tenace, per tendenza innata, ha la tenacia o la testardaggine come un istinto. Ora l’istinto del tenace e del testardo è appunto quello di tenere i propri giudizi e le proprie idee muniti di ripari, di ragioni (tenacia), di cavilli (testardaggine) perchè restino nell’anima sua e vincano.
Non è la ragione che eccita il sentimento a non darsi alla cessione …, ma è il sentimento che pone se stesso come ostacolo alla cessione. Ponendosi come ostacolo e determinandosi a respingere qualunque cosa contraria, deve prendere l’aiuto da tutte le forze dell’anima a far sì che la volontà si accerchi di tutte le facoltà, perchè la logica non possa procedere nel suo cammino.
La logica del testardo è ben diversa dalla logica oggettiva. Non si può dire che non abbia una logica, ma la sua è una logica prettamente soggettiva. Essendo soggettiva, il testardo ha bisogno di rendere il suo oggetto angoloso da tutte le parti, perchè gli assalitori abbiano a cozzare contro gli angoli ed abbiano a non seguitare la lotta. (T, 81)

L’uomo testardo non sente ragioni che lo obblighino a cambiare rotta per eliminare i difetti in una organizzazione quando questa si presenti come correzione del suo operato, mentre lo ammette se si presenta come evoluzione e come roba sua.
Il testardo ha sempre da osservare qualche cosa sull’opera altrui e, se uomo di autorità, bisogna attribuire a lui il vanto dell’iniziativa.
Bisogna notare che testardaggine indica non troppa larghezza di intelligenza …; è beato quando viene adulato… (T, 73)

Nell’istinto sessuale tende a infervorare, ad accendere e fare ardere la passione sino a farla agonizzare, impazzire.
Tende, nelle contrarietà, ad accendersi maggiormente e a valutare di più l’oggetto della lotta.
Questo segno riguarda però soprattutto l’istinto psichico al quale si associano gli altri istinti per ottenere lo scopo.
Questo istinto si presenta con un che di cecità, cadendo la tenacia spesso in testardaggine obnubilando così la ragione. (PP, 32)

UNCINI, GANCI – Gli uncini, i ganci, nei punti in cui non sono richiesti dalla natura della lettera, non sono che Angoli B: indicano tenacia o testardaggine a misura dell’acutezza dell’angolo che formano. (T, 617)

La tenacia rappresentata dagli Angoli sino ai 5/10 è bella, e chi non ne ha è un essere senza carattere.
La testardaggine, invece, rappresentata dagli Angoli B sopra i 5/10 è abominevole. Coloro che sono investiti di autorità e hanno gli Angoli B sopra i 5/10 tendono prepotentemente ad abusare della loro autorità. (Att, 10)

Il tenace, per tendenza innata, ha la tenacia o la testardaggine come un istinto. Ora l’istinto del tenace e del testardo è appunto quello di tenere i propri giudizi e le proprie idee muniti di ripari, di ragioni (tenacia), di cavilli (testardaggine) perchè restino nell’anima sua e vincano.
Non è la ragione che eccita il sentimento a non darsi alla cessione …, ma è il sentimento che pone se stesso come ostacolo alla cessione. Ponendosi come ostacolo e determinandosi a respingere qualunque cosa contraria, deve prendere l’aiuto da tutte le forze dell’anima a far sì che la volontà si accerchi di tutte le facoltà, perchè la logica non possa procedere nel suo cammino.
La logica del testardo è ben diversa dalla logica oggettiva. Non si può dire che non abbia una logica, ma la sua è una logica prettamente soggettiva. Essendo soggettiva, il testardo ha bisogno di rendere il suo oggetto angoloso da tutte le parti, perchè gli assalitori abbiano a cozzare contro gli angoli ed abbiano a non seguitare la lotta. (T, 81)

L’uomo testardo non sente ragioni che lo obblighino a cambiare rotta per eliminare i difetti in una organizzazione quando questa si presenti come correzione del suo operato, mentre lo ammette se si presenta come evoluzione e come roba sua.
Il testardo ha sempre da osservare qualche cosa sull’opera altrui e, se uomo di autorità, bisogna attribuire a lui il vanto dell’iniziativa.
Bisogna notare che testardaggine indica non troppa larghezza di intelligenza …; è beato quando viene adulato… (T, 73)

Nell’istinto sessuale tende a infervorare, ad accendere e fare ardere la passione sino a farla agonizzare, impazzire.
Tende, nelle contrarietà, ad accendersi maggiormente e a valutare di più l’oggetto della lotta.
Questo segno riguarda però soprattutto l’istinto psichico al quale si associano gli altri istinti per ottenere lo scopo.
Questo istinto si presenta con un che di cecità, cadendo la tenacia spesso in testardaggine obnubilando così la ragione. (PP, 32)

UNCINI, GANCI – Gli uncini, i ganci, nei punti in cui non sono richiesti dalla natura della lettera, non sono che Angoli B: indicano tenacia o testardaggine a misura dell’acutezza dell’angolo che formano. (T, 617)

La tenacia rappresentata dagli Angoli sino ai 5/10 è bella, e chi non ne ha è un essere senza carattere.
La testardaggine, invece, rappresentata dagli Angoli B sopra i 5/10 è abominevole. Coloro che sono investiti di autorità e hanno gli Angoli B sopra i 5/10 tendono prepotentemente ad abusare della loro autorità. (Att, 10)