Disordinata

sostanziale dell’intelletto e del sentimento

DEFINIZIONE (Disuguale senza metodo) – Consiste in disuguaglianze che non si ripetono, come scatti improvvisi senza connessione con il prima o il poi. Si può dire che tutte le lettere in questa scrittura stiano per conto loro (per esempio una lettera in un punto ha una forma che non si ritrova più in altri luoghi; oppure, se la scrittura è piuttosto filiforme, in certi punti è improvvisamente marcata senza ragione; oppure qualche lettera qua e là è improvvisamente più grande o più piccola delle altre …) (T, 175)

  • il Disordinata può consistere in quella certa spaziosità di lettere, tra lettere e tra parole senza disciplina. (Sc, 110)

La scrittura Disordinata indica disordine, arruffamento di idee e di azioni, nebulosità di pensiero e di sentimento.
Il disordinato, cioè disuguale senza metodo, non ha alcun ordine nel pensiero, non ha una regola di vita, non ha un orario nella giornata, non ha un sistema di lavoro, non ha sistema nella presa del cibo. Ha propensione alla volubilità nei mezzi e nello scopo. Tende alla amoralità. (T, 175-177)

  • indice di tendenza diretta alla menzogna. Asserzioni e negazioni senza criterio e, quel che più importa, asserzioni e negazioni che non sono nell’animo (Quasi quasi l’animo non vi ha parte alcuna, come se il soggetto ne fosse privo).
    Adulazioni e biasimi così per parlare, per conversare, per fare piacere, perchè non si sa che cosa dire; adulazioni e biasimi che davanti ad altre persone cambiano natura con una facilità sbalorditiva, sicchè le adulazioni diventano biasimi e i biasimi adulazioni.
    Questo segno rappresenta gli uomini senza carattere. Essi si fanno vedere entusiasti di una cosa, con un entusiasmo che non solo non procede dal cuore, ma, quantunque caloroso, non è nemmeno nella cute. Con gli entusiasti sono entusiasti, con i pessimisti pessimisti, senza altra ragione fuori di quella dell’entusiasmo e del pessimismo altrui. (Vz, 181)
  • tendenza a disordine di idee, di ragionamento, di logica, instabilità;
  • ‘affettività è condizionata dagli impulsi del momento, e perciò passa facilmente dal fervore all’indifferenza, dall’amore all’odio;
  • animo piuttosto turbolento, irrequieto e talvolta stravagante … si danno facilmente agli stravizi, alla sregolatezza nel mangiare, nel bere;
  • influenzabili, instabili (riescono ad entusiasmarsi anche per il bene e arrivano a dimostrare una generosità che non si vede nei tipi più ordinati e riflessivi);
  • – (in grado elevato) siccome rifugge da ogni ordine mentale e pratico, ne consegue che difficilmente egli riesce a liberarsi dalle sue tendenze patologiche. Può avere qualche dote intellettiva e qualche sprazzo di originalità, ma tali risultati non sono nella logica, nella coerenza, non sono livellati con la realtà; perciò questi tipi ispirano poca fiducia. La mancanza di una sana educazione può farli arrivare alla delinquenza. (B, 115-119)
  • disordine, ribollimento del sentimento (Sc, 128).
  • apre il varco all’istinto sessuale e all’istinto vitale specialmente in eccessività e in modalità materiali (PP, 39).
  • azione o conclusione di azione comunque sia. (CU, 116)

… per lo più il Disordinata va congiunto con la larghezza spec. di lettere e tra lettere, ma per la sua natura toglie all’intelligenza ogni profondità e ogni generosità cosciente. (Att, 69)

DISORDINE: definizione

Il disordine costituisce l’eccessività di non tener conto di quello che è indispensabile per la dovuta sceverazione e per la dovuta discriminazione.
Il disordine è più vicino all’originalità intellettiva e morale dell’ordine eccessivo, ma è anche vero che il disordine tende a dissolvere e mettere in un solo fascio quanto di buono e di meschino si trova in una cosa, in un lavoro.
La tendenza al disordine si trova negli animi turbolenti, affaccendati, irrequieti, stravaganti, che non sanno stare in mezzo alle cose per dirigere le loro simpatie e antipatie secondo l’oggettività, che non fanno la scelta secondo il dettame della ragione, ma secondo l’impulso, l’entusiasmo o il pessimismo da cui sono dominati. Il disordinato è distratto e di quello che indica ordine non si ricorda. (Sc, 109)

ATTITUDINALE – Per se stesso non apre il varco a nessuna attitudine professionale; molto difficilmente il soggetto può avere la pazienza di essere costante nell’apprendere le regole dell’arte, ecc. e quelle cose che possono renderlo competente nel vero senso della parola. (Att, 105)