Dritta

segno modificante della volontà

Indica principalmente sostenutezza nelle manifestazioni dei sensi, di affettività, di contegno verbale, del tratto in tutta l’estensione del termine, cioè riguarda la veste e l’espressione dell’affettività , quantunque possa riguardare anche l’affettività, ma ciò come per ridondanza.
Dritta con calibro grande indica sostenutezza più esteriore che interiore. C’è la sostenutezza e c’è l’orgoglio per darle campo, ma in realtà è più apparenza, che facilmente viene smontata da uno spirito contraddittore scaltrito.
Dritta con calibro piccolo indica una sostenutezza del tutto cosciente, tanto nella parte intellettiva come nella parte del sentimento. Il soggetto sa quello che dice, quello che tace in modo da poterlo sostenere senza indietreggiare. E’ munito di un coraggio morale che supera qualunque ostacolo… porta ad una affettività profonda, di sacrificio costante e di esclusione di tutte le frivolezze. (T, 367)

In grado superiore…può ledere le modalità di varie qualità, e diminuirne altre raffreddandole…Può diminuire l’espressione della bontà che con l’esercizio può diventare abituale. (Sc, 16)

  • imposizione su se stesso per comparire forte (Sc, 38);
  • sostenutezza che difficilmente si piega dopo aver delineato la condotta da tenere; (A.G.1, 335)
  • l’io tende alla serietà e alla padronanza per la discriminazione delle cose; (T, 407)
  • abilità nel saper affrontare le difficoltà di ordine pratico;
  • capacità di superare la tendenza alla timidezza.

Questo segno più che altro è voluto, perché la scrittura per sua natura dovrebbe avere
la pendenza a destra. Tuttavia coloro che scrivono con scrittura dritta sono portati ad adottarla e di ciò bisogna tenere conto. Vuol dire però che chi ha la scrittura dritta potrebbe scrivere anche con la scrittura pendente spec. a destra, mentre fra coloro che l’hanno pendente non tutti riescono – se non dopo lungo esercizio – a scrivere con scrittura dritta. (Perizie, 98)

La sicurezza conferisce al soggetto la sostenutezza: ecco il perché della scrittura Dritta. (CU, 107)