Larga tra parole (eccessivo)

ECCESSIVO – eccesso di ragionamento o di ipercritica, tendenza a sempre obiettare, a fare osservazioni su tutto quello che si asserisce o si nega, sofisticheria. (B, 120)

(+Minuta) sono un accrescitivo della tendenza ad osservare, a contraddire, a ipercriticare.

può sdrucciolare nel gusto eccessivo della dialettica e appigliarsi nell’ambizione di imporsi intellettivamente, mandando l’io e il trionfo di esso davanti alle esigenze della verità, per cui l’emulazione potrebbe trascendere e prendere una forma di posizione trionfale personale. (Vz, 115)

  • saccenteria
  • tendenza a discutere sino all’esaurimento su qualunque cosa lo possa interessare (lo spirito tende ad innalzarsi per restare nella solitudine) (PP, 177)

sopra i 10/10: la disintegrazione scaturisce da una ipercritica tremendamente irriducibile – o meglio il soggetto conduce la sua critica fuori della realtà per cui si dissocia dalla stessa realtà. Conduce il soggetto a spingersi oltre la realtà e fuori della realtà (elucubrazioni dissociate dalla realtà). (Sc, 22-23)
Il segno Accurata, indice di esattezza e precisione esterna, può fissare maggiormente il soggetto fuori della realtà, in quanto si culla di essere a segno per la cura che adopera a rendere precisi i suoi pensieri, ragionamenti ed azioni. (Sc, 23)

Larga tra parole eccessivo con Parca: il soggetto tende alla asocialità, alla solitudine, a consumare in se stesso la sua ipercritica. (Sc, 124)

Larga tra parole 9/10 + Parca: (con triplice larghezza sopramedia) Il soggetto si troverà sempre in una disposizione di critica e di autocritica per cerchiare i suoi elaborati del metodo scientifico che da solo può assicurare certezza alle conclusioni. Tende a scartare ogni elemento che suoni ambiguità e ciò per mezzo di una critica serrata e di una forza ferma e imbattibile. (PP, 104)

SOMATICA – L’ipercritica tritura l’animo e quindi consuma impedendo perciò ai segni che indicano costituzione miologica giusta di svilupparsi con libertà. (CU, 76)

.

LUISETTO

  • indeciso nelle conclusioni in quanto ragiona troppo e rimette sempre in discussione;
  • non conclude, sta sempre lì a ragionare, sempre ricerca, ricerca, fa osservazioni su tutto quello che si asserisce o si nega;
  • incontentabile, vuole sapere troppo a base di perché;
  • il ragionamento non è più logico, diventa mania delle difficoltà;
  • difende a base di contraddizione, va alla rivendicazione, non molla;
  • non conclude perché non trova mai l’ubi consistam.
  • è in contraddizione con se stesso e con gli altri.

L’ipercritica non conclude mai nell’oggettività. Prima di tutto non capisce, ha una esagerazione di una tendenza a restrizione, a detrimento di tutte le altre.

Dà pessimismo sulle cose altrui (non sulle proprie). Si mostrano depressi, ‘come si fa’, ‘cosa bisogna fare’ e continuano continuano… Però non lo sono di natura, vanno alla rivendicazione. Non mollano; loro blaterano sempre che le cose vanno male, però loro non mollano.

Stretta di lettere e tra lettere con Larga tra parole eccessivo: mania della difficoltà , “per cui ad ogni presentazione, affermazione, consiglio, il soggetto oppone un ma, un però, un argomento o almeno una domanda discordante.
La mania della difficoltà sfocia in uno spirito di contraddizione accentuato, per cui nulla può andare bene a causa dell’idea del mito che un soggetto può essersi costruito.” (L, 305)

  1. ipercritica rivolta solo agli altri
    Diventa mania delle difficoltà, quando la scrittura è anche Stretta di lettere e tra lettere: non accetta niente nei riguardi di se stesso e tutto quello che dicono gli altri proprio fa fatica ad accettarlo. Lo spirito di contraddizione lavora sempre per far emergere se stesso, in senso di contraddizione. Ha sempre da ridire qualcosa. Tende ad escludere sempre, nel senso di trovare la difficoltà in tutte le cose e quindi tende a non concludere, cioè a non prendere decisioni. Perché ha veramente il gusto di contraddire che dà proprio la mania delle difficoltà.
  2. ipercritica rivolta anche a se stesso
    Cioè se uno lo fa ragionare è capace di andare anche contro se stesso. La condizione per cui ci sia anche la capacità di autocritica è che Larga tra parole abbia una certa proporzione con la larghezza di lettere e tra lettere; che ci sia una forma di generosità nella persona (es. Curva-Slanciata: capacità di intuizione). Basta che uno glielo dimostri, che lo faccia ragionare. Ha bisogno di argomenti per poter cedere.

Mania delle difficoltà (Stretta di lettere e tra lettere + Larga tra parole)
Fa di tutto un problema, quindi diventa un’esigenza di evidenza e di precisione e lui ha la precisione sempre sul ragionamento, e non ce l’ha invece sulla generosità intellettiva.
Potrebbe essere adatto per compiti di investigazione, cose del genere, perché diventa esigente nel giudicare le cose altrui e stretto perché vuole la precisione.
Potrebbe essere anche oggettivo per esaminare, per esempio, i conti di un municipio, di un ministero, fare controlli secondo la legge. Matematica secca.