Mantiene il rigo

sostanziale della volontà.

E’ quella che procede orizzontalmente in linea retta, che nella direzione delle lettere non ha disuguaglianza di sorta, per cui il segno “Mantiene il rigo”, per quanto indichi fermezza di carattere, nel suo massimo grado viene ad indicare una fermezza che non risponde alle esigenze della oggettività. Onde per avere il massimo grado, non solo non deve nè discendere nè ascendere, ma deve avere anche la stessa piega in tutte le lettere. Quindi tutti quei segni che menomano l’uguaglianza della direzione delle lettere, diminuiscono in quanto tali l’intensità di “Mantiene il rigo”.
(Scattante lo diminuisce di quasi 2/10, Contorta di 1/10 abbondante, Sinuosa di 1/10 circa) (T, 106)

indica fermezza di carattere, disposizione a lottare per il trionfo della propria volontà, padronanza delle proprie forze per essere superiore ad ogni ostacolo (ib)

  • tende alla fermezza dei propositi, non afferma o nega secondo quello che affermano o negano gli altri, ma afferma o nega per convinzione;
  • si fa dirigere dalla serietà e dalla ponderazione (spec. con un discreto Largo tra parole omogeneo);
  • non impegna facilmente la sua parola, ma se la impegna la mantiene. (B, 90)

(almeno sugli 8/10): difficilmente ride, l’occhio è pensoso, si piega solo davanti alla logica. La sua fermezza può essere anche irragionevole, ma è sempre logica. Tende a non avere preferenze. Davanti alle difficoltà si può applicare a lui “Flangar non flectar”. (T, 108)

Quanto più è forte il segno “Mantiene il rigo” tanto più è indice della distinzione personale del carattere, perchè tale segno stringe in questo caso tutte le proprietà personali con una fermezza irremovibile.

L’uomo di carattere (col Mantiene il rigo al massimo grado) è l’uomo che tiene la fronte alta e che attende a pie’ fermo, senza indietreggiare, qualunque contrasto per scriminarlo con l’intelligenza e per lottare e vincere qualunque avversità, sia pure cadendo vittima della sua fermezza. (Att, 74)

Mantiene il rigo in grado superiore è il segno grafologico del temperamento volitivo. In quanto tale tende a non subire le pretese dell’istinto vitale e sessuale. Può non solo frenare tali istinti, ma persino interdirli. E’ diretto dall’istinto psichico. (PP, 37)

Tendenza indiretta alla menzogna – dà accesso alla menzogna per l’eccessività della fermezza, perché tanto speculativamente come praticamente può eccedere nell’imporre una verità e si sa che anche l’eccesso diventa menzogna quando questo eccesso viene ad essere avvertito dal soggetto e in un modo o in un altro, magari in misura minima, è sempre avvertito. (Vz, 290)