Ricci della Confusione

segno modificante della volontà

DEFINIZIONE – E’ il riccio che corre a destra e a sinistra in modo che ne viene intrecciata tutta la parola. Si badi che la parola stessa deve essere intrecciata dal riccio.

Indica confusione patologica di idee per la ridda dei pensieri che tormentano il soggetto. Occhio fosco, gesto affollato, incesso trasandato, parola non spiccata, senza proprietà di linguaggio. Idee confuse, pretese senza precisione di oggetto, pensieri in cozzo, sentimenti urtantisi tra loro, illusioni e allucinazioni e minacce e accuse contro esseri che non esistono. Tendenza a dare corpo alle ombre. E’ un segno patologico indice delle stranezze più stravaganti. (T, 302-303)

La confusione consiste non già nell’espressione, ma nella formazione del pensiero e della volizione, sicché il pensiero e la volizione sono intrecciati ad elementi eterogenei. (T, 309)

La spinta psicologica della confusione consiste nell’intrecciamento dei gesti gettati da sinistra a destra in parecchie volute che si intrecciano tra loro. Il parlare è affollato, l’occhio fosco, a volte torvo e fisso.
Il confusionario ha la tendenza a turbamenti di memoria, al linguaggio incoerente, pur non mancando di vivacità e di ingegno e di espressione. Sembra che abbia un rallentamento delle funzioni mentali, ma questo perché la sua attenzione è disturbata, cioè non attende a quello di cui si tratta, non resiste alla attenzione di cui si tratta. Non ricorda cosa deve fare perché ha pensieri di confusione intrecciantisi l’un l’altro.
L’occhio ha dei tratti di fissazione o di estrema volubilità. Nella mobilità, le palpebre sono sbarrate. (CU, 28)

L’intelligenza viene molto danneggiata, riguardo alla sua limpidezza ed oggettività, dai Ricci della confusione. Tuttavia viene molto aiutata nella manipolazione affaristica per imbrogliare il prossimo. Questo perché i Ricci della confusione sono indice della tendenza a non curare i richiami della coscienza. (Att, 73)
– manipolazione affaristica, sensaleria non limpida e quindi non scevra di disonestà. (Att, 24)

E’ un segno grafologico patologico che tende ad inficiare tutte le facoltà umane. L’effetto patologico però ha la sua radice nelle facoltà psichiche. Per questo è un segno che concerne principalmente l’istinto psichico. (PP, 40)