Ricci della Flemma

segno modificante della volontà: neghittosità, menefreghismo

DEFINIZIONE – I ricci della flemma sono:

  1. quelli che scendono sotto la lettera e ritornano in su (più o meno);
  2. quelli che tendono a scendere sotto la base ed hanno alla fine del riccio un piccolo gancetto più o meno visibile (perché il flemmatico non ha la forza recisa per lasciare subito una cosa quando deve lasciarla);
  3. si dirigono in basso per breve spazio o in linea retta o un poco curva (come un abbandono o un lasciar fare) (T, 294 e Vz, 295)

Il riccio della flemma può essere sostituito da apertura delle ‘o’ e delle ‘a’ ma con apertura molto larga o sbavata, oppure dalla linea rotondeggiante che parte dalla base della lettera per formare il punto sulle ‘i’. (T, 294)

Indica flemma nel pensiero e nelle azioni. Questi tipi non si accendono mai di entusiasmo.
Partecipa in molte qualità di Lenta. Differisce da questa in quanto che Lenta può adottare la lentezza soltanto perché è così fatta da natura di prendere le cose con calma e non precipitare in nessuna cosa anche quando ci sarebbe tutta la ragione di farlo, mentre la flemma importa sempre pigrizia e un che di menefreghismo di tutto quello che ne possa avvenire per la flemma con cui le cose si conducono a termine. Il flemmatico può arrivare al punto di vendicarsi di colui che cerchi di tirarlo fuori dalla sua flemma o che lo metta in ridicolo. La sua vendetta è difficilmente bene architettata e per lo più può consistere in un atto materiale, come dargli una spinta per farlo cadere, tirargli qualcosa che ha in mano, accusarlo di qualche cosa che può avere l’aspetto di male morale e simili. (T, 295)

La spinta psicologica della flemma tende al basso perché il flemmatico tende alla cessione per togliersi da ogni fatica, contrasto. Fugge da tutto ciò che indica sacrificio e rinunzia di se stesso che implichi uno sforzo. Quindi è la personificazione della neghittosità. (C.U. 25) Facilmente nell’incedere il soggetto trascina le scarpe.
Davanti alle lodi e ai rimbrotti resta impassibile. Fa il suo comodo senza badare a quello che dicono o potrebbero dire gli altri. (C.U. 26)

– indicano tendenza alla menzogna che tende a liberarsi dai fastidi per neghittosità. (Vz, 296)

scrittura Flemmatica: sta in quelle slabbrature specie delle a e delle o. (T, 167)
Indice di menefreghismo. Questi soggetti tendono a non curarsi di forzare l’attenzione, di modo che la stessa attenzione per essere attenti è un motivo della loro disattenzione, perché il loro sforzo non è effettivo. (ib.)
(se vuole sbrigarsi, è per finire il fastidio che prova)

indicano indugio sostanziale, che spesso va a finire nella omissione di un obbligo, di una necessità, di una utilità. (T, 408)

E’ il segno della noncuranza e riguarda principalmente l’istinto vitale. Quando il soggetto flemmatico è ben pasciuto, l’istinto psichico tace e l’istinto sessuale può sfociare come complemento dell’istinto vitale. (P.P. 11)