Ricci del Nascondimento

segno modificante della volontà

I ricci rivoltati indietro sotto la parola indicano la cura per occultare il proprio io. Tale cura si manifesta sotto una forma non rude, ma piuttosto delicata di riservatezza. Parlo di delicatezza esterna, perché la cura per occultare il proprio io va, in questo caso, accompagnata da un sentimento che spinge a guardare gli altri obliquamente.
Gli individui che hanno tale riccio in quanto tale nascondono la verità. Può essere che la neghino, ma per accidens. Tendono a tenere nascosto il proprio pensiero e il proprio sentimento. Non che l’individuo sia menzognero, ma non dice quello che pensa anche quando sarebbe obbligato di dirlo. Il modo come nasconde il proprio pensiero e il proprio sentimento dipende da altri segni accompagnatori, e da altri segni accompagnatori può anche avvenire che il detto nascondimento si determini per una menzogna bene architettata. (T, 304)

E’ il segno dell’abilità per non compromettere il proprio io. In questo senso è il segno del nascondimento dell’io. Quindi se il soggetto parla o manifesta qualche cosa che deve stare nel segreto, la manifesta in modo come se non fosse stato lui a manifestarla. Sotto questo punto di vista il segno Ricci del nascondimento è il segno della ipocrisia.
Coloro che hanno questo segno tendono pure a parlare poco, a stare molto a sentire, a dire qualche parola di sfuggita come di commento.
Sono inclini a compiti di ragioneria, di computisteria; hanno la tendenza a fare da segretari, i quali molte volte debbono – per far piacere al principale – dire le cose diversamente da quello che pensano e mostrarsi convinti e difendere quello che dicono. (Att, 125)

La spinta psicologica dei ricci del nascondimento è indietreggiante, di modo che è una spinta fatta alla chetichella, breve, appena percettibile. Questa spinta psicologica si avvera per lo più in coloro che hanno bisogno di mantenere un segreto, di non far capire qual è il loro intimo.
Tendono a commentare un fatto, ma non si sbilanciano a favore o contro, sebbene possano far supporre da tutto il complesso che sono secondo l’opinione dei presenti specialmente se superiori.
Nascondono abilmente la mano in ciò che potrebbe comprometterli. L’incesso è distinto, non impettito o eretto o dimesso; ma, se dimesso, con una certa tinta di ricercatezza. Il parlare è piano con flessuosità e dolcezza di voce. Hanno un movimento del capo come di uccello cantore quando canta le note più belle. L’atteggiamento dell’occhio è nella serietà melliflua. Il gesticolare è accogliente. Se entrano in possesso della irascibilità, questa non esplode facilmente se non in una discussione educata e in modo educato; mentre può agitare l’interno ed essere manifestata con i familiari. (C.U. 29-30)

Questo segno non è indice di menzogna, ma di occultamento della verità. Il principale motivo è di non far conoscere il proprio pensiero e il proprio sentimento, per cui si dà l’occasione di fare le più disparate supposizioni sulle sue convinzioni. (Vz, 287)

Questi ricci danno l’apparenza della prudenza, della perspicacia, della ponderazione, della profondità, che possono ingannare di primo acchito anche l’esperienza più consumata. (T, 410)
da questo nascondimento emerge una stima non oggettiva negli altri verso colui che ha questo segno, una fidanza non rispondente alla gravità dei casi, un’acquiescenza che manca di fondamento. (T, 409)

Conferiscono all’intelligenza quella abilità che può essere una dote per mantenere i segreti, per non compromettersi in un affare imbrogliato. Dispongono il soggetto a purificare in un certo modo il pensiero prima di esprimerlo, perché nessuno ne possa abusare con una interpretazione che possa danneggiare il soggetto. In ragioneria, in politica, in diplomazia questi ricci sono quasi del tutto necessari. (Att, 73)

  • Pare che in tutte le azioni rivolti indietro il pensiero, perché non se ne legga l’intimo senso.(T, 309)
  • Scivola nell’opportunismo. (Sc, 16)
  • Induce le facoltà psichiche al ragionamento per lo scopo dell’autonascondimento. (P.P. 40)
  • Tali ricci sono indice anche non del coraggio aperto ma di quello che cerca di prendere in trappola. (T, 450)
  • abilità per ragioneria, segreteria (Att, 8)
  • disponibilità a gabbare il pubblico (Att, 325)

Questo segno, per se stesso, non è indice di menzogna, ma di occultamento della verità. Psicologicamente questo occultamento non è semplice come potrebbe sembrare di primo acchito. Perché chi nasconde la verità lo fa per un motivo. Qui non si tratta di carattere cupo, ma di carattere che coscientemente e di proposito nasconde la verità. Il principale motivo è di non (far) conoscere il proprio pensiero e il proprio sentimento, per cui dà l’occasione di fare le più disparate supposizioni sulle sue convinzioni. (Vz, 286)

E’ il segno grafologico della tendenza all’introversismo. L’introversismo impegna principalmente le facoltà psichiche in quanto le induce al ragionamento per lo scopo dell’autonascondimento. Quindi riguarda principalmente l’istinto psichico. (P.P. 40)

Il nascondere il proprio pensiero (Ricci del nascondimento) è un accrescitivo degli Angoli C, di cui però il pubblico si accorge e tende a scemare la propria fiducia verso il soggetto. (Att, 256)