Secca

segno sostanziale della volontà e dell’intelletto, che travolge tutta la sostanza dell’io.

DEFINIZIONE: è la scrittura angolosa acuta, senza ricci e come stecchita, stretta di lettere e specialmente tra lettere.

E’ indice genuino dell’avarizia intellettuale, morale e materiale. Perciò spirito di contraddizione, invidia, accettazione di persone, simpatia e antipatia irragionevoli.
L’avarizia intellettuale si manifesta nel non accettare mai e nel non fare mai buon viso alle cose altrui in quanto sono altrui, e nel presentare le cose proprie quasi fossero di valore assoluto. (sofisticheria su tutte le cose altrui)
L’avarizia morale poi consiste nel non prodigare esortazioni, consigli, correzioni e simili se non dietro un compenso materiale o compenso di ossequio di favoreggiamento. L’avaro in tutte le cose pensa sempre all’acquisto, all’avere e mai al dare. (T, 263)

Hanno concetti stringatamente laconici e tendono per questo a cercare la parola adatta per non adoperare delle frasi. Nemici della circonlocuzione. Hanno un che di spinta a fissare le idee. Non hanno alcuno spreco nei sentimenti anche quando sono nel massimo grado della euforia. Difficilmente danno soddisfazione anche in quelle cose che a loro non costano sacrificio. Sono capaci di grande cultura, specialmente storica. Hanno una grande memoria materiale per statistiche, per date, per nomi, ecc. Vanno soggetti alla gelosia, alla vendetta; vogliono essere rispettati. (T, 263-264)

E’ il segno grafologico della grettezza, della tirchieria intellettiva e materiale, della impassibilità, del godimento per la situazione difficile o comunque sinistra di un avversario, della contraddizione per la contraddizione, della tendenza ad accumulare, del nascondimento di quello che il soggetto possiede, della mancanza di compassione nei casi più compassionevoli.
Tutti i significati sopra indicati dipendono dalla impassibilità del soggetto per i casi altrui. Egli è passibile soltanto per i propri casi. Allora in lui si manifestano fatti strani e contraddittori: può essere che diventi espansivo, quasi scialacquatore, specialmente quando si tratta di sfogo di lussuria. (Att, 97-98)

con Largo tra parole: abilità per lo sfruttamento che procede dagli affari, dal commercio preso in largo significato. Si ha l’abilità per lo sfruttamento del prossimo, l’abilità per i cavilli egoistici a proprio favore.
E’ questa un’abilità sinistra, che spesso si trova in coloro che sono intenti al commercio. Costoro non si possono dire abili per affari considerati in se stessi (questo richiede una grande intelligenza); ma sono abili per lo sfruttamento. (Att, 68)

Siccome questo segno è indice di avarizia e perciò di spirito di contraddizione, di invidia, di accettazione di persone, di simpatie e antipatie irragionevoli, ne viene che è anche indice di tendenza diretta alla menzogna per mettere sotto luce accettevole tutte le tendenze dette sopra. (Vz, 278)

E’ il segno grafologico dell’avarizia materiale e psichica. Tutti e tre gli istinti sono, per modo di dire, incatenati e debbono subire l’impero della volontà.
L’istinto psichico è il più mortificato in quanto deve muoversi e sfociare secondo il comando del sentimento.
L’istinto sessuale può essere del tutto interedetto. Ma anche può essere così forte nel soggetto da superare tutte le pretese di Secca e comandare a oltranza.
L’istinto vitale può essere interdetto in parte o nelle modalità, circa il nutrimento e circa le esigenze dell’igiene. (P.P. 37)

L’avarizia produce in chi la possiede uno stato di irritazione (l’avaro è irritato in sè per conservare i suoi beni ed è irritato con gli altri perchè li ritiene nemici del suo avere). (Sc, 104)

Filiforme accentua il segno Secca, mentre il segno intozzata in quanto tale lo diminuisce, in quanto intozzata è meno secca e meno scheletrica. Il segno filiforme porta più all’egoismo. (Vz, 88)

LUISETTO

Dà l’esigenza di precisione, di economia della parola.