Stentata

segno sostanziale della volontà, indirettamente dell’intelletto.

DEFINIZIONE – E’ quella che ha:

  1. dei distacchi nel corso delle lettere e della parola;
  2. degli inceppamenti repentini (specie di angoli);
  3. delle intozzature che dipendono da difficoltà nel procedere;
  4. delle contorsioni nell’avanzarsi sul rigo (nella stessa lettera). (T, 181)

Viene a indicare stentatezza di determinazione, di risoluzione non dal dettame della coscienza, ma principalmente per non rinunciare alle pretese dell’io e quindi questo segno è anche indice della tendenza all’ira.
La stentatezza è una rabbia contenuta per un motivo egoistico: colui che la contiene vorrebbe farla esplodere ma non lo fa perchè si troverebbe maggiormente impacciato, e ciò serve ad aumentare la sua ira anzichè affievolirla.
Con Stentata, tanto l’uomo come la donna non sono mai quieti. Siccome hanno la tendenza ad inciampare su tutto, per ogni piccola cosa accendono l’ira. Quel certo spirito di contraddizione in ogni cosa può essere dettato non dalla oggettività ma dal loro stato di scontrosità La loro forma mentis è principalmente non di accomodamento, ma di recriminazione anche quando avrebbero ogni ragione di accettare le cose senza difficoltà. Il loro sentimento si potrebbe rassomigliare alla natura esterna del riccio, in modo che nessuno si accosta a loro. Non hanno remora di riflessione od altro, e sono portati a lanciare quello che hanno in mano contro coloro che sono causa delle loro escandescenze. Stentata è il segno della collera. Costoro hanno il concetto e la veste del concetto formati di diffidenza, di contraddizione, di asprezza, di acidità, di ruggine. Mantengono tutte queste cose nelle premesse, nella formazione del sillogismo e nella conclusione. Sono tipi per lo meno asociali, ma anche antisociali (sadici, dispettosi). Tali tipi sono sinceri crudemente in quello che può menomare la fama dell’avversario, ma si possono appigliare anche secondo l’opportunità alla insincerità. Nei riguardi dei familiari si arrogano tutti i diritti di educazione, di correzione, ecc. e possono per così dire distruggerli, ma guai se tutto questo viene azzardato da un estraneo o da un altro familiare, nel qual caso i familiari vengono difesi fino all’esaltazione. (T, 182-183)

Stentata arresta l’intellezione tanto nella concezione come nel ragionamento. (T, 487)

  • indugio del pensiero nei particolari che per questo riescono ad essere più spiccati.

(l’irascibilità esplode repentinamente)… la collera può esplodere ma in se stessa è un abito che tende a concepire vendette e rumina nell’animo corrodendolo. (Sc, 101)

Il vero tipo della collera abituale è colui che tende a non essere fluido nelle sue azioni, ma procede stentatamente. Nelle parole ha la balbuzie o una specie di balbuzie che ha diversissime forme; ha nel gesto un che di intreccio di movimenti che, se lasciassero una traccia di sè, formerebbero delle paraffe intrecciate e confuse; nello sguardo ha strizzamenti, battito e tremolio di palpebre, nell’incesso un che di saltellante o di marcatura pesante del piede. Tutte queste stentatezze lo dispongono alla collera.
Siccome per la sua stentatezza non ha l’agilità per reagire, si accende nella collera e arriva al punto di scaraventare addosso alla persona che è causa della sua collera quanto ha in mano, sia pure arma contundente o da taglio. Il collerico sente in se stesso un ribollimento che sale al cervello e toglie il lume della ragione. E’ permalosissimo. (Sc, 101)

La collera ha un movimento di contorsione che produce un inceppamento da cui scaturisce l’indugio. E perciò per se stessa la collera è riflessiva. Se la collera non avesse inceppamento di sorta, non avrebbe indugi e si smorzerebbe, come si smorzano l’impetuosità e l’impulsività … è l’indugio stesso forzato di cui la collera si pasce e ha vita. Sull’inceppamento si forma l’indignazione e l’indignazione è la madre della collera. (Vz, 256)

Stentata indica il carattere della vera vendetta, cioè della vendetta diretta. (G.P. 129)

Stentata è il temperamento diretto della collera. Non avendo la parola sciolta e pronta per potersi imporre, scaraventa e tende a scaraventare contro l’offensore quello che il soggetto ha in mano, senza curarsi se la cosa che scaraventa sia o non sia di valore e vada perduta. Simili temperamenti sono capaci di commettere delitti a sangue caldo, non sbollendo neanche dopo il fatto, ma ardendo anche contro se stessi per il fatto compiuto. E’ necessario eliminare ogni incitamento, perchè se ne avrebbero conseguenze non poco disastrose. E’, per modo di dire, una tempesta accecata e che acceca per la furia con cui si scatena. (Vz, 198)

Lo stentato non fa esplodere la rabbia perchè si troverebbe maggiormente impacciato. E’ menzogna in quanto il soggetto tende a contenere la rabbia dando a vedere che lo fa per motivo morale. (Vz, 291)

SOMATICA – la stentatezza e le angolosità suppongono spirito inceppato che non procede con quella spontaneità propria di chi rende tutto piano e lascia sbocciare in modo naturale i segni della verità intellettiva ed operativa. Ora l’inceppamento produce irritabilità, impedisce la giusta digestione gastrica e pancreatica, sconvolge la retta distribuzione degli acidi, comprime le funzioni del fegato e via dicendo, per cui l’assimilazione viene ad essere turbata; ciò comporta la mancanza di quiete vegetativa per il nutrimento delle varie parti fisiche. Ne avviene di conseguenza la denutrizione. (C.U. 74)

Stentata è il segno grafologico della collera. Sebbene intacchi la parte concettuale e verbosa, pure la radice della stentatezza si trova nelle disposizioni affettivo-attive, in quanto la collera è una disposizione affettivo-attiva. Per questo non riguarda direttamente le facoltà psichiche, ma quelle vitali e sessuali. Riguarda l’istinto prima sessuale, poi quello vitale. L’istinto psichico diventa servo, l’istinto sessuale può evolversi in modo violento. (P.P. 37)

LUISETTO

Dubita di essere preso in giro.