Jack Kerouac (1922-1969)

Foto: Jack Kerouac

Quali sono i punti di forza di una scrittura con il segna Staccata? Sicuramente la memoria descrittiva in quanto la mente, tramite un serrato lavoro di analisi, favorisce la messa a fuoco dei particolari.

  • scrittura di Jack Kerouac
    Scrittura: Jack Kerouac

Per questo non stupisce sapere che i libri pubblicati da Kerouac sono tutti di natura strettamente autobiografica. Dotato di una memoria di ferro (da bambino era soprannominato “Memory Babe”), questa divenne, per il suo mestiere di scrittore, il principale strumento. Nei suoi racconti si limita a narrare episodi di vita vissuta cambiando solo i nomi dei protagonisti e dei luoghi dove si svolgevano i fatti narrati, per proteggersi dal punto di vista legale.

L’uso della droga è sempre stato per lui il carburante che gli ha permesso di legare i fatti incasellati nella sua mente in una forma di narrazione. Non c’è nulla, nella sua ricca produzione letteraria, che non sia stato scritto sotto l’effetto di qualche droga, al punto che i suoi critici hanno messo in relazione il tono emotivo di quanto narrato in ogni singolo romanzo con il tipo di droga da lui usata in quel periodo per favorire il processo associativo. (2) Benzedrina, hashish, marijuana, oppio, e fiumi di alcol gli permettevano di sciogliere quel senso di frammentazione interiore, di analisi segmentata, e quindi di distacco dal reale, che gli impedivano di aderire con passione alla vita. Kerouac ne valutava il benefico influsso non in termini artistici (potenza delle immagini evocate), ma in termini propri del segno Staccata, molto più legato alla concretezza: contava quan parole riusciva a scrivere sotto l’effetto di ogni dose.

Alcune caratteristiche psicologiche del segno Staccata segnano, oltre che la personalità artistica di Kerouac, anche la sua difficoltà di aderire alla vita quotidiana. Kerouac è un disadattato sotto molti aspetti: non solo gli è impossibile inserirsi nel mondo “borghese”, e quindi non riesce a mantenere un lavoro o una relazione, ma gli risulta difficile inserirsi anche nel suo mondo “altro”. L’eroe del suo più famoso racconto, “On the road”, non è lui, ma l’amico Neal Cassady, un vero innamorato della vita, con lo spirito dell’avventuriero sempre pronto a ripartire da capo, a lanciarsi in qualche nuova impresa, a sperimentare qualcosa di nuovo. Kerouac, invece, riconosce che la sua sofferenza più grande sta proprio qui, nella sua mancanza di entusiasmo per la vita.

Quando finalmente arriva per lui il successo mondano e economico, questo entra come un potente riflettore a mettere in luce tutte le contraddizioni della sua vita: ha quarant’anni e vive ancora con la madre, da cui si è fatto mantenere fino allora; la dipendenza dalla droga ha lasciato il posto alla dipendenza dall’alcol, in un modo così ossessivo da distruggere progressivamente il suo corpo e la sua personalità. Sul piano fisico arriva a sperimentare l’orrore del delirium tremens, mentre sul piano psicologico entra nella lamentosità, nella paranoia, nell’isolamento sociale e nelle manie di persecuzione dell’alcolista avanzato. Non si fida più di nessuno, tanto meno dei suoi amici. Non può neanche più attingere sostegno dall’uso di droghe, perché i suoi viaggi cominciano ad essere terrorizzanti, e quindi affoga sempre più nell’alcol. Ciò che lo ha reso leggendario, cioè il suo atteggiamento audace nei confronti dell’esperienza, si rivela sempre più un bluff. Leggendo i suoi romanzi si poteva credere che lui stesse descrivendo lo stile di vita che impersonava; mentre questa immagine proiettata nei libri era totalmente diversa dall’uomo che era in realtà.

Ma osservando la scrittura di Kerouac non si può non cogliere, invece, esattamente ciò che lui era: un osservatore attento, dotato di una forte intelligenza analitica che “cade per forza di cose nella spezzettatura della materia analizzata, lasciandola spezzettata appunto perché non ha la forza della coesione, dell’attrazione e dell’unione delle parti per costruire un tutto.” (3) Il tipo di narrazione episodica, frammentaria, esteriore, priva di capacità introspettive e di spessore psicologico, che si adatta alla descrizione di quell’inquietudine giovanile interiore ancora senza nome, corrisponde pienamente alle caratteristiche attitudinali del segno Staccata.

La forza di coesione che gli mancava a livello di personalità, è stata attinta da una serie di sostanze inebrianti, capaci di sciogliere quel distacco che lo bloccava. Ma la personalità che si presenta carente proprio nella forza di coesione, corre un rischio molto più forte di entrare nella dipendenza, in quanto la compensazione di un limite effettuata tramite l’uso di queste potenti sostanze diventa un gioco tra forze impari: da una parte la sua mente analitica che esigeva un’osservazione dettagliata del mondo, e che per fare questo in qualche modo si separava dall’esperienza che stava vivendo; dall’altra l’abuso di stupefacenti per creare quel collegamento emotivo con il mondo che gli mancava, da cui attingere il Significato tanto agognato.