Fidel Castro

Foto: Fidel CastroFa sorridere la notizia relativa all’operazione senza anestesia richiesta da Fidel Castro; “in modo da non dovermi staccare dal lavoro urgente”, sarebbe la motivazione ufficiale del portentoso evento nelle parole del leader cubano, così come riportato dalle agenzie di stampa (ottobre 2004).

Fa sorridere per due motivi: uno di ordine politico, per cui siamo nell’onda del capo carismatico che palesa le sue eccezionali doti quasi sovrumane anche nel campo della sopportazione del dolore fisico, come si addice ad ogni vero eroe. E fa sorridere per la motivazione tipicamente maschile per cui nulla nel mondo umano può interferire con la volontà dell’io di mantenere la mente sempre completamente lucida e presente a se stessa, in grado di tenere sotto il controllo del suo raggio consapevole il mondo.

Un rapido sguardo alla scrittura di Fidel Castro permette di verificare che entrambe le caratteristiche gli appartengono pienamente, non sono solo una manovra propagandistica (benché, ovviamente, questa non vada esclusa): la sua personalità esprime con particolare evidenza sia forti doti di volontà che un bisogno accentuato di focalizzazione netta e precisa dello sguardo che poggia sul mondo.

In primo luogo ciò che caratterizza la scrittura è la triplice strettezza nelle larghezze, nel significato di: intelligenza acuta e originale (Acuta, Disuguale metodicamente), con esigenza di precisione a suo vantaggio (Stretta tra lettere), impossibilità di autocritica (Stretta tra parole) e accentuazione di radicamento nelle sue posizioni (Angoli B), oltre che inflessibilità (Aste rette) nel condurre il gioco.

Scrittura: Fidel Castro

Scrittura: Fidel Castro

La focalizzazione, in questo caso, è la risultante della parzialità del punto di vista (Stretta di lettere, Acuta), della precisione dello sguardo esteriore (Accurata), resa efficace dalla spontaneità e continuità del pensiero e dell’azione (Fluida, Attaccata) e dall’originalità (Disuguale metodico) con cui viene concretizzato il suo punto di vista. È una combinazione grafologica valida, oltre che per la narrativa, anche nel campo delle applicazioni tecniche, in quanto porta con sé una notevole precisione nel cogliere singoli fatti che accadono nel mondo fisico. Questo perché non c’è dispersione nell’osservazione del mondo esteriore e l’intuizione sostiene la successiva combinazione in quadri di riferimento.

Applicata in campo politico, la stessa disposizione è sicuramente efficace nell’ottenere risultati a breve distanza e su obiettivi molto focalizzati, ma la concentrazione su singoli fatti, su esigenze settoriali, l’eccessiva tenacia e l’incapacità di autocritica diventano i limiti e l’origine di posizioni soprattutto autodifensive.

Certamente si potrebbe obiettare che la triplice strettezza è stata necessaria al leader cubano per sopravvivere ai margini del colosso USA che tentava di inghiottirlo, e in questo senso Fidel Castro rappresenta la perfetta risposta di un uomo molto originale, determinato, concentrato su obiettivi immediati di sopravvivenza materiale. Proprio l’uomo giusto al posto giusto.

Non altrettanto rassicurante è il fatto che la scrittura di uno dei leader del gigante vicino, Bill Clinton, è caratterizzata dalla stessa triplice strettezza, quindi ancora una struttura psicologica a servizio della logica attacco/fuga basata su interessi molto parziali, ma non certo capace di una visione politica lungimirante (http://www.handwriting.org/images/samples/clinton1.htm).

Scrittura: Bill Clinton

Particolarmente inquietante, in questo contesto di espressione di grande potenza mondiale, è la mancanza completa del segno Larga tra parole, che è su livelli ancora più bassi di quelli di Castro.

Cosa si può concludere, se non che questi leaders danno voce con grande evidenza allo stato di assedio in cui sentiamo di vivere in questa epoca: restringere sempre di più lo sguardo nel tentativo di difendere i confini personali, mantenuti talmente stretti nel tentativo di salvare, per ognuno, il proprio orticello e di difendersi dai cattivi che stanno là fuori.