Dustin Hoffman (il ribelle sovversivo)

Foto: Dustin Hoffman

Questo appare come uno dei pochi attori capaci di recitare qualunque ruolo, di uscire da se stesso per essere qualcosa di totalmente altro da sé: il personaggio femminile di Tootsie, l’autistico di “Rain man” che gli valse l’Oscar, l’emarginato di “Eroe per caso”. Interpretazioni puntigliose che necessitano di lunghi studi preliminari e di capacità di introiettare il tutto e renderlo movimento espressivo articolato, complesso e non ripetitivo o stereotipato, altrimenti un attore non può reggere il ruolo di protagonista senza diventare noioso. Mentre Dustin Hoffaman affascina, diverte, convince e per di più commuove e fa anche pensare, perché è un attore ‘impegnato’.

Scrittura: Dustin Hoffman

La scrittura che viene presentata può essere analizzata solo a grandi linee, in quanto poco definita nei dettagli. Si riconoscono i seguenti segni grafologici:

  • Larga di lettere e tra lettere sopra media per l’apertura della mente e del cuore, entrambi necessari per entrare profondamente nei panni altrui;
  • Ricci del Soggettivismo e quasi nulla larghezza tra parole per il radicamento nell’io che vuole in modo istintivo, senza nessuna mediazione razionale (perfettamente inutile tentare di farlo ragionare sulle conseguenze delle sue azioni);
  • Attaccata per la grande continuità nell’azione;
  • Accurata O/10, quindi nessuna preoccupazione per l’esteriorità, o timore di perdere la propria dignità in ruoli socialmente poco rappresentativi;
  • Contorta per l’osservazione e la contraddizione, oltre che per quel certo sovversivismo che lo caratterizza;
  • Disuguale metodicamente, forte, inquieto, di rottura.

Ecco, forse l’unico ruolo che non potrebbe mai rappresentare è quello dell’uomo metodico, tranquillo o della persona razionale, che prima di agire riflette.