Robert Redford (l’avventuriero)

Foto: Robert Redford

Qui, invece, la forza espressiva e mnemonica proviene dal potere di concentrazione. In un contesto sempre di forte Disuguale metodicamente, compare la triplice strettezza, che è uno dei primi indici di attitudine per la memoria materiale, unita al segno Slanciata.

Come racconta il regista Sydney Pollack che l’ha diretto, tra gli altri, nel film “Come eravamo”, Redford ha bisogno di una fase preliminare di concentrazione iniziale sul film e poi di passare immediatamente all’azione. Detesta le prove ripetute in quanto si rende conto intuitivamente che la sua recitazione perde di intensità emotiva. Chiaramente non ha la calma interiore per entrare in qualche forma di routine: l’abitudine è deleteria per chi ha il segno Slanciata, in quanto la personalità viene potenziata solo di fronte alle novità, alle sfide, e si svuota, perdendo di entusiasmo, di fronte al noto, al prevedibile, al già sperimentato.

Quindi intuizione del contesto, memoria per i dettagli, e poi arte intesa come espressione libera (intuitiva) collegata alla capacità di cogliere le necessità del momento presente: quindi le battute incisive ma non ripetibili (Sinuosa, Slanciata, Scattante, Gettata via); la non attitudine ai lunghi discorsi (Oscura, Impaziente), la capacità di trasmettere la sensazione di essere in presenza di energia vitale molto concentrata e quindi molto espressiva, l’inquietudine e l’impossibilità di adattarsi alle regole sociali comuni (Strettezze, Scattante, Disuguale metodicamente, Oscura, Impaziente). E quindi quella sua scelta di non impersonare mai, ad esempio, leaders (troppo noioso gestire il potere sugli altri), o personaggi altruisti (non per malvagità ma per bisogno di esprimere se stesso fino in fondo). Un geniale individualista: un esploratore (La mia Africa), uno scrittore (Come eravamo), che esprime la sua unicità con intensità, originalità e totale libertà espressiva per sé.