John Fitzgerald Kennedy e Jacqueline Lee Bouvier

Foto: John Fitzgerald Kennedy e Jacqueline Lee BouvierNonostante l’immagine ufficiale di rappresentanza lo mostri con il suo solito, tranquillo sorriso, Kennedy risulta un uomo profondamente inquieto (Slanciata, Impaziente, Veloce), quasi tormentato dalla sua inquietudine, che lo spingeva ad ottenere tutto ciò che voleva immediatamente, senza mediazioni, senza discussioni, perché doveva essere sempre e comunque totalmente se stesso.

Scrittura: John Fitzgerald Kennedy

Entriamo nell’immagine dell’uomo che non chiede, ma prende, e questo non saper chiedere dipende anche da una certa oscurità intellettiva, che è una conseguenza non voluta della sua potente intuizione (Disuguale metodicamente, Slanciata, entrambi sopra media) e della ”tendenza allo stroncamento per togliersi da tutto ciò che può recare fastidio.” (segno Veloce – Sc, 172)

Il suo sentimento esige soddisfazione immediata, fino all’esaurimento della spinta, in quanto è fondato sulla sua capacità diagnostica istintiva che gli permette di analizzare velocemente ogni situazione complessa e di sentire, quasi a livello di sensitività, l’azione conseguente necessaria, già spogliata di tutti gli elementi accessori, quindi irrinunciabile (Slanciata, Parca, Veloce, Disuguale metodicamente). La sua forza nell’azione, pertanto, deriva dall’intuito, dalla sua capacità di radicarsi in obiettivi essenziali, profondi, ma è incapace di mediare perché deve essere sempre comunque totalmente se stesso (Angoli A, Slanciata) e non ha la pazienza di ascoltare i punti di vista altrui, specialmente se provenienti da persone pedanti, scontate, ristrette di mente e di cuore; mentre in lui c’è l’esigenza di allargare la sua intelligenza attraverso il contatto con il nuovo, sempre con un approccio passionale per cui la sensibilità precede la stessa intelligenza e la sua curiosità gli fa accettare le sfide che provengono dallo sconosciuto.

Uomo appassionato, capace di sfondare muri perché, come si dice (o come si spera), la fortuna aiuta gli audaci, gli eroi, coloro che si giocano tutto, che non sono per niente calcolatori, diplomatici, che agiscono profondamente di cuore. E onore all’America che si è identificata in quest’uomo, che comunque non era adatto alla carriera politica in quanto non ponderato, incapace di mediare, di sfumare, di ogni arte diplomatica perché dice ciò che pensa, direttamente, e fa ciò che vuole, immediatamente. Per lui contenersi, magari facendo appello ai segni Recisa-Parca, significa sottoporsi ad uno stress e ad un autocontrollo al limite delle sue capacità.

Ma da dove veniva questa mania di Kennedy per le donne, per cui nonostante la sua meravigliosa famigliola, perfetta da esibire davanti alle telecamere, lui era praticamente ossessionato dalla ricerca di compagnia femminile, una ricerca condotta senza tanto guardare per il sottile (“altrimenti mi viene il mal di testa”, pare abbia detto a un ministro inglese) visto che tra i compiti dei suoi assistenti c’era anche quello di trovare donne per il presidente; quindi trattandosi di una ‘mansione’ addirittura delegata spesso ad altri, siamo ovviamente fuori dal concetto di scelta in base al gusto personale.

Qui giocano parecchi elementi che richiamano a questa incontenibile attrazione: la dominanza istintuale e affettiva, a scapito di quella mentale; l’inquietudine che lo tormentava e che non riusciva a scaricare; la forte spinta a sentire il fascino femminile per la tendenza diretta all’affettività passionale (Slanciata, Scattante, Disuguale metodicamente, Aperture capo A-O, Gettata via); il bisogno di provare un sentimento di fusione per dare sollievo alla spinta competitiva che lo pungolava (Angoli A). Quindi entriamo nel campo delle dipendenza sessuale per scaricare l’eccesso di tensione, come altri possono usare alcool, droghe, psicofarmaci o tutti insieme.

E nel frattempo cosa succedeva alla first lady, com’era la personalità femminile in grado di reggere colpi del genere senza crollare lei stessa in un delirio di autodistruzione? Perché l’uomo è affascinante e quindi i contraccolpi dell’infedeltà continua, senza selezione, decisamente sfacciata perché non contenuta e non celata, sono molto più dolorosi, in quanto non le permettevano nemmeno di ‘salvare la faccia’, cioè la sua integrità di moglie. Tutti lo sapevano.

Scrittura: Jacqueline Lee Bouvier

Anche la sua scrittura è caratterizzata da un forte Disuguale metodicamente, indice di grande originalità nell’intelligenza e nel sentimento, in un contesto di vivacità interiore ma nello stesso tempo di autocontrollo per la padronanza delle esteriorità (Accurata, Elegante) e il ritrarsi del movimento affettivo in forme di contraddizione originale (Rovesciata).

Per gli strani giochi spesso prevedibili nelle coppie, quando l’uomo è intensamente passionale (e quindi teme di perdere il controllo su di sé) sceglie sempre – come moglie, non come amante – una donna ben piantata, che sia in grado di fare muro, cioè di contenere la spinta passionale, quindi di cessione, dell’altro.

Però il segno Rovesciata, che sente intensamente la gelosia affettiva, soffre per il tradimento dell’altro che non ha rispettato la sua grande intelligenza, il suo cuore e il suo ruolo sociale. Lei è riuscita a reggere, creandosi anche degli spazi personali e pubblici molto creativi, accompagnandolo nella sua carriera politica, e poi forse si è vendicata con l’incomprensibile matrimonio con Onassis.