Padre Pio

Foto: Padre PioTotalmente diversa è la struttura di personalità che ha accompagnato un altro grande mistico, Padre Pio da Pietralcina, che ha dovuto arrendersi a qualcosa di meno gratificante per un uomo: la perdita del controllo mentale su di sé.

Scrittura: Padre Pio

Questo grafologicamente è facilmente intuibile dal fatto che nella sua scrittura esistono molti segni di espressione diretta di tendenze della personalità su cui non è possibile compiere alcun lavoro mentale di smistamento o separazione di parti a favore di altre. Qui tutta la personalità è qualcosa che non accetta nessuna mediazione, né aggiustamenti mentali o volitivi, per i segni: Slanciata in forte grado che pretende l’espressione immediata di ciò che sente a livello di sentimento; assenza completa di larghezza tra parole, quindi nessuna mediazione del pensiero critico; Aste con il concavo a destra in modo spiccatissimo, quindi nessuna possibilità di giocare all’imposizione su di sé tramite la forza di carattere; Filiforme in alto grado, che segnala la presenza di una sensibilità talmente sottile nel percepire correnti impalpabili, per cui sente tutto su di sé e risponde a tutto senza mediazioni.

L’unico arresto visibile nella scrittura di Padre Pio è quello dato dagli stacchi frequenti, dal tentativo di analisi su se stesso e su ciò che ha vissuto con quell’intensità. Ma lo stacco è solo una pausa, un tentativo di rendere meno irruente il suo percorso; non è una facoltà intellettiva come il Largo tra parole, che sostiene la mente tramite la ponderazione.

Quindi Padre Pio non ha potuto che esprimere se stesso con questa assolutezza e questa assenza totale di mediazioni mentali, vale a dire di manipolazione da parte della personalità in modo da poter presentare se stesso – tramite la selezione di parti all’interno di sé – in modo più corretto, più logico, più rifinito sotto tutti i punti di vista.

Al di fuori infuriava la polemica: era un santo o un isterico, se non addirittura un volgare approfittatore della credulità altrui? E dentro di lui c’era lo stesso, inquietante interrogativo: cosa ha a che fare con Dio, che è anche Mente logica, Mente razionale, il mio percorso?

Per Padre Pio nessuna mediazione o manipolazione mentale era possibile su di sé: questo sono io nella mia totalità, non riesco a discriminare parti di me a favore di altre parti di me, perché nella mia struttura di personalità ho troppi segni di apertura e di cessione per fare questo. La mia esperienza mistica non può che essere l’accettazione totale; altrimenti io non ho gli strumenti né mentali né di forza di carattere per percorrere questa strada.

Ma si può comprendere anche quale angoscia possa generare nella personalità un percorso così al buio (della luce della mente), per cui non si sa nemmeno esattamente se si sta andando nella direzione del Cielo o dell’inferno.

Riguardo a questo scriveva: “Preferirei mille croci, anzi ogni croce mi sarebbe dolce e leggera se non avessi questa prova, di sentirmi cioè sempre nell’incertezza di piacere al Signore nelle mie operazioni.”

La riabilitazione della Chiesa lo sollevò appena da questo stato di angoscia.