La personalità di Papa Wojtyla

Foto: Papa WoitylaIl coraggio implica la capacità della personalità di essere ben definita nella sua unicità (Angoli A) e incline al non conformismo (Disuguale metodicamente) – altrimenti non sarebbe necessario il coraggio per fare o dire quello che fanno o dicono tutti – unitamente alla spinta necessaria per manifestare questa unicità nel mondo.

Scrittura: Papa Woityla

Quindi deve essere presente nell’io una disponibilità a correre dei rischi, connessi con l’espressione di sé sul piano esteriore, senza sentire il timore di essere invaso o quello di perdere la propria specificità nel momento del confronto. Il coraggio, quindi, è collegato alla percezione di sé come unicità capace di imprimere la propria impronta nel mondo, e non il contrario. È una sensazione interiore che però deve sempre essere rimessa alla prova, perché è una disposizione la cui presenza si può verificare solo di fronte alle sfide che via via si presentano nella vita, e non di fronte al noto.

Guardano la scrittura di papa Wojtyla, è di immediata evidenza tanto la forza di tenuta psichica dell’io quanto lo slancio di apertura nei confronti del mondo: le due disposizioni della personalità indispensabili per parlare di mancanza di paura.
Molto sinteticamente, come disposizioni al radicamento nell’unicità dell’io abbiamo:

  • il segno Mantiene il rigo molto elevato (almeno 9/10), in quanto presente nei suoi due requisiti di tenuta orizzontale e omogeneità nell’inclinazione (togliendo 1/10 per la presenza di una lieve oscillazione assiale), indice di grande fermezza di carattere, di “padronanza delle proprie forze per essere superiore ad ogni ostacolo” (T, 106);
  • gli Angoli A piuttosto spiccati, indici di notevole reattività psichica, che spingono la personalità a non rifuggire dal rischio, in quanto ha bisogno di agire e di esprimere fino in fondo se stessa, in qualsiasi campo ponga il suo interesse;
  • il segno Disuguale metodicamente, indice di forte originalità dell’intelligenza e del sentimento; quindi una individualità esigente nella ricerca della sua unicità, che ha la forza di mantenere invariabile nel movimento di espressione di sé.

In questa personalità, anche la mente gioca un ruolo di appoggio alla sensazione di forza interiore, in quanto è presente la triplice larghezza equilibrata, indice di oggettività nelle valutazioni e di circospezione intesa come capacità di valutare le conseguenze delle azioni; entrambe le disposizioni rafforzano la capacità di controllo interiore ed esteriore. Inoltre l’oggettività è favorita anche dalla capacità della mente di semplificare e spogliare di ogni apparenza quanto fatto oggetto di attenzione (Slanciata, Sobria) per arrivare a coglierne l’essenza.

Sono presenti, inoltre, altri segni di radicamento nell’io (Angoli B per la tenacia, Aste rette per l’inflessibilità) che uniti ai precedenti suggeriscono un’immagine di un uomo capace di imprimere la sua impronta personale senza alcun cedimento rispetto a ciò che lui ritiene oggettivamente giusto.

Però, quasi a mitigare questo temperamento di resistenza ad oltranza, sono presenti delle tendenze che spingono la personalità a forme di genuina socialità e di apertura: la grande generosità del giudizio (Larga tra lettere), ad esempio, impedisce alla personalità di riversare la sua austerità sugli altri; la comprensione originale della varietà del movimento che appartiene alla vita (Disuguale metodicamente) rende articolato il giudizio; inoltre c’è una tendenza diretta ad un movimento estroversivo spontaneo e immediato (Slanciata, Pendente) di interesse verso gli altri.

Un uomo molto radicato nella sua unicità, consapevole della sua forza interiore, dell’originalità e della ricchezza delle sue risorse, in una posizione di apertura grazie al suo sguardo appassionato e generoso nei confronti del mondo: non ci si può stupire se nel corso del suo lungo pontificato la sua immagine ha suscitato tanti consensi e simpatia.

In particolare il suo richiamo a non avere paura si collega alla sua capacità di non avere paura, che non è frutto di autosuggestione ma di qualità sostanziali della sua personalità intrecciate artisticamente in lui. E questa sua mancanza di paura lui l’ha offerta come estensione della sua forza, consapevole del fatto che la debolezza (del gregge) richiama la forza (del pastore). Ma non ha senso un giudizio morale di condanna della debolezza (cosa, infatti, che non gli apparteneva), mentre ha senso riconoscere il bisogno dell’umanità di essere sostenuta e incoraggiata.