Hitler: chi era costui?

Foto: Adolf HitlerAnalizzare la scrittura dei personaggi famosi diventa sempre molto complesso per la difficoltà di accedere a reperti originali e, soprattutto, autografi. Più volte, in questo campo, mi sono imbattuta in false attribuzioni, come ad esempio la scrittura di Leopardi pubblicata su ‘I grandi dalla scrittura” (Moretti, 1966) che non è di Leopardi (la vera scrittura di Leopardi è riportata nel volume ‘Facoltà intellettive attitudini professionali dalla Grafologia’). Anche sulla scrittura di Darwin e sull’analisi durissima fatta da Moretti ci sono molte perplessità, confermate dallo stesso Luisetto. Più che l’analisi grafologica di un grande scienziato, si tratta, in questo caso, di un’esecuzione sommaria e fortemente emotiva di quello che era considerato un nemico della Chiesa.

Se passiamo, poi, ad analizzare un personaggio ancora così controverso come Hitler, non solo dal punto di vista storico ma anche grafologico (i famosi falsi diari di Hitler!), attingere a fonti grafiche sicure può essere assai arduo.

Per quanto riguarda Hitler, non mi ero mai posta il problema dell’autenticità della grafia presentata da Moretti nel libro sopra citato, soprattutto perché l’analisi grafologica che ne consegue risulta molto convincente, anzi affascinante per il complesso gioco delle motivazioni e delle tendenze della personalità analizzate.

Ma poco tempo fa mi sono casualmente imbattuta in un’altra scrittura di Hitler, ben diversa da quella che conoscevo, da cui consegue un’altra personalità grafologica, anche questa molto convincente, però piuttosto diversa alla prima.

Quale sarà la vera scrittura di Hitler? Questa o un’altra ancora?