La scrittura di Hitler proposta da David Irving

Mi riferisco alla scrittura di Hitler pubblicata nel libro di D. Irving, “La guerra di Hitler” (Edizioni Settimo Sigillo, Roma 2001)

  • La scrittura di Hitler presentata da D. Irving
    Scrittura: Adolf Hitler

La scrittura riportata suggerisce almeno due importanti considerazioni:

  1. penso che l’Autore difficilmente possa aver pubblicato un falso, in quanto nelle sue lunghe e minuziose ricerche sull’argomento ha affrontato massicce quantità di materiale autografo e dovrebbe aver imparato a districarsi tra le insidie che si possono nascondersi nell’affrontare un personaggio così controverso;
  2. a livello grafologico, ciò che colpisce a prima vista, esaminando questo nuovo documento attribuito alla mano di Hitler, è che tutta l’analisi psicologica costruita da Moretti semplicemente non corrisponde alla scrittura in esame, e quindi, se questa è la vera scrittura, l’analisi grafologica è tutta da rifare.

Sicuramente nei due campioni grafici esaminati la firma corrisponde: tanto in Moretti che in Irving il modello grafico-formale è lo stesso. Questo significa che, anche se la manoscrittura è diversa, per la firma gli autori si sono ispirati ad un modello comunemente riconosciuto valido.

  • Le due sottoscrizioni a confronto (campione ex Moretti a sinistra e campione ex Irving a destra):Scrittura: Adolf Hitler (campione ex Moretti)Scrittura: Adolf Hitler (campione ex Irving )

Ma è il potenziale intellettivo di base ad assumere totalmente un altro significato.

Innanzitutto l’uomo politico, secondo Moretti, deve possedere un’intelligenza superiore e molto equilibrata, data da ‘Larghezza di lettere e tra parole’ almeno sui 7/10. L’equilibrio intellettivo, inoltre, è condizione necessaria per la rettitudine e la lealtà (Att, 299), in quanto chi è di forte ingegno “non ha bisogno di ipocrisie e di sotterfugi per raggiungere lo scopo.” (Att, 296)

Queste qualità della mente e del carattere non appartengono alla grafia in esame, in quanto presenta questi segni in grado medio. L’intelligenza, quindi, non è superiore per ponderazione, né adatta per filosofia o politica (come è, invece, la scrittura esaminata da Moretti), ma è anche contaminata da altre tendenze che premono per avere soddisfazione immediata in ordine alle pretese individuali del soggetto, e queste sono visibili nella combinazione dei segni Pendente, Acuta e Accurata. Questi segni, come le larghezze, sono visibili e quantificabili nonostante la riproduzione grafica riportata non sia ben definita, e risultano pertanto analizzabili. Vediamo in dettaglio il loro apporto psicologico.

La scrittura è spiccatamente Pendente (almeno 7/10), vale a dire l’affettività domina veramente tutto l’essere, che si abbandona in modo morboso al suo bisogno di associare la propria personalità con quella altrui, e dove prova simpatia, attaccamento, usa forme insistenti, pesanti, di intromissione, di servizievolezza, di accoglienza, che prendono apparentemente le forme dell’altruismo, mentre non tendono che a soddisfare le pretese del sentimento affettivo orientato al languore. La personalità, conseguentemente, a lungo termine perde di forza, in quanto ha bisogno di appoggiarsi agli altri, perché si nutre del sostegno affettivo degli altri, ma si nutre anche delle accuse, delle stranezze delle persone che lo circondano, in quanto tutto ciò rilancia e potenzia le complicazioni affettive, su cui ama soffermarsi e discutere. Il segno Pendente, per se stesso, difficilmente resta libero dall’insincerità, in quanto è abile nel manifestare accoglienza verso gli altri finché sono presenti e sono manipolabili affettivamente, per poi stroncarli appena si allontanano. La personalità, in questo continuo gioco di ricerca della rispondenza affettiva, è dominata dall’esigenza di considerazione, di essere riconosciuta, di avere sempre intorno gente con cui rapportarsi, ed è dominata anche da sentimenti di simpatia e antipatia personale e di generosità verso coloro che non lo contraddicono. Dove ha simpatia, si attacca con una costanza e una forza straordinaria, ed è la costanza dell’affettività che pretende la propria soddisfazione.

La scrittura, inoltre, è spiccatamente angolosa (Acuta), quindi il soggetto è dominato da un sentimento reattivo esacerbato, che trascende nella sottigliezza e nell’acutezza per difendere se stesso e per assalire gli altri. Da un punto di vista intellettivo dà ”la tendenza a sottilizzare oggettivamente e sottilizzare sofisticamente quando interviene la puntura dell’invidia.” (Vz, 285) L’intelligenza acuta che lo caratterizza a causa dell’elevato grado di angolosità grafica, procede per mezzo di assaggi, contraddicendo, arguendo, polemizzando, imbarazzando, con la capacità di usufruire del risultato delle discussioni e delle polemiche, che immagazzina nella memoria.

Il segno Accurata, infine, spontaneamente Accurata, dà la precisione materiale, esecutiva, come pure la cura delle esteriorità e sostiene, in questo caso, l’ambizione di prevalere.

Complessivamente considerati nella loro reciproca interazione, questi segni grafologici conducono ad un intreccio di motivazioni ben diverso da quello individuato da Moretti nell’altra grafia: risulta sempre un uomo ambizioso, ma non per superiorità intellettiva, quanto piuttosto per la forza della spinta a mettere in campo tutte quelle ricercatezze (Acuta, Accurata) che consentono di dare all’Io il trionfo dell’idea che si è prefissato. Per questo il soggetto ha a sua disposizione un’interiorità reattiva ed aggressiva, che porta alla contraddizione e al gusto della contraddizione, quindi abilità per l’oratoria basata sulla polemica e sulla recriminazione (Acuta), sostenuta da fermezza (Mantiene il rigo) e inflessibilità (Aste rette).

Ma ciò che dà ancora più forza alle pretese dell’Io è l’accentuata pendenza grafica che, unitamente ai segni Acuta e Accurata, porta direttamente alla pretesa di soddisfazione del sentimento egoistico dell’Io. Il segno Pendente in grado così elevato, come abbiamo visto, contamina l’intelligenza in quanto pone in essere l’abilità della manipolazione dei sentimenti, la commedia dell’affettività per soddisfare le pretese individuali, il piacere di soffermarsi sulle dispute e sugli assalti di natura affettiva, il piacere di tormentare e di essere tormentato, le tendenze paranormali negli affetti, arrivando a forme di isteria per abbandono all’intensità dei sentimenti provati, che oscurano la lucidità della mente.

E’, ovviamente, un segno che in gradi così elevati non dovrebbe proprio stare in un uomo politico, e ancor meno se abbinato con il segno Acuta, in quanto si accendono e si rilanciano reciprocamente, senza che intervengano elementi di contenimento razionale, di ponderazione.

Vediamo che il segno Larga tra parole, indice delle facoltà critiche, non è in grado di fare questo, perché viaggia su un valore sotto media e neppure costante, perciò non solo la ponderazione, ma nemmeno la semplice lucidità menale è sempre garantita. Ma anche se la larghezza tra parole fosse più omogenea, in questo caso la ponderazione non riuscirebbe a riequilibrare le pretese esagerate del sentimento, ma solo a dar loro maggiore forza grazie al sostegno di articolate e diversificate argomentazioni.

Il soggetto, inoltre, ha una fortissima spinta all’indipendenza di pensiero e di azione (Disuguale metodico) e sa di essere capace di intuizioni potenti che più volte nella vita l’hanno tolto dai guai. Non è in grado di usare questa facoltà in modo ponderato, costruttivo, ma è in grado di usarla in emergenza.

Dispone, inoltre, di notevoli doti di spontaneità, scioltezza intellettiva e operativa (Fluida), precisione e originalità nel linguaggio e capacità di servirsi in modo strumentale degli altri per raggiungere i propri obiettivi (Pendente, Accurata).

Credo che nessuno oggi possa più pensare, al di là delle valutazioni di merito, che Hitler e pochi altri siano stati responsabili di tutto ciò che è avvenuto in nome del nazismo: nessun individuo, interpretato secondo criteri sociologici, psicologici o storici, può avere un potere del genere, questo è un assunto comunemente condiviso all’interno dei tre ambiti di ricerca sopra specificati.

Grafologicamente considerato, il campione grafico presentato da Irving sostiene l’immagine di un uomo diventato un dittatore perché perfettamente rispondente ad un momento storico particolarmente drammatico e violento, che ne ha alimentato l’ego alterato e limitato, utilizzando anche molte capacità reali.

Potrebbe avere spazio una figura politica simile oggi?

In parte ancora sì: il modello di scrittura esaminata non è del tutto assente tra gli uomini politici, perché corrisponde al bisogno di lotta, di divisione, di radicamento in se stessi fino alla sconfitta totale dell’altra parte.

Diverso, in questo, dal modello grafologico dell’uomo politico proposto da Moretti come ideale, caratterizzato dalla triplice larghezza equilibrata sopra media, indice di intelligenza superiore ed equilibrata, da lui esemplificato con la scrittura di Cavour.

  • Scrittura di Cavour:
    Scrittura: Camillo Cavour

Tra le altre cose, Moretti vedeva come necessaria, per l’uomo politico, la “disposizione ad aborrire l’adulazione e gli adulatori” (Att, 300) e questa disposizione è forte in Cavour. Al contrario, il bisogno di potere esasperato, come nel caso di Hitler, si nutre e si circonda di adulatori, rendendo così la propria posizione sempre più distaccata dal reale e quindi progressivamente più precaria.