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L’analisi di personalità

La scrittura di Darwin a prima vista conferma che ci troviamo di fronte ad una personalità, usando la terminologia junghiana, che ha come funzione principale il pensiero, in quanto domina il segno ‘Larga tra parole’ sopra media, indice della spiccata disposizione al ragionamento e alla critica. Questo significa che, come scienziato, è innanzitutto affascinato dalle teorie che si possono estrapolare dai fatti, in quanto una scrittura che presenta una larghezza tra parole di ampio respiro è indice di una personalità che ama e ha la forza (se in un contesto di triplice larghezza equilibrata) di costruire teorie di ampio respiro, che siano in grado di raccogliere molti fatti. La potenza del pensiero razionale, come scrive Moretti, viene dal fatto che “La mente del ragionatore stacca, astraendo, con una specie di gusto di dividere, ciò che è essenza da ciò che è accidentalità in una cosa, ciò che è permanente ed immutabile da ciò che è fuggevole; e divide l’uno dall’altro con una divisione netta e ben decisa.” (T, 153). La scrittura di Darwin, in questo senso, è indice di spiccata attitudine alla filosofia della scienza.

L’approccio sensoriale che nutre l’elaborazione e la successiva costruzione teorica di Darwin è focalizzato, cioè molto mirato a specifici aspetti del reale. Non si tratta di astratte, profonde questioni filosofiche, ma parte da problematiche strettamente definite (scrittura Stretta di lettere, Acuta), come è evidenziato del resto dai suoi interessi: otto anni di studi per classificare i cirripedi, tanto per fare un esempio, costituiscono una base decisamente molto settoriale, anche frustrante per un teorico di largo respiro, su cui però la mente si può esercitare sui problemi posti dalla definizione e classificazione delle specie. Il gioco mentale, quindi, è tra l’osservazione acuta, radicata nel particolare che suscita interrogativi molto concreti, con la sua evidenza di fatto non inquadrabile nelle teorie dominanti, e la mente ragionatrice che si sente costretta a scendere in campo per ampliare l’indagine e la ricerca teorica di nuove spiegazioni che tengano conto dei fatti osservati. E qui c’è un altro importante aspetto relativo alla triplice larghezza presente in Darwin e che dovrebbe appartenere, di norma, alla mente di ogni scienziato, che è la generosità (Larga tra lettere) nella ricerca delle possibili cause degli effetti osservati, e quindi apertura nei confronti della complessità del mondo; il tutto sottoposto al lavoro del pensiero critico che tende a discutere fino all’esaurimento, con rigorosità logica e originalità concettuale, sugli aspetti e le contraddizioni del reale che hanno colpito la sua attenzione (Larga tra parole almeno 8/10).

Scrittura: Charles Darwin

La potente combinazione data dalla triplice larghezza trova sostegno creativo interiore nell’intuizione (Disuguale metodicamente), nella continuità (Attaccata), nella tenacia (Angoli B), nella fermezza (Mantiene il rigo). Tende alla laconicità di concezione (Parca), favorendo così la tendenza alle scienze esatte, pur senza perdere nulla nell’accuratezza della definizione (Accurata spontanea).

Si tratta, con ogni evidenza, di un teorico profondo, raffinato, articolato, capace di comprendere le lacune del suo pensiero, di anticipare le eventuali contestazioni, di amarle quasi in quanto gli permettono di pulire la sua teoria da eventuali inesattezze che gli possono essere sfuggite.

Dal punto di vista sociale non è isolato (Pendente, Sinuosa), però ha la forza di mantenere la distinzione precisa del suo pensiero, senza accomodamenti che non derivino dal rigore logico e critico che lo caratterizzano. Avendo questa esigenza di argomentazioni precise e articolate, ha la forza, le risorse interiori di accettare l’isolamento piuttosto che svendersi, sfumare o aggiustare il tiro rispetto a pressioni che non derivino da posizioni razionalmente fondate.