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Critica e polemica

Nel contesto psicologico evidenziato dalla scrittura si spiega chiaramente perché le grandi opere teoriche di Marx siano in realtà delle lunghissime diatribe contro dei personaggi sconosciuti ai più, ma che scatenavano la sua sarcastica verbosità; lo stesso Engels lo pregava spesso di non sprecare la sua mente prodigiosa contro obiettivi così irrilevanti.

Perché un genio come lui, a cui tutti riconoscevano una raffinatissima formazione filosofica oltre che profondità e originalità di pensiero (molti degli stessi poliziotti incaricati di sorvegliare questo pericoloso rivoluzionario restavano affascinati dalla sua cultura e dal suo argomentare), aveva bisogno di scendere a forme di durezza polemica contro i suoi avversari, o presunti tali, spesso sconcertante per chi lo conosceva? Perché una mente creativa come la sua doveva abbassarsi a livelli così miseri, così pieni di livore, nell’argomentare contro le tesi altrui? A parte l’ovvio influsso dell’emotività, che è la diretta responsabile della sua aggressività verbale in quanto conduce la mente a reagire a pericoli immaginari, Marx è consapevole che questo processo di scontro gli permette non solo di definire se stesso, ma di uscire finalmente dallo stato di indecisione che lo perseguita, dall’eterno raccogliere dati. Intanto polemizza, ma quando avrà raccolto abbastanza dati, abbastanza argomenti, abbastanza prove, sicuramente la verità gli apparirà davanti con assoluta chiarezza e lui potrà finalmente mostrarla al mondo.

La sua indecisione, in un certo senso, è ciò che gli ha permesso di muoversi sempre in avanti, mai pago di ciò che aveva raccolto.

Chi lo aiutato a concretizzare ciò che altrimenti non era possibile fare solo con il suo spirito di contraddizione è stato l’amico Engels, che ne ha riconosciuto il genio, ma anche le debolezze. E quindi ha operato come solo l’amore può fare, sollecitandolo a concludere, perché Marx era sempre immerso in un mare profondo di nuove letture e di ulteriori approfondimenti; lavorando nell’impresa paterna per poter così mantenere il suo amico, perché Marx con ogni evidenza era incapace di mantenere un qualsiasi lavoro e se non fosse stato per Engels tutta la famiglia di Marx sarebbe morta di fame. Engels fornì a Marx anche la sua conoscenza di prima mano della classe operaia, perché Marx neanche sapeva cosa fosse un solo proletario, altro che la classe intera. Engels arrivò al punto da addossarsi la paternità del figlio illegittimo di Marx, per proteggere la reputazione dell’amico.

Scrittura:  Friedrich Engels

Come emerge dalla sua scrittura (Pendente, Fluida, Accurata, Attaccata), Engels riusciva a trasformare qualsiasi cosa in prodotto finito, confezionato, ma ha sempre riconosciuto che il genio creativo, nel loro sodalizio, proveniva solo ed esclusivamente da Marx.

Modestamente Engels ha scritto di se stesso: “In tutta la mia vita ho rappresentato il ruolo per cui ero stato creato: quello di secondo violino… Sono felice di aver avuto un primo violino eccellente come Marx.” (6)