1. Madre/Figlio
SEGNI GRAFOLOGICI
Angolo A – insincerità
Larga tra lettere 7 – tendenza a largheggiare
Convolvoli – tendenza a circonvoluzionare
Aste a sinistra – repulsione
Parallela – unilateralità
Flessuosa – tergiversare insincero
Oscura – nebulosità di pensiero e sentimento
Accurata, Levigata.- proprietà affettata
Tecnica – precisione esecutiva
TEMPERAMENTO DOMINANTE
attesa, da Flessuosa/Levigata/Ponderata, per dominare e coprire la sottostante tendenza all’assalto, da Angoli A e Aste concavo a sinistra.
ADATTAMENTO ESTERIORE
Larga tra lettere, per l’apparenza della generosità e dell’apertura
Convolvoli, per il movimento di ripiegamento interiore che rimugina in modo assai involuto e tende a coprire le ragioni del sentimento ferito e molto risentito.
ANALISI
La personalità si è evoluta attraverso i modelli tipici del comportamento reattivo di distinzione della propria individualità e di difesa ad oltranza della stessa, di chiusura del sentimento e conseguente involuzione dello stesso in forme di negazione di ogni forma di affettività vissuta come debolezza, e quindi pericolosa al massimo.
La reazione di chiusura è rafforzata da una spinta assai intensa alla repulsione verso chi tenti di opporsi alla sua volontà.
La reattività e la repulsione sono due movimenti interiori che creano barriere autoprotettive impenetrabili, in quanto hanno assunto forme stereotipate, vale a dire entrano in campo immediatamente indipendentemente dalla presenza di situazioni-stimolo esteriori che le possano attivare. Sembrano, pertanto, meccanismi di copertura reattivi a seguito di possibili episodi traumatici.
Il soggetto è ben poco consapevole delle sue dinamiche interiori, che pertanto restano nel terreno inesplorato dell’inconscio, in quanto è dominata da forme di oscurità intellettiva, e per questo si interessa poco di ciò che può impegnare le facoltà mentali.
L’espressione dell’io, pertanto, non viaggia sui binari mentali, e neanche in quelli affettivi, ma viene mediata da una forma di compitezza nella concezione intellettivo-affettiva e nell’espressione della stessa, con una forte ambizione di prevalere nel campo del rispetto delle convenienze.
La dominanza di valori orientati all’esteriorità e al consenso, come pure al bisogno di prevalere riguardo alla compitezza, porta all’adesione delle idee che corrono, al punto da difendere le idee del suo ambiente anche se contrastano con la sua opinione interiore.
Il soggetto è poco o nulla consapevole di essere dominata da un atteggiamento di rifiuto verso tutto ciò che possa costituire estrinsecazione spontanea e sincera del sentimento, che evidentemente costituisce per lei la ferita e la paura primaria. E’ inconsapevole, ad esempio delle chiusure della personalità, al punto da manifestare fobie di contatto e dell’impossibilità di manifestare apertamente e direttamente la propria verità interiore, qualunque essa sia.
Dotata di grande continuità nell’azione, resistenza e tenacia che si esplicano in tantissime attività, ma vissute interiormente con un sapore di artificiosità, a causa del blocco emotivo che crea vuoto interiore e eccessiva distanza dal mondo vivificante dei sentimenti e degli affetti.
SEGNI GRAFOLOGICI
Curva – estroversione, altruismo
Accartocciata – esprime il timore di essere danneggiato nelle sue esigenze materiali e psichiche
Convolvoli – tendenza a circonvoluzionare
Marcature sparse (non fluide) – collera interna
Filiforme – delicatezza di sentimento
Fluida 6 – adattamento
Aste a destra 8 – remissività, benevolenza
Mantiene il rigo, Attaccata – continuità
Ricci della Flemma – tendenza alla cessione per togliersi da ogni contrasto
La scrittura è dominata dal segno grafologico Curva, che è indice di tendenza diretta all’estroversione, alla bontà d’animo, all’altruismo e alla compassione.
La tendenza è rafforzata dalla presenza del segno Fluida, indice di adattamento, e dalle Aste col concavo a destra, indice di remissività. I tre segni, globalmente considerati, rafforzano troppo la tendenza alla cessione, creando uno squilibro in questa direzione all’interno della personalità. Troppa cessione è sempre vissuta, dai sistemi difensivi dell’io, come pericolosa, in quanto crea insicurezza interiore circa la capacità di provvedere e salvaguardare il proprio diritto di esistere come individuo.
Pertanto, inconsciamente, sono stati messi in atto degli aggiustamenti interni di protezione, assai poco visibili, per non entrare troppo in conflitto diretto con le dinamiche espressive osservate nella madre.
Compare il segno Accartocciata, che è indice di diffidenza precauzionale a causa del timore di essere danneggiato nelle sue esigenze materiali e psichiche, per cui il movimento estroversivo apparente non mette mai del tutto in gioco la sostanza dell’io, che resta un po’ avvolta.
Il soggetto, inoltre, invece di andare avanti direttamente, ritorna continuamente sugli stessi discorsi che ripete e ripete più volte (convolvoli), in quanto manca proprio della capacità di affermare/prendere qualcosa direttamente e di tagliare nettamente con qualcosa, ma tutto deve essere diluito ed annacquato più volte fino a perdere di consistenza (e di pericolosità).
Esiste, infine, una tendenza alla resistenza passiva, che si esprime in una forma di indugio sostanziale, che può concretizzarsi nella omissione di un obbligo, di una necessità, di una utilità, sotto forma di noncuranza (ricci della flemma).
DINAMICHE INTERPERSONALI MADRE/FIGLIO
Colpisce il fatto che la relazione sia basata ampiamente su dinamiche energetiche caratterizzate dalla compensazione di qualità opposte.
Esiste, infatti, una estrema polarizzazione psichica, in quanto una delle due personalità rappresenta qualità e difetti propri dei movimento introversivo angoloso (LEI), l’altra personalità esprime le qualità e i difetti propri del movimento estroversivo curvo (LUI). Da un parte, quindi, capacità di sviluppare la propria individualità nel senso di mantenerla nettamente distinta da ogni altra, sostenuta da un ampio repertorio di strategie tendenti alla difesa personale; dall’altra la capacità di accogliere, di adattarsi, di attingere alle ricchezze altrui per mezzo dell’incontro di relazione.
Le due tendenze sono in entrambi i soggetti vissute troppo unilateralmente, fino a diventare un peso per entrambi: lei si sente soffocare nella sua fortezza, lui è interiormente arrabbiato perché non riesce a mantenere attivi i confini personali e perciò si adegua troppo ai desideri, anche inespressi, degli altri. Lui soffre perché non riesce a realizzare i propri desideri, e quando lo fa si sente in colpa. Lei soffre per mancanza di fiducia e di inaridimento affettivo.
La coppia presenta troppa distanza psicologica per arrivare alla comprensione reciproca, ma il legame è forte perché ognuno dei due incarna la parte negata necessaria all’equilibrio psichico individuale.
Un altro aspetto psicologicamente assai intrigante che caratterizza la coppia in esame è il ribaltamento nel gioco di ruolo normalmente attribuito ai generi: la maggiore competenza nel campo dei sentimenti, di solito vissuta dalla donna, qui viene totalmente agita a livello cosciente da lui, che fa di questo la sua carta vincente in quanto a capacità di nutrire, sostenere, amare, provare compassione, empatia, ecc. La sua capacità di collegarsi con il mondo dei sentimenti con dolcezza, spontaneità, crea quel calore assolutamente necessario in casa anche per lei.
Va rilevato, infine, che pur nella completa diversità psicologica, le due personalità evidenziano un analogo modello difensivo di chiusura interiore, mai espresso, che scorre all’interno e al quale tacitamente entrambi si attengono: non si deve mai dire ciò che si pensa e si sente veramente, perché non sta bene, non è consentito, non sarebbe educato, attraverso razionalizzazioni varie che coprono la convinzione sottostante che la verità dei propri sentimenti sia troppo pericolosa e destabilizzante.
Lei agisce questo anche, ma non solo, attraverso gli angoli A sopra i 7/10 (strumentalizzazione della permalosità, sentirsi sempre feriti da tutto ciò che possono dire gli altri), pertanto non è mai sincera con se stessa. Sa di essere in errore, ma non lo ammette, e non accetta osservazioni da nessuno, specialmente dai figli, dai quali si difende con la maschera dell’autorità. La freddezza, la rigorosità e la “sospettosità” del sentimento arriva in lei alla crudeltà psicologica, con il gusto della giustizia punitiva, nell’applicazione della quale è sempre eccessiva. Lui, invece, ha imparato tutte le forme dell’autoprotezione indiretta, cioè tutte quelle che rifuggono da ogni forma di lotta aperta, vale a dire si piega esteriormente, si adatta in tutti i modi, cede pur di essere lasciato in pace, è sempre attento ai bisogni di lei, che , ovviamente, hanno la priorità assoluta, fino ad annullare qualsiasi forma di espressione diretta della sua volontà, che si esprime solo saltuariamente, con chi ritiene possibile permetterselo, e che rappresenta solo un breve un breve fuoco (sufficiente, peraltro, a spaventarlo).
Pertanto la possibilità di esprimersi in modo diretto e sincero viene rinnegata da entrambi i soggetti, e questo bisogno di verità negato provoca tensioni a causa del blocco delle emozioni come rabbia, tristezza, dolore ogni volta che queste affiorano.
- lidia
- 16 ottobre 2007