Grafopatologia forense

LA PERSONALITÀ DEL REO

Utilizziamo il termine ‘reo’ nel senso propriamente giuridico: “si riferisce a colui che ha commesso un reato, che ha violato una norma penale”.

Trattasi di un campo di osservazione grafologica di estremo interesse, poco o per nulla esplorato in modo sistematico, ma che consente – se affrontato con rigore metodologico – un approfondimento del rapporto esistente tra comportamento e struttura di personalità sottostante, esaminato nella prospettiva interpretativa morettiana.

I presupposti teorici che sottendono al lavoro di presentazione dei singoli casi risultano ridotti al minimo:

  • un reato, qualsiasi reato, molto difficilmente può essere direttamente imputato ad una personalità tipo, in quanto è stata riconosciuta l’esistenza di un numero elevatissimo di fattori che possono portare a un comportamento trasgressivo anche la persona ritenuta moralmente e socialmente irreprensibile;
  • nello stesso tempo è altrettanto condivisibile che esistono molti reati la cui esecuzione richiede necessariamente alcune caratteristiche di personalità, per cui, ad esempio, una truffa ad alto livello difficilmente potrà essere attuata senza un adeguato potenziale intellettivo e un adeguato livello di spontaneità operativa.

La psiche umana è così complessa, per cui si registrano casi in cui una persona, caratterizzata da un minimo di consapevolezza introspettiva, comprendendo che non sarà in grado di superare i suoi limiti di personalità intrinseci che ostacolano il compimento di un’impresa delittuosa, cerca di manipolare questi limiti con diverse strategie: psicologiche, quando ad esempio l’odio deve essere coltivato a lungo per poter produrre una sufficiente reazione aggressiva; o farmacologiche quando per compiere un determinato omicidio è necessario ricorrere all’assunzione di alcool o stupefacenti. L’autore di una recente strage famigliare ha dichiarato chiaramente di aver dovuto assumere, prima dell’impresa, pastiglie ‘antipanico’ (sic!) altrimenti non sarebbe stato in grado di arrivare fino in fondo a quanto si era prefisso a livello di costruzione mentale.

L’approccio grafologico alla problematica dello studio della personalità di chi ha violato particolari norme penali viene condotto tramite la presentazione di un breve profilo biografico (la storia) e una verifica condotta sulla scrittura (personalità) per vedere se sia rintracciabile o meno un rapporto non tanto casuale ma di attrazione tematica.

Come evidenziato da certi casi famosi di cronaca nera, è anche necessario saper riconoscere quando la struttura di personalità di base in alcun modo rende il rapporto tra quanto fatto e quanto si è: specialmente nel caso di soggetti molto giovani, si registra lo sgomento tra ciò che si è fatto e ciò che si è e l’impossibilità di rendere ragione di quanto successo.