Caso #1: Smarrimento del senso di continuità interiore da disintegrazione del segno Fluida

  • Campione grafico: Donna, età 54
    Scrittura: campione grafico

Fluida è solo un segno accidentale e qualifica il livello di spontaneità, di naturalezza con la quale ci colleghiamo con noi stessi e con il mondo. Ma quando il grado di Fluida scende a livelli troppo bassi, diventa un forte segnale d’allarme in quanto indica che la personalità è profondamente ferita nei suoi aspetti basilari di connessione interiore, con conseguente perdita di orientamento circa le finalità dell’Io.

La scrittura in esame è dominata da questa assenza di fluidità, in quanto gli arresti, gli inceppamenti, le contorsioni, le variazioni di direzione letterale, sono tutti indici morettiani di mancanza di scorrevolezza grafica. La personalità che ne risulta è segnata e appiattita da questa unica caratteristica, che consente da sola di comprendere una lunga serie di dinamiche intellettive e affettive che sovrastano il soggetto, al punto da fargli perdere ogni elemento di espressione vitale libera e gioiosa, anche se solo interiore.

Il pensiero risulta necessariamente frammentato, originando una notevole pignoleria che danneggia la spontaneità e la comprensione attiva, con difficoltà nel mantenere l’attenzione e quindi difficoltà nel memorizzare.

L’attività mentale, inoltre, resta sul piano esteriore-materiale, a causa del blocco delle facoltà intuitive che non possono essere attivate neanche ai livelli più bassi. A questo va aggiunto il fatto che il pensiero è contaminato da blocchi di energia emotiva, fino a perdere la capacità di discriminazione intellettiva.

Sul piano affettivo i sentimenti si afflosciano perché mancano di continuità e di spontaneità, e non sono sostenuti da sensibilità, intesa come capacità di rapportarsi e di essere in sintonia con gli altri.

L’analisi grafologica di personalità, in questo senso, prende atto del fatto che attualmente, per il soggetto, non sarebbe possibile un traguardo come quello raggiunto in passato di una laurea in Lettere, e che è avvenuto qualcosa che ha destrutturato la personalità nella direzione della frammentazione psichica.

Il segno Fluida è l’indice della nostra espressione nel mondo, ma non è una semplice modalità ‘più o meno spontaneo/più o meno adattabile’, è anche indice della sensibilità del sentimento dell’Io, che si manifesta come estensione dell’attenzione, come capacità di accorgersi di molte cose.

Questa sensibilità nasce dalla connessione fluida dell’energia vitale, che può scorrere liberamente all’interno del sistema, nella dimensione intellettiva e affettiva, e collegarsi con altri sistemi di personalità sul piano della sintonizzazione. In questo senso un certo livello minimo di fluidità (intorno ai 4-5/10) costituisce il primo requisito per la comprensione empatica/intuitiva del mondo interiore ed esteriore, e contribuisce a dare stabilità al senso pratico elementare necessario alla sopravvivenza.

Quando l’energia scorre crea connessione, crea intuizione, crea azione collegata, sciolta, libera.

Quando l’energia è frantumata, come nel caso in esame, non possiamo che segnalare l’alto livello di sofferenza psichica e di dipendenza totale dal sostegno degli altri che è stato messo in atto a compensazione della propria confusione interiore e del proprio abbassamento energetico.

Qualsiasi terapia deve partire da questo segnale d’allarme: la disintegrazione del segno Fluida, cioè sul perché l’energia non scorre più liberamente all’interno del sistema corpo-mente.

Va precisato, inoltre, che eventuali terapie a base psicologica faticano a decollare, in quanto il soggetto è troppo confuso interiormente e non è in grado – in questo momento – di elaborare i propri contenuti psichici.

Le terapie farmacologiche, al contrario, non richiedendo alcuna elaborazione consapevole, sono senz’altro le preferite dal soggetto perché consentono un utilizzo totalmente passivo delle stesse, ma contribuiscono a rafforzare e a stabilizzare il senso di perdita di controllo e di significato della propria esperienza di vita.

Qualsiasi sia la terapia adottata, non può prescindere dalla ricerca delle ‘ragioni’ emotive che hanno originato la perdita del filo interiore che sta vivendo il soggetto.